30 dicembre 2011
Ponte di Montemolino, grazie Regione

Nei giorni scorsi la Giunta Regionale dell’Umbria ha deliberato, fra i vari interventi previsti per il 2012, la copertura della spesa, ammontante a 700.000,00 Euro, per quanto riguarda la messa in sicurezza del ponte di Montemolino lungo la strada statale 397 che collega il comune di Todi a quello di Monte Castello di Vibio, in corrispondenza del fiume Tevere.
L’impegno assunto dalla Regione consentirà di predisporre un progetto esecutivo finalizzato al consolidamento della struttura in acciaio in modo tale da garantire il transito di mezzi fino ad un carico di 200 quintali pur mantenendo il traffico a senso unico alternato.
Grazie a questo impegno della Regione– il problema del ponte e dei relativi disagi verrà fortemente ridotto nel corso dell’anno 2012. Potranno riprendere regolarmente il transito sia gli autobus che i mezzi agricoli nonché tutti gli altri veicoli fino a 200 quintali di peso”.
Come si ricorderà il problema della stabilità del ponte era emerso nella primavera scorsa a seguito di una verifica effettuata dal settore Viabilità della Provincia di Perugia che, con apposita ordinanza, aveva immediatamente adottato limitazioni di massa a pieno carico a 70 quintali e di velocità a 20 Km/h.
A seguito di tale problematica si era anche tenuta un’assemblea pubblica molto partecipata in frazione Madonna del Piano che aveva visto la presenza della Presidente della Regione, Catiuscia Marini, e di altri rappresentanti istituzionali e tecnici di Regione e Provincia.
Attualmente la Provincia di Perugia  sta ultimando il progetto di consolidamento al fine di procedere all’appalto dei lavori previsti in primavera. 
I Sindaci di: Monte Castello di Vibio (Roberto Cerquaglia) e Fratta Todina (Maria Grazia Pintori)
 


29 dicembre 2011
Bene il "cambio di rotta" nel DAP della Giunta Regionale

In relazione all’incontro odierno del Tavolo generale dell’ “Alleanza per l’Umbria” dedicato al Dap (Documento annuale di programmazione) 2012 il segretario regionale Claudio Ricciarelli, che ha partecipato all’incontro in rappresentanza della Cisl Umbria, ha apprezzato il “cambio di rotta” impresso dal Governo regionale sugli indirizzi e le scelte di fondo delle politiche regionali a partire dalle riforme degli assetti istituzionali amministrativi, del recupero di competitività del sistema economico regionale per un nuovo modello di crescita di qualità capace anche di promuove lavoro, della riforma del welfare e della valorizzazione e promozione della filiera turismo, commercio, ambiente, cultura, artigianato artistico e prodotti tipici locali.
Nel contempo, Ricciarelli ha sollecitato un “cambio di marcia” nel contesto di tali scelte in particolare sulla riforma delle agenzie regionali e in particolare per la promozione economica, la riorganizzazione e crescita dimensionale delle società di gestione dei servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, energia), l’attuazione di tutte le azioni previste dal Piano regionale per il lavoro, un’attenzione al collegamento dell’Umbria con l’alta velocità e il potenziamento della E/45 con la realizzazione del “nodo” di Perugia, un sostegno speciale al sistema manifatturiero umbro.
Relativamente al welfare, a fronte dei pesanti tagli del Governo centrale, Ricciarelli ha sollecitato la necessità di difendere la qualità e la quantità dei servizi sanitari umbri razionalizzando e riorganizzando strutture, sistemi e assetti istituzionali e, nel sociale, attivando politiche di sussidiarietà orizzontale, di selettività, compartecipazione e integrazione, rendendo più efficiente e leggera la gestione amministrativa dei servizi sociali.
Relativamente alle scelte di bilancio 2012 è importante l’attenzione posta dalla Regione sul recupero dell’evasione e sulla messa a redditività del patrimonio pubblico regionale recuperando ritardi accumulati; mentre per quanto riguarda la delicata questione fiscale, Ricciarelli ha proposto di aprire un ragionamento, in una logica di invarianza fiscale, sulla progressività ed equità del sistema fiscale regionale e promuovere un “Patto di regolazione e/o stabilità fiscale” fra Regione, Province e Comuni per affermare un coordinamento uniforme nell’utilizzo dei nuovi e vecchi strumenti di imposizione fiscale (Imu, Irpef e Tassa di soggiorno) sulla base di principi di progressività, equità nonché per supportare, nel contempo, processi di riqualificazione della spesa improduttiva nella pubblica amministrazione. Ricciarelli ha infine sollecitato un tavolo di confronto sull’attuazione della riforma endoregionale, recentemente approvata dal Consiglio regionale al fine di gestire e rispettare le garanzie occupazionali previste dall’accordo sindacale in materia.

Claudio Ricciarelli – segretario regionale Cisl Umbria
 

21 dicembre 2011
Pubblicate in rete i movimenti dei vs conti correnti!

Serpico, acronimo di Servizi per i Contribuenti, è un’applicazione della Sogei per controllare i conti degli italiani. Chi si vuole controllare? Il panettiere, il pensionato, l’artigiano, il piccolo imprenditore prossimo suicida?Si dovrà rendere conto a un funzionario di un bonifico di 1200 euro al proprio zio? Stiamo scivolando lentamente verso il controllo totale della vita dei cittadini.
Bene! Chi ci ha portato in questa situazione, a partire dai parlamentari, renda pubblico in Rete i movimenti del suo conto corrente degli ultimi cinque anni.
Ogni membro di un’amministrazione pubblica che ha indebitato i cittadini restituisca i soldi. Il padrone di questo Paese è il cittadino, non un Governo di banchieri. Un abbraccio
Paolo Iorio.

20 dicembre 2011
NO al razzismo
 

I sottoscritti consiglieri comunali presentano il seguente ordine del giorno.
RILEVATO
che in questi giorni, nel nostro Paese, si sono verificati gravi episodi di violenza: due cittadini senegalesi, Diop Mor e Samb Modou, sono stati uccisi mentre lavoravano nel mercato di Piazza Dalmazia a Firenze da un simpatizzante di Casa Pound, mentre a Torino è stato assaltato e incendiato un campo Rom;
CONSIDERATO
che il verificarsi di tali episodi di violenza razzista ai danni dei cittadini stranieri è qualcosa di grave e allarmante e che non si tratta di gesti di follia, ma di azioni ispirate da odio razzista che troppo spesso viene alimentato in determinati ambienti e organizzazioni anche di tipo politico;
CONSIDERATO INOLTRE
che la lotta contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia nonché contro qualsiasi forma di discriminazione fa parte dei principi fondamentali sui quali è fondata l’Italia repubblicana e l’Unione Europea;
Il Consiglio comunale di Todi esprime:
– la più ferma condanna per gli accaduti e per ogni forma di violenza e razzismo;
– la più sentita solidarietà ai familiari dei cittadini senegalesi uccisi, alla comunità senegalese in Italia, a tutti i cittadini stranieri vittime di atti razzisti e a tutti i nostri concittadini immigrati;
– forte preoccupazione per il clima di intolleranza che si diffondendo nel nostro paese.
Il Consiglio comunale impegna inoltre il Sindaco, la Giunta e invita tutte le forze politiche e sociali ad essere vigili e a tenere alta l’attenzione onde evitare di alimentare atteggiamenti intolleranti e xenofobi e a promuovere, perciò, tutte le iniziative e mobilitazioni possibili per contrastare questa spirale razzista.
Romina Perni Capogruppo Pd -Fabrizio Maria Alvi Capogruppo Mre-Psi -Andrea Caprini Capogruppo Prc

18 dicembre 2011
Io non c’ero e se c’ero non vidi e non sentii nulla

Quando, nella trasmissione Otto e Mezzo, mi venne chiesto da Lilli Gruber come rispondevo a chi mi chiedeva di ridurmi la pensione (che al netto comunque è la metà del lordo, il che non sempre è reso chiaro da chi ne scrive), risposi che non capivo la domanda, non per tracotanza, ma per la semplice e banale ragione che sono ormai un privato cittadino e non ho quindi alcun potere ne’ sulla mia (ogni mese incassa 31.411 euro di pensione. 1.047 euro lordi al giorno- n.d.r.) , ne’ su altre pensioni.
Giuliano Amato, ex Presidente dl Consiglio, da una sua lettera alla Stampa

