Il dato di vega engineering non tiene conto dei morti in itinere che, invece, sono in calo
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In materia di infortuni e morti sul lavoro c’è una sconcertante diversità d’opinione tra le varie fonti che si interessano del problema anche perché ognuno mette in evidenza solo alcuni aspetti
Le morti bianche registrate dall’osservatorio sicurezza sul lavoro di vega engineering da gennaio a novembre 2011, presumibilmente con riferimento ai soli luoghi di lavoro e non agli incidenti in itinere, sarebbero 514 contro i 484 dello scorso anno.
Trenta persone in piu’ hanno dunque perso la vita al lavoro con un incremento del 6,2 per cento.
Sempre la Lombardia al primo posto nella tragedia con 67 persone vittime, seguita dall’Emilia Romagna (46), dal Piemonte (45), dal Veneto (41), dalla Toscana (37), dalla Campania (36) e dalla Sicilia (35).

Con l’incidenza degli eventi mortali sulla popolazione lavorativa
, invece, la mappatura delle morti bianche del paese cambia: la Valle d’Aosta infatti fa registrare il record peggiore, seguita dall’Abruzzo, dall’Umbria e dal Trentino Alto Adige.
Brescia e’ la provincia piu’ colpita con 16 vittime sul lavoro, seguita da Torino (15), e da Bolzano, Frosinone, Milano, Bologna, Napoli e Roma (12). L’Aquila e’ purtroppo in cima alla graduatoria delle incidenze delle morti bianche sulla popolazione lavorativa, seconda Belluno, terza Savona.
Ma anche Terni appare nella graduatoria delle top ten con 6 decessi: Perugia è, invece, 32ma, con nove morti.
I campi sono ancora i luoghi lavorativi piu’ pericolosi con il 38,7 per cento del totale delle vittime del lavoro nel paese. Seguiti come sempre dal settore delle costruzioni (23 per cento). Quarantenni e cinquantenni i piu’ a rischio (oltre il 43 per cento dei casi). Gli stranieri che dall’inizio del 2011 hanno perso la vita al lavoro sono 64, ovvero il 12,5 per cento del totale."
Ma per l’Inail, infortuni e decessi sul lavoro sarebbero, ma qui si considerano anche gli infortuni in itinere, in calo nei primi nove mesi del 2011: "l’andamento infortunistico nei primi 9 mesi del 2011 registra un calo di circa 26.000 casi denunciati (da 579mila a 553mila) rispetto allo stesso periodo del 2010, pari a -4,5%. Meno accentuata la flessione degli infortuni mortali, che passano da 697 a 691, in calo dello 0,9%".

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