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Singolare sfida tra lo chef umbro Marco Bistarelli e il catalano Sergi De Meyà articolata in sei piatti, nel quadro del “gemellaggio” fra Umbria Jazz e la 43esima edizione del Festival Jazz Internacional di Barcellona
barcelonajazz2011

Si è svolta all’insegna del tartufo, il bianco dell’Umbria e il nero della Catalogna, una singolare sfida tra lo chef umbro Marco Bistarelli e il catalano Sergi De Meyà articolata in sei piatti, tre per ogni chef, che si sono alternati sulla tavola imbandita per giornalisti enogastromici delle maggiori testate spagnole, rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale della Catalogna.

Ovviamente la sfida è finita in perfetta parità, senza vincitori né vinti, con un elogio ai rispettivi piatti e tradizioni culinarie messe a confronto.
Tutto ciò nel quadro del “gemellaggio” fra Umbria Jazz e la 43esima edizione del Festival Jazz Internacional di Barcellona, che si è tenuto al “Monvìnik”, “glamouros” ristorante e wine bar della “downtown” di Barcellona, per suggellare con un amichevole “certame” tra i fornelli la settimana di promozione turistica dell’Umbria in terra di Spagna.

Alla “frittata contemporanea” con spuma di burro e tartufo bianco, al collo di maialino glassato al tartufo nero con “profumo di terra umbra”, ai tortelli di uovo liquido al tartufo, patata affumicata e lamine di tartufo bianco di Bistarelli ha risposto De Meyà con baccalà mantecato al tartufo, fagottini di cavolo e pernice e pollo di Vilanova de Meià con cipolle al tartufo nero, il tutto accompagnato da vini rigorosamente umbri serviti dal “sommelier” italiano del “Monvìnik” Antonio Giuliodori.
Hanno concluso il menu il cubo di fois gras con tartufo glassato al cioccolato di Marco Bistarelli e il “Parfait” di tartufo di Sergi De Meyà.

“Più che una sfida – ha commentato Marco Bistarelli, una stella “Michelin”, coadiuvato per l’occasione da Fabrizio Catana e Annalisa Tedesco -, è stata una collaborazione, un’alternanza di piatti che hanno messo al centro i prodotti delle nostre terre, in un confronto di tecniche e sapori mirato alla semplicità ed alla socialità, al piacere di stare insieme.
Abbiamo presentato piatti moderni – ha aggiunto -, senza nulla togliere alla tradizione ed alla vita quotidiana del territorio. Certo, non nego che con il nostro cubetto di fois gras fra due lamine di tartufo e glassa di cioccolato servito per dessert, così come con la spuma di burro e tartufo della ‘frittata contemporanea’, abbiamo voluto rifare un po’ il verso, scherzosamente, alla cucina-spettacolo spagnola, che vanta i migliori cuochi del mondo.
Ma anche questa è una prova che l’Italia, l’Umbria e i suoi prodotti enogastronomici non sono secondi a nessuno”.

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