17 dicembre 2011
Regali e… dei paesi tuoi

Il Natale è la festa più suggestiva dell’anno ed oltre ai valori che ognuno intimamente vi attribuisce è un appuntamento importante per le attività economiche.
Anche quest’anno torno a fare il mio invito, quindi, di pensare ai propri regali acquistandoli a Todi. La prima ragione è che il lavoro fatto per addobbare ed abbellire la città è veramente egregio, al punto che oserei dire non tema confronti con realtà ben più importanti della nostra. La seconda è che proprio in tempi di crisi come quelli attuali ancora di più dobbiamo fare sistema e non disperdere risorse; se la ricchezza rimane nel territorio torna più facilmente in circolazione a favore di tutti. L’anno scorso, a fronte di questo stesso mio invito, alcuni ironizzarono dicendo che si trattasse di un invito un po’ nostalgico, di sapore “autarchico”; simile affermazione non merita commento. La convinzione che ho invece nasce da due considerazioni: la prima è che andando a curiosare per negozi anche in grandi realtà commerciali limitrofe ho constatato ancora una volta che le nostre attività commerciali offrono un analogo rapporto di qualità, scelta e convenienza e la seconda è che passeggiando, di fronte alla bellezza di Todi in questi giorni, le altre località sembrano addirittura spente.
Mario Ciani – assessore comune Todi

16 dicembre 2011
 

"Ecologia? Chi ne parla e chi la fa."

La Giovane Italia Todi si impegna per l’ambiente , attraverso un progetto che inizia domenica 18 Dicembre 2011 lungo le sponde del Tevere comprese tra le frazioni di Pontecuti e Pian di San Martino.Infatti la zona interessata versa in un totale stato di degrado ed abbandono, nonostante l’area presa in oggetto sia parte integrante del "Parco Fluviale del Tevere". Questa che a nostro avviso è una problematica grave, sembra non toccare la coscienza di chi ogni giorno incivilmente abbandona rifiuti in prossimità della strada provinciale adiacente al corso del fiume. I ragazzi non tollerano la presunta indifferenza di chi compie questi atti e di chi allo stesso tempo non interviene nel ripristinare la zona e impedire che ciò avvenga; tutto questo ha portato alla nascita di un progetto, in quanto questo evento rappresenta l’inizio di una serie di interventi mirati nel territorio tuderte per la salvaguardia dell’ambiente.
La Giovane Italia Todi rivolge l’invito a tutta la popolazione tuderte a partecipare all’evento, l’appuntamento è alle ore dieci in prossimità del bar di Pontecuti, mentre l’arrivo è previsto nelle vicinanze del vecchio ponte di ferro nei pressi della frazione di Pian di san Martino con un piccolo rinfresco di ringraziamento.

Giovane Italia Todi

16 dicembre 2011
Obbligo catene “molti controlli e poca informazione da parte della Provincia”

Con ordinanza del 30.11.2011 la Provincia di Perugia, quale ente proprietario , ha disposto a norma degli artt. 5, 6 e 37 Codice della Strada e del relativo Regolamento di attuazione, l’obbligo di avere a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali per i veicoli che circolano sulle strade provinciali indicate nell’allegato dello stesso documento. In caso di trasgressione, la sanzione prevista va da 80 a 318 euro. Nel comprensorio tuderte la Polizia Provinciale ha effettuato numerosissimi controlli elevando altrettanto numerosi verbali di contestazione nei confronti dei conducenti sprovvisti degli appositi mezzi antisdrucciolevoli o dei prescritti pneumatici da neve. L’ordinanza di cui all’oggetto è stata emessa il giorno 30.11.2011 con decorrenza a partire dal 1.12.2011, con la prevedibile conseguenza di aver reso impossibile l’acquisto delle catene da neve sia per l’oggettiva mancanza di tempo, che per l’irreperibilità dell’articolo sul mercato. Inoltre, la merce immediatamente disponibile, è stata venduta ad un prezzo triplicato rispetto ai giorni precedenti. L’art. 5 co. 3 dello stesso Codice della Strada prescrive che i provvedimenti tesi alla regolamentazione della circolazione stradale sono emessi dagli enti proprietari e resi noti mediante i prescritti segnali.  La Provincia di Perugia, pur essendosi da sempre dimostrata particolarmente attenta alle azioni di promozione ed alle campagne di sensibilizzazione, in questa specifica circostanza, non ha previsto iniziative di informazione rivolte alla cittadinanza. Si chiede quindi di sapere Per quale motivo non è stata prevista una specifica campagna informativa sul tema tale da consentire agli automobilisti e ai rivenditori di organizzarsi per reperire a prezzo di mercato, catene da neve e pneumatici anti-gelo; quando è stata predisposta la necessaria segnaletica stradale sul comprensorio tuderte e sul resto della provincia;  in quali comprensori, ed in particolare in quali comuni, la Polizia Provinciale ha predisposto i previsti controlli.
Consigliere Provinciale del Pdl Michele Martorelli


13 dicembre 2011
A proposito dell’obbligo di catene…

Lasciatemelo dire: come umbro, nato e cresciuto a Terni poi trasferito a Marsciano, con buona conoscenza del territorio umbro, ho fatto l’agente di commercio per molto tempo,non posso che condividere la scelta operata dal burocrate assetato di soldi di turno.Qui c’è in gioco la sicurezza: se sia del loro lauto stipendio o dei cittadini lascio a voi decidere; le catene in Umbria sono indispensabili. Come poter pensare di circolare su strade come le nostre, con il nostro clima, con quello che abbiamo visto succedere negli anni precedenti a causa della neve, senza catene, è impensabile. Sono convinto che statistiche ed almanacchi meteo alla mano, i nostri burocrati preoccupati per la nostra incolumità saranno capaci di convincerci e dimostrarci la correttezza del loro operato. Li attendiamo fiduciosi; avanti il primo e poi via, via. Nel senso di via!via! SCIO’ !! Ma a chi servono se non per le solite saccoccie dello stato e loro personali, queste persone?! Duole oltretutto vedere, come le forze dell’ordine, dopo essere state appiedate senza soldi neppure per la benzina, vengano ricattate ad applicare certe iniziative, pena il mantenimento dell’attuale sfacelo, e ridotte da tutori dell’ordine, a meri esattori di questo o quello "sceriffo di Nottingham" locale, svilendo e svuotando la loro onorabilità e della divisa che indossano di tutti i valori che le appartengono.
Sarebbe ora che il "Popolo Sovrano", la cui sovranità i nostri politici di ogni colre e schieramento, invocano solo in periodo di elezioni, scendesse in piazza secondo il principio che: ".. Virtù contr’a furore prenderà l’arme, e fia il combatter corto, che l’antico valor nell’Italici còr, non è ancor morto".
Roberto Proietti (scatenato)

12 dicembre 2011
Il biogas secondo noi

In riferimento all’articolo apparso su Tam Tam l’8 Dicembre nel quale si riportava la notizia delle iniziative Politche dei Consiglieri Stufara (PRC) e Brutti (IDV) seguite, in calce, da un’accorata difesa del Biogas da parte delle associazioni di categoria, ci corre l’obbligo di sottolineare alcune evidenze.
Il Consiglio Regionale ha approvato a Maggio un regolamento per le Biomasse e a Luglio un regolamento autorizzativo per il settore del Biogas che da un notevole impulso allo sviluppo di queste tecnologie. Non è persente, in nessuna delle forze di maggioranza, un atteggiamento ostativo sull’argomento.
E’ giunto il tempo di dismettere gli atteggiamenti ideologici, aprioristici e corporativi. Come abbiamo sempre sostenuto, fino a scriverlo nel programma elettorale per Sabatino Ranieri Sindaco, ora sono disponibili tecnologie che rendono redditizi anche i piccoli depuratori associati alla microgenerazione che permettono, con gli incentivi, introiti notevoli per un settore in difficoltà. Con questa corposa integrazione del reddito gli allevatori potrebbero permettersi i migliori sistemi per l’abbattimento dell’azoto, anch’essi sempre più efficienti ed economici. Compito della politica, piuttosto che regalare risorse a imprenditori ‘stranieri’ che senza rischi, investimenti e manutenzioni, si intascherebbero gli incentivi, è quello di studiare un sistema di garanzia , verso le banche, che renda finanziabili i progetti dei piccoli investitori del settore. In questo modo si salverebbe il comparto, si risolverebbe l’emergenza ambientale e si creerebbe un volano di sviluppo per tutto il territorio. In effetti l’impulso allo sviluppo della filiera si avrebbe nel caso in cui i due Ecomostri consortili di Marsciano e Bettona lasciassero il posto a sistemi più piccoli e meno impattanti che distribuirebbero il notevole carico di lavoro indotto in modo molto più trasparente ed equo. Questa sarebbe una posizione che "ostacola la libera iniziativa economica"? Non è forse l’obbligo, per metà attivo e per metà paventato, di adduzione obbligatoria ai Macrodigestori una distorsione della libertà d’impresa? Non è forse questo il modo per "portare benessere agli agricoltori e ricchezza vera alla nostra regione"?
Federico Santi, Segretario PRC Marsciano

