La spesa per il personale è scesa di 4 milioni di euro, nonostante i rinnovi contrattuali per effetto della diminuzione delle unità a qualsiasi titolo impiegate dall'ente
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 “Nel 2011 – ha spiegato l’assessore regionale al Bilancio e alle Risorse umane, Gianluca Rossi – la spesa per il personale della Regione Umbria, rimasta invariata dal 2008 al 2010 e pari a 72 milioni di euro, è scesa a 68 milioni.
Dal 2009 al 2011, il numero dei dirigenti è stato ridotto da 87 a 74, mentre i dipendenti delle varie categorie sono diminuiti da 1170 a 1104, facendo scendere il totale dei dipendenti regionali da 1257 agli attuali 1185.
Inoltre, sono state tagliate le spese per incarichi e consulenze: sempre dal 2009 al 2011, per i contratti a tempo determinato, la spesa è stata diminuita da 1 milione e 300mila euro a 600mila euro, quella per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa è stata dimezzata da 1 milione a 500mila euro mentre la spesa per le consulenze è stata decurtata da 1 milione a 200mila euro”.

 “Le misure di razionalizzazione della spesa hanno riguardato anche il funzionamento della macchina gestionale dell’ente – prosegue Rossi – e sono state ridotte dai quasi 16 milioni del 2010 a circa 13 milioni di quest’anno, con il taglio previsto di quasi un altro milione per il 2012”.

In merito alla retribuzione accessoria del personale,che ha dato luogo a polemiche, sia dirigenziale che del comparto, l’assessore regionale Rossi precisa che la Regione Umbria agisce “nel pieno rispetto della normativa nazionale e dei contratti di lavoro”.
I relativi fondi “sono costituiti dalla Regione, al pari delle altre amministrazioni – ricorda -, in stretta attuazione delle normative e dei contratti nazionali.
In particolare, l’importo del fondo per la dirigenza, pari a circa 3 milioni e 700mila euro, è destinato a remunerare sia la retribuzione di posizione, cioè l’incarico ricoperto presso l’Ente, sia la quota di risultato connessa alla valutazione annuale delle prestazioni, che costituisce il 30 per cento del fondo, come previsto dalla ‘riforma Brunetta’”.
 
L’incremento del fondo per la dirigenza nel 2010 e nel 2011, rispetto al 2009, “è dovuto unicamente al rispetto da parte della Regione dei rinnovi contrattuali nazionali dell’area della dirigenza”.
Dal 2009, a seguito della riduzione dei posti in organico – rileva Rossi -, la Regione è intervenuta piuttosto per razionalizzare la spesa, decrementando di circa 600mila euro l’importo complessivo dei due fondi per la retribuzione accessoria della dirigenza e del personale delle categorie professionali. Fondi – precisa ancora – che, in base alla normativa, sono separati tra di loro e pertanto non è possibile effettuare alcun trasferimento dall’uno all’altro”.

Infine, in merito alla retribuzione dei cinque coordinatori regionali, la Giunta regionale “come prevede il contratto – afferma l’assessore regionale – ha provveduto a riconoscere il premio di produttività pari al 10 per cento dello stipendio complessivo, distribuito in maniera tale da non determinare nessun aggravio di spese per l’Ente”.

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