10 dicembre 2011
Giurì d’onore. E si vedrà chi mente

Egregio Assessore Serafini,
stupisce che una persona come Lei che all’apparenza sembrerebbe un interlocutore meno fazioso di altri, si lasci andare a considerazioni offensive e false nei miei confronti .Falsa, totalmente falsa (e la invito a rettificarla pubblicamente ) è la seguente affermazione:"Non capisco, davvero, con quale faccia si possa dare credito alle Sue affermazioni, quando ricordo benissimo che Lei è stato contrario insieme a tutto il centro sinistra quando in Consiglio Comunale si è discusso l’ordine del giorno col quale si proponeva l’intitolazione del nuovo ospedale della Media Valle del Tevere di Pantalla ad una figura cattolica di indiscussa chiarezza ed integrità morale. Anzi, a voce Sua e del capogruppo Romina Perni, il Partito Democratico in quella occasione propose una “figura laica di altissimo profilo”.
Purtroppo ricorda malissimo in quanto a mia voce lei non può aver sentito nulla di quello che afferma per la semplice ragione che non ho mai partecipato a Consigli Comunali nei quali si è discusso dell’intitolazione del nuovo Ospedale di Pantalla a Madre Speranza. Non ho parlato, di conseguenza non sono stato contrario. Il gruppo del Pd non ha partecipato a nessun voto sull’argomento e di ciò ne sono testimonianza i verbali del Consiglio.
Sul rapporto tra Stato e Chiesa, tra etica e religione già in altre occasioni Lei  mi ha attribuito posizioni che sinceramente non ho mai preso. Comunque credo nella Costituzione Italiana( Lei non so) e nella laicità dello Stato. Credo nella democrazia e nella libertà di pensiero .Ciò per me vale per l’Italia come per l’Iran, l’Egitto, l’Arabia Saudita. In questo so di essere in compagnia di molti cattolici che non vogliono antistoriche guerre di religione o rialzare steccati ,caduti da tempo come i muri.
Sulla non partecipazione alle vostre inaugurazioni è bene ricordare che nel 90% dei casi o non ci invitate o ci invitate all’ultimo momento sperando che non possiamo essere presenti. Ed anche qui carta canta …….
Sulla collocazione della statua di Madre Speranza nella rotonda, il problema è la rotonda, non la statua e non credo di aver offeso la rotonda. Auspicavo semplicemente, proprio per rispetto di madre Speranza, una collocazione meno angusta. Ma sono opinioni personali.
Mi creda mi ha profondamente deluso. Io credo che gli uomini politici, a maggior ragione se ricoprono incarichi istituzionali, debbano evitare processi alle intenzioni e soprattutto , come recita un detto latino “Fortiter in re, suaviter in modo”. Forti nella sostanza, gentili nel modo. Lei  non lo è stato.
In conclusione, se Lei non smentirà pubblicamente le affermazioni riguardanti la mia posizione sull’intitolazione dell’Ospedale, chiederò al Consiglio Comunale l’istituzione di un Giurì d’onore che ristabilisca la verità. E si vedrà chi mente. Con deferenza
Getulio Petrini

9 dicembre 2011
Natale 2011, per fortuna non c’è il tendone in piazza

A volte i luoghi comuni riescono a schiacciare la realtà, ci si sdagia sotto di loro usandoli come una scusa, una giustificazione. Così per anni Todi è vissuta nell’apatia perché "tanto qui non si riesce a fare niente", "tanto a Todi sanno solo protestare", "se fai qualcosa non partecipa nessuno", ecc.
Ieri finalmente, sotto gli occhi felici e piacevolmente stupiti, di chi ha voluto provare a smentire questi stereotipi la città ha risposto in tutta la sua bellezza!
Una Todi luminosa e festosa ha accolto i tanti turisti e residenti che l’hanno gremita con uno spirito natalizio che, nel suo piccolo, tranquillizza, per un attimo, in questi tempi duri di crisi.
In fondo è vero, basta poco, l’essenziale è unirsi per uno scopo, lavorare tutti nella stessa direzione così grazie ai commercianti e ai cittadini che il 19 ottobre scorso hanno deciso di provare a cambiare le cose, a smentire quei luoghi comuni che ingrigivano la città da tempo il rovesciamento è stato compiuto! Grandi e piccoli, giovani e anziani in giro per le vie ad ammirare presepi e mostre, pattinare sul ghiaccio, gustare vin brulé, frittelle e zucchero filato tra Babbo natale e i suoi aiutanti appostati ad ogni angolo per offrire golosità e sorrisi! Non solo in Piazza ma in tutto il corso scendendo giù fino a fuori Porta Romana e ancora risalendo alla Consolazione, aperitivi, castagne e sorrisi!
Il trenino è stato un successo, nonostante il traffico chiuso la gente aveva un incentivo per percheggiare e scendere dall’auto anziché fare manovra e dirigersi altrove. Personalmente sono orgogliosa di partecipare a tutto questo, nel mio piccolo mi sento parte di qualcosa di grande, qualcosa di cui si sentiva il bisogno da tanto tempo e che quasi ci avevano convinti non potesse accadere! Invece grazie a Carlo Primieri e, prima di tutti, a quei commercianti che si sono presi il non facile incarico di rappresentanti di zona conciliando faticosamente l’organizzazione del Natale per piccoli e grandi con il proprio lavoro, e a tutti quelli che hanno partecipato dando il loro contributo di tempo, idee e denaro e non ultimi a coloro che ieri sono usciti per le strade e sono venuti a Todi è accaduto ed è stato un successo!
Ora non resta che passare parola, spargere la voce e far accorrere più gente possibile perché quello di ieri era solo l’inizio di un Natale speciale in un città che ha voglia di rinascere dalle sue ceneri!
Buone feste a tutti!
Camilla Todini
P.S.: qualcuno potrebbe trovare la mia enfasi esagerata o fuori luogo ma vi assicuro che l’emozione è stata grande, per capire la differenza potete sfogliare l’album "Sogno o son desta" nel mio profilo fb o tornare con la memoria al Natale dello scorso anno con una piazza deserta che, ingombrata da un orrendo tendone da sagra, metteva una tristezza tale da far venire voglia di fuggire altrove

9 dicembre 2011
Lettera al "Gentilissimo Consigliere Getulio Petrini"

A Pantalla non è successo niente altro che quello che succede da quattro anni, di fronte alle centinaia di inaugurazioni e di attività poste in essere da questa Amministrazione, Lei e la sua parte politica è stata sempre assente, dando il segnale più evidente della difficoltà di dover ammettere che c’è qualcuno migliore di Voi.
Ritengo, poi, gravissima la accusa che Lei ci muove, relativa a presunte e, secondo Lei, palesi strumentalizzazioni a fini politici.
Non capisco, davvero, con quale faccia si possa dare credito alle Sue affermazioni, quando ricordo benissimo che Lei è stato contrario insieme a tutto il centro sinistra quando in Consiglio Comunale si è discusso l’ordine del giorno col quale si proponeva l’intitolazione del nuovo ospedale della Media Valle del Tevere di Pantalla ad una figura cattolica di indiscussa chiarezza ed integrità morale.  Anzi, a voce Sua e del capogruppo Romina Perni, il Partito Democratico in quella occasione propose una “figura laica di altissimo profilo”.
E comunque, non stupisce che il PD, ad ogni livello, sia da sempre contrario a quelli che sono i valori cristiani in generale e cattolici in particolare.  Esiste, infatti, una linea unanime sui grandi temi etici quali la procreazione assistita, l’eutanasia, l’uso della pillola abortiva RU 486 ed il tema dell’aborto in generale, il riconoscimento delle radici cristiane dell’Italia e dell’Europa e tante altre questioni morali, che esprime la assoluta contrarietà al dettato dell’insegnamento cattolico. Questi temi, sia che vengano discussi al Parlamento, in Consiglio Regionale o nel nostro Consiglio Comunale, vi vedono da sempre costretti a fare salti mortali per nascondere la verità. Personalmente non sono mai riuscito a comprendere come la forte identità cristiana e cattolica di molti militanti del Suo partito possa minimamente coesistere ed amalgamarsi con le idee di chi, come Lei, affonda i propri valori e le proprie convinzioni in una concezione profondamente laica, comunista e materialistica della vita e della politica. 
Se non ha rispetto per questa Amministrazione, che Lei accusa di propaganda e populismo, lo abbia almeno per chi crede nei valori di Cristo e non si vergogna di volere con forza e convinzione una icona cattolica al centro di quella che Lei definisce una “risicata rotonda stradale”; abbia rispetto di tutti quei cittadini che di loro sponte hanno affidato una preghiera e lasciato un fiore davanti a questa statua e di tutti quelli che in futuro continueranno a farlo.
Rispetti chi non condivide il Suo pensiero e non alimenti misere e meschine polemiche di bassissimo rango.
Antonio Serafini Assessore ai Lavori Pubblici

8 divembre 2011
Digitale terrestre: un diluvio di pseudo canali Tv e un regalo di 16 miliardi a……

In una democrazia virtuale come la nostra è sempre più difficile entrare in possesso di informazioni corrette.  Sembra un  paradosso che proprio  nella cosiddetta “Civiltà della comunicazione e della informazione”, così come  viene denominata la nostra era,  manchi proprio  l’oggettività  del reale; sembra un paradosso, ma non lo è. Infatti,  non bisogna confondere la pluralità dell’informazione, tanto strombazzata, con l’onesta informazione che, come minimo, dovrebbe condurci ad una corretta  interpretazione dei  fatti . No, la  Pluralità dell’informazione si riduce  oggi ad una pantomima  in cui si contrappongono fazioni “plurali”, al fine di   rendere drammaturgicamente “interessante” l’evento, qualunque esso sia.  Il canovaccio della tragicommedia è già stato scritto, ma  noi  inermi spettatori partecipiamo lo stesso con grande attenzione,   come rivedessimo un vecchio film:  sappiamo già  come va a finire, ma ci stupisce e ci  emoziona  lo stesso. Anche in questa  drammatica crisi nazionale e internazionale che ci  travolge,   sappiamo benissimo come andrà  a finire: no, non ci sarà stupore o  emozione, per noi,   ma sacro terrore e  rassegnazione, e la  mesta  consapevolezza  che a pagare saranno sempre i soliti: noi! Tutti i potentati economico-finanziari, gli apparati burocratici e tecnocratici del mondo globale, cioè proprio  quelli che hanno spinto l’economia mondiale   sull’orlo del baratro, sempre loro avevano già tranquillamente  deciso che, per uscire dalla crisi,  sarebbe stato sufficiente, anche stavolta, azzannare  le  chiappe esangui dei disoccupati, dei precari, dei giovani senza futuro,  dei pensionati senza domani: le nostre chiappe, appunto.   Ed ecco che in pieno  dramma  nazionale si fa intervenire un nostrano mister Wolf,  a togliere le castagne dal fuoco ( ricordate mister Wolf in “Pulp fiction”? :“…Risolvo problemi!”) e quindi la battuta è  “Cari italiani, sacrifici duri o l’Italia fallisce!” Ed ecco una “manovrina da 24 miliardi”:  un  bel po’ d’Ici, un po’ d’Irpef (come fumo negli occhi), un bell’attacco alle pensioni e via verso la recessione, ma  guai a toccare i grandi capitali. Ma se la manovra piuttosto che di 24 miliardi fosse stata di soli 8 miliardi?  Magari quel 10% di straricchi  che detengono  il 70% delle ricchezze avrebbero detto: “ Beh, via, stavolta paghiamo noi!”  e noi spettatori paganti avremmo dormito sonni più tranquilli, almeno per un po’. Sarebbe  possibile? Sì  è possibile,  cercando  tra le pieghe  nascoste dei grandi potentati economico-finanziari.
Per esempio, c’è un “tesoretto” di circa  16 miliardi ( ne dava notizia G. Valentini su Repubblica), solo  mettendo  sul mercato i 320 MHz residui delle frequenze televisive di Stato. Ci aveva già pensato Berlusconi ad accaparrarsele e anche  gratis, con una finta asta in cui non valeva la migliore offerta economica, ma la migliore organizzazione televisiva ( il cosiddetto beauty contest)  cioè Mediaset e Rai, escludendo tutti gli altri.  Il valore di mercato di 1 megahertz è pari a 50 milioni di euro, 50 milioni di euro   x 320 MHz vengono pari, pari  16 miliardi di euro da far risparmiare  a noi poveri spettatori.
E già! perché le frequenze televisive, cioè l’insieme di tutte quelle  frequenze elettromagnetiche che attraversano  l’etere per trasportare  tv, radio, telefonia, ecc. non sono di proprietà di Rai o di Mediaset (che già ne hanno un bel po’ in concessione e a prezzi stracciati) no, sono di proprietà dello Stato, cioè sono un “bene comune”  cioè un bene di tutti i noi cittadini. E di questo bene c’è una domanda in forte aumento sul mercato, tant’è che in Inghilterra il suo valore è stimato in 24 miliardi di sterline all’anno!  
Perché non si revoca il regalo fatto dal ministro  Romani a Berlusconi e si bandisce un’asta onesta, e subito? Mettere a frutto questa enorme risorsa pubblica risolverebbe non solo molti problemi della nostra economia, ma libererebbe lo spettro a favore della banda larga, favorirebbe lo sviluppo di internet e dell’ e-commerce e rappresenterebbe  una  buona garanzia  per la circolazione della libera informazione, ecco: la libera informazione, madre della moderna democrazia! Che sia per questo che si tende a rimandare le decisioni farfugliando scuse?  Eppure, noi vituperati spettatori dovremmo averne  abbastanza di tutte le menate televisive: nani, zoccole, ballerine,  truffatori in delirio d’onnipotenza, politicanti in cerca di scrittura e tutto un circo di giocolieri, prestigiatori e maghi.  Cari cittadini,  facciamo circolare queste notizie e, d’ora in poi,  anziché battere le mani  cominciamo  a battere i piedi!   
Paolo Frongia

8 dicembre 2011
Discorsi intorno al depuratore di Porchiano

Le ultime dichiarazioni di Ruggiano sulla vicenda depuratore, contraddittorie nel giro di pochi giorni, sono inaccettabili ed inqualificabili se si pensa che a farle non è un privato cittadino, ma il sindaco di un’importante città dell’Umbria.
Nella controversa fase di progettazione dell’impianto sono emersi, dai rilievi effettuati, i resti di una villa romana. Non riusciamo a capire con chi se la voglia prendere Ruggiano. Forse con i Romani, che in tempi remoti insediarono una villa laddove oggi si vuol fare un depuratore?
E non si capisce lo scopo di una polemica grave e sterile con la Regione, la Soprintendenza e gli altri soggetti tirati in ballo dallo stesso Ruggiano. È ben altro quello che dovrebbe fare un Sindaco!
Sappiamo tutti che c’è un importante finanziamento, di circa 8 milioni di euro, da parte del Ministero. Allo stesso Ministero andava subito comunicato il ritrovamento della villa romana, chiedendo una proroga dei termini per cause di forza maggiore, in attesa del pronunciamento della Soprintendenza e del Ministero dei Beni culturali.
Soprintendenza e Direzione regionale del Ministero sono e rimangono soggetti autonomi da rispettare e sui quali non ipotizzare o pretendere che altre istituzioni operino pressioni politiche. Questo si configurerebbe a tutti gli effetti come un reato.
Doveva essere e deve essere, invece, il Comune di Todi a garantire un’interlocuzione con tali soggetti, sia in conferenza dei servizi, sia direttamente, per cogliere le possibili soluzioni ad un problema tecnico e non politico. Che cosa c’è di politico nel ritrovamento di una villa romana da tutelare?
La questione depuratore a Todi è questione strategica per il futuro della città. Ne siamo convinti e tutti i nostri atti pubblici lo confermano, compreso l’ultimo voto unanime nel Consiglio Comunale del 28 novembre, nonostante la Giunta abbia nascosto ai consiglieri i provvedimenti in essere della Sovrintendenza, già comunicati ufficialmente al sindaco il 17 novembre 2011 (protocollo 31660).
Perché questo atteggiamento?
Già in precedenza la Giunta aveva nascosto al Consiglio altri atti tanto da costringere il Pd a chiedere, un anno e mezzo fa, un apposito Consiglio Comunale nel quale proponemmo, consapevoli delle difficoltà, una commissione tecnica di approfondimento che valutasse, in tempi rapidi, i molti e complessi aspetti legati sia al sito che alle soluzioni tecniche adottate, in particolare quelle a tutela dell’impatto ambientale e paesaggistico.
Il centrodestra ha negato nei fatti questa possibilità dichiarando in Consiglio che le decisioni tecniche spettavano solo ai tecnici  nella fase di  Via (valutazione di impatto ambientale) ed oggi si lamentano per quegli stessi giudizi autonomi. La verità è che hanno preferito seguire la strada delle solite furbizie politiche, evitando di assumersi qualsiasi responsabilità, capitanati dal Presidente del Consiglio Pizzichini ed oggi si ritrovano con un pugno di mosche in mano.
Siamo certi che, così come avvenuto per molte altre questioni strategiche per la città (dal nuovo ospedale di Pantalla fino alla riconversione del vecchio stabile  di Porta Romana, passando per i finanziamenti delle opere a consolidamento del Colle, il PUC 2 e la messa in sicurezza delle scuole), anche questa volta la Regione opererà perché il Ministero confermi i finanziamenti, in attesa di nuove soluzioni sia tecniche che logistiche.
Noi siamo disponibili per trovare insieme una o più soluzioni, ma non accettiamo furbizie o insulti gratuiti.
Gruppo consiliare del Pd – Todi
E’ incredibile come il progetto del depuratore di Porchiano, utile peraltro per l’intera media valle del Tevere, si possa arenare per un assurdo vincolo, quando già tutte le altre istituzioni coinvolte avevano dato parere positivo alla sua realizzazione. I tuderti devono sapere bene, pertanto, chi dovranno ringraziare per i prossimi, inevitabili aumenti in bolletta Un eventuale, definitivo accantonamento del progetto provocherebbe danni incredibili al territorio tuderte ed a tutto il suo comprensorio, che sanciranno un pericoloso passo indietro sul fronte dell’ammodernamento delle infrastrutture e dei servizi, con delle ripercussioni sull’immagine della città in Italia ed in Europa, vista l’infrazione alle regole comunitarie e la comminazione delle relative sanzioni. Situazioni come queste, assurde ed illogiche, non producono altro risultato se non quello di screditare ulteriormente le istituzioni nei confronti dei cittadini e ribadiscono quella convinzione- ancorché sbagliata –secondo la quale la politica è incapace di fornire risposte rapide e tempestive ai bisogni dei territori”
Aldo Tracchegiani – Italia Federale


7 dicembre
La statua di Madre Speranza sulla strada per l’Ospedale: pro e contro

“La figura della Madre trova finalmente degna consacrazione da parte del Comune e della intera città di Todi. Grazie alla fede, al lavoro ed alla missione di Madre Speranza Alhama Valera, infatti, è partito da Todi il messaggio universale dell’amore misericordioso di Dio, che ha fatto della nostra città un punto fermo nei cuori e nella fede di milioni di persone. Oggi questo amore, con tutti i suoi figli e i suoi fedeli, non è più soltanto una esperienza locale, ma una realtà internazionale, che diffonde il proprio messaggio nei diversi continenti, rendendo orgogliosi tutti i tuderti. Al cospetto di questo sorprendente esempio di virtù e di fede, abbiamo deciso di dare pubblico riconoscimento alla Madre, per lo straordinario ruolo che ha avuto e continuerà ad avere nel mondo. Madre Speranza come simbolo ecumenico di un cattolicesimo che trova la sua massima espressione nella missione e nella realtà del creato” .
E così, una statua, realizzata in fusione di bronzo dal famoso artista e scultore valtellinese Giorgio Perathoner, sarà apposta all’ingresso del nuovo ospedale comprensoriale.
Dalla prossima settimana, l’adorata Madre Speranza, a braccia aperte, accoglierà benevolmente tutti coloro i quali, anche con problemi seri e drammatici, si recheranno presso l’ospedale per trovare risposta ai mali del corpo e dell’anima.
Giovedì 8 Dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, alle ore 10.00, alla presenza del Sindaco Antonino Ruggiano, del vescovo della Diocesi Orvieto-Todi, S.E. Monsignor Giovanni Marra, unitamente al Vescovo di Città di Castello e figlio dell’Amore Misericordioso, S.E. Monsignor Domenico Cancian, e delle altre Autorità, si terrà la cerimonia religiosa di benedizione della statua, cui seguirà la Santa Messa presso la chiesa parrocchiale di Pantalla.
Antonino Ruggiano
Ho letto che il comune di Todi "intitola" l’ospedale di Pantalla a Madre Speranza e mi dispiace.
La salute riguarda chi crede e chi non crede… per cui la decisione mi sembra, oltre che errata, inopportuna e, se mi permette, di questi tempi piuttosto azzardata (leggi S. Raffaele di Milano).
I tempi sono cambiati, sono stati scoperti nuovi mondi e anche se la sofferenza umana non è mutata e mai muterà è ormai assodato che le "devozioni" devono riguardare, toccare, eventualmente, soltanto la sfera privata dell’individuo. Le "convinzioni" religiose dell’assessore non possono pertanto tradursi in decisioni politiche.
Mi dispiace per la Vostra splendida città che purtroppo sta morendo.
Rammaricato, saluto cordialmente
Renato Frasson Padova

Oggi 7 dicembre, alle 17,52, ho ricevuto l’invito, presumo  nella mia qualità di consigliere comunale, da parte del Sindaco a partecipare   alla cerimonia di apposizione della statua raffigurante Madre Speranza di Gesù al centro della rotatoria di accesso al nuovo ospedale comprensoriale della Media Valle del Tevere in Pantalla. La cerimonia è prevista per ore 10 di domani 8 dicembre. I consiglieri comunali, ma non solo, sono invitati all’ultimo momento, 16 ore prima. Questo fatto mi ha profondamente infastidito per vari motivi che cercherò di spiegare:
1- Ieri si è tenuto un consiglio comunale nel quale il Sindaco avrebbe potuto informare tutto il consiglio della cerimonia e non lo ha fatto.
2- La cerimonia è stata programmata da alcuni giorni, come risulta dai comunicati stampa, ma il Sindaco si è ben guardato dal condividere, in tempo , con altre istituzioni e con il Consiglio Comunale l’evento.
3- L’ospedale comprensoriale della Media Valle del Tevere c’è nonostante la becera opposizione del centro-destra tuderte ed è patrimonio di una comunità che va oltre il comune di Todi.
Il sospetto che nasce spontaneo è che si voleva trasformare anche questo evento in una manifestazione politica elettorale, strumentalizzando Madre Speranza e l’intera comunità cristiana della nostra città. D’altronde il Sindaco sempre più spesso si sente più capogruppo del PDL che Sindaco della città che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini. Ne sia prova la sua firma sotto gli ordini del giorno del Pdl in qualità di consigliere comunale, dimenticandosi che lui è componente del Consiglio Comunale nella sua qualità di Sindaco e non di consigliere eletto in una lista di partito.Ma il senso delle istituzioni o ce l’hai o non può dartelo una carica pro-tempore!
Personalmente sono sconcertato per simili comportamenti  e lo dico da persona che nel tempo in cui ha ricoperto incarichi di governo ha lavorato senza schemi ideologici, senza protagonismi mediatici, senza fanfare e strumentalizzazioni politiche per collaborare  con le istituzioni religiose della nostra città e del territorio.
Oggi vorrei ricordare che nel breve periodo in cui sono stato Presidente del Comitato di Gestione della USL della Media Valle del Tevere ho promosso il convenzionamento del  "Centro Speranza",  di Fratta Todina (un servizio sia diurno che ambulatoriale riabilitativo rivolto a bambini, ragazzi e adulti cerebropatici e insufficienti mentali di grado lieve )con la Regione e la Usl medesima, insieme all’allora assessore regionale Guido Guidi.
Mi ricordo di una visita al centro in una fredda e nebbiosa giornata autunnale insieme all’assessore regionale Guido Guidi, mi ricordo della straordinaria, semplice, toccante accoglienza  di Suor Maria Grazia e di tutte le altre suore. Mi ricordo della cena frugale, ma densa di significato. Mi ricordo dell’impegno di lì a poco concretizzato di avviare la convenzione proprio in virtù dello straordinario e serio impegno a favore di queste persone in difficoltà.
Non c’erano fotografi, nè telecamere, nè addetti stampa proprio per rispetto dello straordinario amore misericordioso della comunità di Madre Speranza.
Quando in anni successivi ho ricoperto la carica di vice-sindaco della città, anni 90, mi ricordo di aver contribuito ad altri atti di testimonianza della vicinanza della città a Madre Speranza: la cittadinanza onoraria, l’intitolazione della via di accesso al Santuario di Colvalenza. Senza clamori o speculazioni politiche ed elettorali.
E mi ricordo di aver proposto, e la Giunta approvò, di intitolare due larghi: uno a Papa Martino 1° ed uno  a Mons. Alfonso Maria De Sanctis. Due figure diverse fra loro ma legate alla storia di Todi.
Ed anche in questo caso senza fanfare e strumentalizzazioni elettorali.
Due modi diversi di intendere il rapporto con la Chiesa: di rispetto o di strumentalizzazione.
Ai cittadini giudicare, valutare le diversità.
Spero che anche la comunità cattolica tuderte saprà valutare la differenza tra questi comportamenti.
Resta in me l’amarezza e l’indignazione per comportamenti molto scenografici, ma per niente istituzionali e rispettosi della azione silente ma importante dei tanti religiosi che si occupano del prossimo solo per amore e non per trarne vantaggi politici personali.
E forse, se non si fosse fatto tutto in clandestinità, si sarebbe potuto trovare una collocazione più dignitosa alla statua di Madre Speranza che non una risicata rotonda stradale.
Getulio Petrini

 

4 dicembre 2011
Il comitato per l’ambiente dice la sua sul depuratore di Porchiano

Corre l’obbligo di rispondere alle esternazioni recenti che il Sindaco di Todi e l’Assessore Ciani hanno fatto sulla stampa online a riguardo del sito sul Depuratore di Porchiano.
Il Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente si chiama così perché il principale obbiettivo che si era posto fin dall’inizio era di preservare un’area ed un luogo della natura ancora intonsi rispetto al rapace operare dell’uomo.  Il documento fondativo risale al marzo 2010.
Tutti, Sindaco in primis, lo hanno ricevuto al suo nascere, pubblicato, e anche con le oltre 600 firme raccolte dal Comitato stesso, che ha indetto allora ed invitato ripetutamente e ufficialmente l’Amministrazione Comunale a condividere  dubbi e interrogazioni  nelle assemblee pubbliche indette. Dov’erano il Sindaco e l’Assessore Ciani e tutti gli altri Assessori allora? Nessuno è mai venuto a controbattere e condividere dubbi.  Nessuno ci ha mai risposto.
Così il Comitato ha agito in autonomia per motivare la ferma convinzione che fosse sbagliato compromettere un sito ancora preservato dalla natura, ed ha studiato approfonditamente arrivando a storicizzare quel luogo con un documento di osservazioni puntuali che nel febbraio 2011ha inoltrato alla Soprintendenza Archeologica ( che alleghiamo) e succes-sivamente trasmesso alla PROCEDURA DI VALUTAZIONE D’ IMPATTO AMBIENTALE ( D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., Legge Regionale 9 Aprile 1998, n.11 ”Norme in materia di impatto ambientale” eD.G.R. 30/06/2008 n. 806).
Questo è stato uno ed uno solo dei documenti di OSSERVAZIONI che sono stati inoltrati alla V.I.A. da numerosi soggetti interessati, come per esempio le associazioni ambientaliste che sono state al nostro fianco, oltre che dagli organi istituzionali, , tanto che sono state poste da vari soggetti più di  100, dico cento, PRESCRIZIONI al progetto.
Che significa allora per il Sindaco” Io ho provato ad anticipare i tempi, per vedere fino a che punto avrebbero avuto il coraggipo di arrivare?”
Che significa: la Soprintendenza Regionale non opera con la dovuta imparzialità. E’ sottoposta a pressioni da chi non vuole il bene di Todi. Da chi preferisce che una città non risolva i problemi, soltanto perché li sta risolvendo "il nemico"… Si continua a lavorare sporco (e lo so con certezza) e a colpire alle spalle la città ed i tuderti…
Ci sembra che chi ha voluto colpire alle spalle i tuderti siano queste istituzioni che non erano al corrente dello stato delle cose neanche una settimana fa e neanche durante il Consiglio Comunale del 27.10!! Si perché l’esistenza di strutture archeologiche (i pochi resti di una villa rustica romana, come tante ne emergono nel nostro territorio e nell’Italia …secondo il nostro Assessore) in quel sito è venuta alla luce già da maggio u.s. quindi è d’allora che si sarebbe dovuto valutare di cambiare magari il progetto, come è stato fatto da altre amministrazioni italiane! Vediamo come sono state attente le nostre amministrazioni se un luogo che era porto fluviale fino al 1150 dopo 900 anni è  ora di fatto il più abusato del territorio tuderte!! 
Forse la Soprintendenza Regionale oggi, con questo vincolo, ha solo applicato regole di tutela che chiunque avrebbe dovuto applicare quando si progetta un’opera ad alto impatto ambientale!
Come Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente abbiamo condotto e continueremo a condurre le nostre battaglie per la tutela del territorio e dell’ambiente, felici di constatare che le istituzioni pubbliche coinvolte abbiano dato riscontri positivi e continuino a mostrarsi sensibili ai temi di tutela ambientale. Dall’altro lato, come cittadini, siamo sorpresi e molto delusi dalla scarsa partecipazione delle autorità locali su temi così importanti, come testimoniato dalla poca informazione del Comune in merito al progetto di tale grande opera e sull’evoluzione dello stesso.
Comitato per la salvaguardia dell’ambiente

4 dicembre 2011
Anno tragico per le morti sul lavoro

Purtroppo è un anno tragico, in questo momento con 626 morti sui luoghi di lavoro, quasi 1100 con i lavoratori morti sulle strade, ci stiamo avvicinando a superare entro pochi giorni i morti sui luoghi di lavoro del 2008 (637). Il mese scorso sono già stati superati quelli del 2009 (555) e del 2010 (594). Praticamente siamo tornati indietro di 4 anni, e la prevenzione, alla luce di questi dati, è diminuita e non aumentata. Speriamo che il nuovo governo si occupi seriamente, e non con la propaganda, di far diminuire con atti concreti queste tragedie. A queste vittime ho dedicato un dipinto e una poesia che vi allego. Con l’Augurio che il prossimo anno sia migliore, su tutti i punti di vista, gli italiani se lo meritano.
Carlo Soricelli – Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

4 dicembre 2011
Il depuratore di Todi: basta battute e polemiche!

Credo che la storia del depuratore sia troppo seria, per mandarla avanti tra battute e polemiche.
All’indomani del Consiglio Comunale che approvò l’O.d.G. alla unanimità che sostanzialmente diceva: “Il depuratore si farà a Porchiano e comunque mai a Pian di Porto”, io mi permisi di criticare quel comunicato( anche su queste pagine), perché sostanzialmente chiudeva la porta a qualsiasi altra soluzione nel caso che quella soluzione non fosse andato avanti. In sostanza chiusa la porta era stata buttata via anche la chiave. Allora andiamo per ordine: la ricostruzione dei fatti riportati nella delibera era stato un ottimo lavoro perché riconduceva l’iter al suo percorso logico. L’approvazione della stessa era solo una presa d’atto dello svolgimento dei fatti sino a quel momento. L’approvazione dell’O.d.G. alla unanimità non mi convinceva molto per tanti motivi.
Comunque siccome l’unico atto politico di quel Consiglio in effetti era quell’O.d.G. approvato e sottolineo da tutto il Consiglio; oggi semmai il vero perdente è l’intero Consiglio Comunale. E questo solo per obiettività . Ma mi domando, come feci allora, possibile non immaginare che qualche sorpresa poteva venire fuori atteso che su quel progetto e su quel sito vi erano state apposte più di novanta osservazioni? Possibile che non sia stato pensato una sorta di piano B nel caso che le cose volgessero verso il peggio? E le 92 osservazioni non andavano per niente sottovalutate. Non mi ricordo ne credo ci sia traccia in Comune di un progetto che ha collezionato così tante attenzioni.
Giuste o sbagliate che siano ; ma questo è il dato ineludibile. Che ci sia una congiura nei confronti di Todi?. Non lo so. Chi lo sa lo dirà. Ma i progettisti(in verità Umbra Acque) non hanno dubitato mai di non farcela a rispondere in modo esaustivo alle 92 osservazioni? Qui mi pare che vi è una responsabilità che esula dal piano politico. “Il Progettista non è chiamato solo a fare i disegni,ma anche a verificarne la compatibilità con le norme tutte e se il progetto non va a soluzione credo debba rispondere anche del danno che produce a Todi ed alla collettività Tuderte. Qui è questione di carte bollate altro che “bollette salate e polemiche sul deposito cauzionale? I cittadini di Todi possibili danneggiati da Umbra Acque o comunque da qualcuno, quale cauzione hanno?. Scindiamo i fatti tecnici da quelli politici ed evitiamo di fare tutto un “minestrone”dove i confini si confondono. E sarebbe inutile ed ozioso continuare. Affermo solo che sarebbe errato dare tutte le responsabilità all’attuale amministrazione. Sarebbe errato impostarci la campagna elettorale; sia per la destra che per la sinistra. Tanto il problema rimane anche per dopo le prossime elezioni a prescindere da chi le vinca. Nessuno si faccia la illusione che un vincolo così forte possa essere tolto al cambiare del colore dell’amministrazione . Sarebbe ridicolo solo pensarlo. Allora rimangono solo due strade: o tentare con tutti i mezzi di scardinare quel vincolo, ma la vedo dura. Mi pare invece più praticabile, coinvolgere subito: Regione, Sovrintendenza e quanti altri per individuare congiuntamente un alternativa in tempi” rapidissimi”per ricercare la soluzioni che si possono adottare, senza perdere i finanziamenti e senza perdere l’opportunità che Todi ha di effettuare la depurazione. Sono convinto, aldilà delle soluzioni tecniche, che nessuno può negarci questo diritto e poi comminarci la sanzioni. Insomma da lunedì mattina,occorre voltare pagina,anche nella individuazione dei responsabili che già ci sono, non quelli che si immaginano. Comprendo la “collera”ma ora non serve. E’ questo nell’interesse della Città.
Ottavio Nulli Pero

3 dicembre 2011
L’assessore comunale Ciani sul depuratore di Porchiano

Assurda ed immotivata: questa la nostra opinione a fronte del vincolo imposto dalla Soprintendenza sull’area di Porchiano. Per tutelare i pochi resti di una villa rustica romana, come tante ne emergono nel nostro territorio e nell’Italia, si blocca un’opera significativa come il depuratore.
I beni culturali e paesaggistici vanno certamente tutelati, ma bisogna anche mostrare buon senso e ci deve essere una proporzione tra il valore del bene da tutelare e le conseguenze che da questa tutela ne derivano; con un provvedimento di tal fatta continuerà l’inquinamento del Tevere a danno della sua flora e della sua fauna, si comprometterà l’ambiente in cui viviamo noi e i nostri figli, si continueranno a pagare in bolletta i maggiori costi sostenuti da Umbra Acque per la progettazione del depuratore, ora resa vana, ma anche a perdere i finanziamenti per la realizzazione dell’opera e subire le sanzioni per l’infrazione alle regole comunitarie in materia di scarichi, finendo per essere trattati come colpevoli di infrazioni di leggi comunitarie a livello europeo. Quando tutti i problemi e le criticità sollevate erano ormai risolte ecco che è arrivato inopportuno il provvedimento della soprintendenza a ribaltare la situazione, con motivazioni che appaiono poco convincenti. Non convincono perché se il sito fosse veramente così prezioso a quest’ora si sarebbe dovuto scavare celermente per renderlo visitabile e valorizzare il patrimonio culturale del territorio; sappiamo bene invece che ciò non avverrà e che il sito verrà lasciato nel dimenticatoio addossando le responsabilità ai tagli di fondi del governo di turno. Non convince il provvedimento, inoltre, perché tanto scrupolo e solerzia non si è mai vista a Todi se non in questi ultimi quattro anni; ci si chiede infatti come ci sia stata tanta clemenza in passato come ad esempio, una per tutte, per la necropoli sotto l’ex-elaiopolio in zona scuola media Cocchi. La scelta del sito di Porchiano, per costruire un depuratore quattro volte più piccolo di quello pensato nel 2006 per Montemolino, era stata una scelta autonoma di natura tecnica ad opera di Umbra Acque con il coordinamento della precedente Giunta Regionale e in questo modo si fa perdere una grande opportunità alla nostra città. Per chi pensasse di tornare alla soluzione di Piandiporto vorrei ricordare che il nome stesso della frazione si riferisce al porto che, fin dal tempo dei romani, qui era stato costruito sulla sponda del Tevere all’epoca navigabile e che fu poi distrutto da una grande inondazione nel 1150; vorrei ricordare che la vallata di Piandiporto è visibile a 360 gradi da grandissima parte del territorio tuderte, dal colle stesso della città e da ultimo anche dalla E45; vorrei ricordare inoltre che stiamo parlando della zona più densamente popolata del nostro comune. Una soluzione, quindi, che per valori storici, archeologici, paesaggistici e demografici non può essere preferita a quella di Porchiano. Purtroppo  sorge il dubbio che simili provvedimenti di autorità a livello regionale siano l’esito di massicce pressioni da parte di chi voleva ostacolare l’opera; se ci sarà qualcuno che pensa di avere vinto, sicuramente si sappia che a perdere è la città di Todi, il suo territorio ed i suoi abitanti.
Mario Ciani – assessore Comune di Todi

3 dicembre 2011
La soddisfazione del Pd per il riuso dell’ex ospedale

Il gruppo consiliare del Pd esprime soddisfazione per le dichiarazioni fatte alla stampa dal Direttore Generale della Asl 2 Giuseppe Legato circa l’inizio dei lavori di ristrutturazione della parte della struttura dell’ex-ospedale destinata ai servizi sanitari. Nella struttura di Porta Romana, infatti, verranno ospitati la farmacia comunale, il centro salute, la struttura diurna per la cura dei disturbi alimentari e alcuni servizi di medicina generale.
Nello stesso tempo ci chiediamo cosa ne sarà invece della parte della struttura non utilizzata ai fini sanitari e per la quale il Comune si era impegnato a trovare una soluzione (caserma dei carabinieri o scuole). Su questo regna fino ad oggi il silenzio più assoluto, a parte qualche iniziativa propagandistica di soggetti del centro-destra che non ricoprono incarichi nella Giunta comunale e che quindi non si capisce a quale titolo parlino o assumano iniziative estemporanee e strumentali.
Gruppo consiliare del Pd

3 dicembre 2011
Todi piange la scomparsa di Giuseppe Poponi

Nella giornata di giovedì 1 Dicembre è venuto a mancare a Todi Giuseppe Poponi figura storica dello sport tuderte. Attualmente, dopo aver svolto con passione le cariche di dirigente del Todi Calcio e del Basket Todi, era presidente onorario del Todi Calcio a 5 società della quale è stato presidente per 13 anni. Sotto la sua guida il Circolo Acli Todi ha conseguito brillanti risultati sia dal punto di vista sportivo che sociale. Nella lunga attività ,sotto la guida del compianto Poponi, sono stati vinti 2 campionati di serie C2, una coppa disciplina e un’ innumerevole serie di piazzamenti positivi in serie C1, massima serie regionale. Il presidente Poponi non ha fatto mai mancare il suo appoggio a tutti i giocatori e i tesserati sia in campo che al di fuori di esso sostenendo la squadra fino all’ultimo nonostante la sua quotidiana battaglia con la malattia. A tal proposito l’allenatore Claudio Ranchicchio si unisce al cordoglio della famiglia Poponi e di tutta la società sportiva ringraziando l’indimenticabile Giuseppe per la splendida avventura vissuta in questi anni, ricordando le incredibili doti umane e virtù che Poponi ci ha trasmesso in tantissimi anni. I dirigenti Ortenzi, Boncio, Serafini, Meffi, il vice allenatore Primieri  e tutti i ragazzi salutano affettuosamente Giuseppe impegnandosi a continuare il percorso sportivo ed umano da lui tracciato. CIAO PRESIDENTE!
Addetto Stampa Todi C5

1 dicembre 2011
Consorzio Tevere-Nera: sì, no, bah!

Leggo spesso, da diversi periodici, delle vicende e delle vessazioni a cui sono sottoposti i cittadini-contribuenti da parte del Consorzio Tevere-Nera, ente costituito e mantenuto solo a fini clientelari e con il solo scopo di garantire un’occupazione, a carico dei contribuenti appunto, di personale assunto, diciamo, per "meriti sportivi", e garantirsi poi un riscontro elettorale al momento opportuno per sopravvivere nel "comune interesse".
Quando leggo queste cose, mi viene il forte dubbio, se aver votato "sì" al Referendum contro la privatizzazione delle risorse idriche, sia stata veramente la scelta giusta.
Roberto Proietti

1 dicembre 2011
Il sindaco Todini apprezza l’accisa regionale sulla benzina

Riteniamo di fondamentale importanza l’impegno preso dalla Regione Umbria con la scelta di applicare l’accisa sui carburanti per finanziare la ricostruzione pesante a seguito del terremoto che, due anni fa, ha colpito il territorio di Marsciano e zone limitrofe. Una soluzione, quella dell’accisa, non piacevole ma obbligata, dettata dal Decreto Milleproroghe. L’Amministrazione di Marsciano ha sostenuto fino in fondo lo sforzo della Regione Umbria per evitare di ricorrere a tale strumento di finanziamento. Uno sforzo, tuttavia, reso vano dalle scelte del precedente Governo. Così facendo l’Umbria si allinea alle decisioni prese da regioni come la Liguria e la Toscana in occasione delle recenti calamità alluvionali.
Confidiamo nel fatto che questa scelta sia sostenuta da tutto il Consiglio Regionale perché si tratta dell’unica via in grado di dare prospettive alla ricostruzione pesante del territorio e quindi di dare una speranza di rientro in tempi certi ai tanti cittadini ancora fuori dalle proprie abitazioni.
Confidiamo quindi che l’Umbria e tutte le sue forze sociali ed economiche sapranno sostenere questa scelta con spirito di solidarietà verso una comunità e un territorio feriti tanto dal terremoto, quanto da lunghi mesi di stallo passati in una trattativa con il precedente Governo che non ha inteso accettare le modalità di cofinanziamento della ricostruzione pesante proposte dalla Regione Umbria e che non prevedevano né accise né aumenti di tassazione. La speranza è che la via che si imbocca oggi possa rapidamente portare ad aprire col nuovo Governo un confronto rapido più utile e costruttivo. 
Alfio Todini – sindaco di Marsciano

1 dicembre 2011
Consorzio Tevere Nera, un diluvio di cartelle

Il principio che tutti i cittadini devono essere trattati allo stesso modo, deve trovare piena applicazione nell’attribuzione della tutela idrogeologica alla costituenda Agenzia forestale regionale. Solo in questo modo si potrà avere piena parità di trattamento sui servizi e sui costi.
Quindi, chiunque torni a dire che questa non è la soluzione sta facendo soltanto il gioco della solita casta dell’Ente e di poche associazioni di categoria che hanno tutto il loro tornaconto a mantenere tale tipo di gestione.
Riteniamo che ogni diversa soluzione approvata da Palazzo Cesaroni significherebbe un’abdicazione del potere politico alle lobby del sottobosco burocratico.
I tecnici facciano il loro lavoro nell’indicare la strada per attuare la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di maggio 2011. Anzi rispondano alla domanda perché non è possibile abrogare i Consorzi sulla scorta dell’accordo Stato – Regione del 2008 ? I politici, a loro volta, facciano il loro dovere e propongano una legge per abrogare la legge istitutiva dei Consorzi ?
Ricordo che la Costituzione all’art. 121 stabilisce che il Consiglio regionale può fare proposte di legge alle Camere. Basterebbe un solo articolo per abrogare il  decreto del Presidente della Repubblica del 31 marzo 1972 e del R.D. 13 febbraio 1933, n.215 e mettere fine a questa antica e scomoda vicenda. 
Inoltre, sono mesi che abbiamo chiesto il Commissariamento del Consorzio di Bonifica Tevere – Nera il quale agisce con i poteri dell’Ente pubblico quando impone tributi e quelli del privato quando deve assumere o affidare lavori. Una domanda allora; ma chi controlla come vengono spesi i soldi dei cittadini contribuenti e degli Enti locali (Regione, Province e Comuni) che continuamente rimpinguano le casse del Consorzio ?
È di questi giorni la vicenda di alcuni cittadini che si sono visti recapitare cartelle con intestatari che non sono più proprietari di terreni da 40 anni.
Ed inoltre, è giusto l’invio sconsiderato di avvisi e cartelle di pagamento senza tener conto di una connessione soggettiva per cui, ad uno stesso proprietario, arrivano decine di avvisi e cartelle per lo stesso anno di imposta ? 
I Comitati rimangono vigili e pronti a contrastare ogni insabbiamento della riforma endoregionale riguardante i Consorzi che sono solo frutto di pressioni utili a salvaguardare “rendite di posizione” a scapito del bene generale della collettività.
Di questi tempi un arresto dell’azione di razionalizzazione del settore da parte della Regione risulterebbe incomprensibile ai cittadini, i quali, a gran voce, chiedono di mantenere alto l’impegno e la mobilitazione dei Comitati anche in vista della discussione che si terrà prossimamente in Consiglio Regionale.
per il Comitato Tuderte  per l’abolizione della tassa del Consorzio Tevere – Nera, Moreno Primieri

1 dicembre 2011
A Fratta vogliono la fontanella di acqua frizzante

Visto il successo riscontrato in altre realtà territoriali e l’apprezzamento suscitato tra la popolazione, ho provveduto a presentare al Sindaco e all’Amministrazione comunale una mozione richiedente l’installazione nel nostro Comune di una fontana pubblica di acqua naturale e frizzante. Proprio a riguardo esiste infatti un progetto denominato “FONTANELLE” promosso da Umbra Acque in collaborazione con la Regione Umbria e l’ Ati 2.La realizzazione di una fontana pubblica di acqua naturale e frizzante consente di promuovere l’uso e il consumo controllato dell’acqua proveniente dall’acquedotto civico, quindi a bassissimo impatto ambientale. Inoltre l’attingimento di acqua microfiltrata, refrigerata ,di ottima qualità e periodicamente controllata consente di ridurre sensibilmente il quantitativo dei rifiuti solidi urbani da smaltire derivanti dal consumo di acqua in bottiglia, veicolando concrete politiche di riduzione dei rifiuti alla fonte. Oltre al beneficio per l’ambiente, aspetto non secondario è il risparmio conseguito dalle famiglie utilizzatrici. A fronte di una spesa annua a famiglia stimata in circa settecento euro per l’acquisto di acqua in bottiglia, l’attingimento d’acqua dall’erogatore pubblico comporta una spesa di cinque centesimi ogni litro e mezzo; perciò si offre alle famiglie la possibilità concreta di poter risparmiare sull’acquisto di tale bene primario. Infine, come è avvenuto lungamente in passato, la fontana consente di riscoprire un valore importante della tradizione e si costituisce punto di ritrovo in grado di favorire l’aggregazione e la socialità.
Cinzia Moriconi-consigliere comunale Fratta Todina

 

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