Dall'organizzazione sindacale chiede alle Amministrazione della media valle del Tevere un tavolo di concertazione come strumento fondamentale per cercare di limitare le conseguenze della crisi
cascianelli


Per  l’occasione delle prossime scelte afferenti ai bilanci previsionali dei comuni nella Media Valle del Tevere, occorre una profonda riflessione, finalizzata ad una indispensabile azione di progressività  da applicare alle nuove pesantissime  imposte,  che poggi su basi, le più solide possibili di equità e giustizia sociale.
Tutti siamo chiamati a sacrifici straordinari e la Cisl vigilerà con rigore affinché  gli stessi non ricadano sulle fasce sociali  più deboli; giovani disoccupati, cassaintegrati,   pensionati (sempre più indigenti), famiglie ridotte oltre la soglia di povertà.  Motivi validi per non abbassare la guardia e cercare di trovare soluzioni, le migliori possibili,  in particolar modo nella MTV che risulta particolarmente colpita dalla crisi, per l’eccezionale incremento della cassa integrazione e della disoccupazione, combinato disposto devastante che colpisce trasversalmente la popolazione in età lavorativa del comprensorio.
Per questo da tempo insieme alle altre OOSS e le Organizzazioni Categoriali abbiamo promosso un progetto di sviluppo integrato, sapendo bene che le criticità  si affrontano insieme, nessuno può pensare  di affrontare il nuovo  che avanza senza il coinvolgimento dei soggetti interessati nelle produzioni, e nelle istituzioni. La risposta deve essere univoca: fare squadra per abbattere quei freni inibitori che tarpano le ali allo sviluppo di certo ancora possibile, ovvero burocrazia, infrastrutture mancanza quasi totale di progetti di filiera, valorizzazione dell’agroalimentare, tutte scommesse non più rinviabili

Per quanto riguarda il pubblico chiederemo un tavolo di confronto con tutte le Amministrazioni presenti nel territorio per cercare di dare risposte sistemiche  ad un progetto allargato che non riguardi solo il proprio comune di appartenenza. Riteniamo inoltre che non basti quantificare l’ammontare dei tagli lineari rispetto alle nuove imposte, occorre fare di più e  meglio, a cominciare nel combattere gli anacronistici  privilegi; la nuova stagione impone a chi ha di più di dare di più.
Il nuovo corso di contrasto all’evasione ed elusione fiscale  sta  producendo buoni frutti sul versante delle entrate
, per esempio attraverso i nuovi accertamenti con controlli incrociati sugli alloggi fantasma sconosciuti fino ad oggi  all’erario, fonte di guadagni illeciti e di ici mai dichiarate. Occorre incentivare le buone prassi affinché le convenzioni con l’agenzia delle entrate vengano stipulate da tutti i comuni visto che con le nuove normative il recupero per l’ente è pari 100% dell’evaso. 

La Cisl  riconferma la propria posizione riguardo l’Isee  standard purché si effettuino verifiche e controlli seri al momento dell’ottenimento dell’agevolazione fiscale e dell’esenzione. La nuova fase di controlli incrociati e  dei dati afferenti le dichiarazioni reddituali, va incentivata con tutti i mezzi, di concerto con l’agenzia delle entrate e la guardia di finanza perché è statisticamente comprovata l’attuale consistente sacca di evasione ed elusione  presente anche nella MVT. Perché le esigue risorse vanno assolutamente dedicate a tutti i soggetti bisognosi e non agli evasori che sulla base di dichiarazioni mendaci fruiscono di benefit letteralmente rubati alla povera gente. 
Altra questione non di poco conto è quella che attiene alla unione dei comuni e non solo.  Occorre andare oltre quello che riguarda gli accorpamenti di alcuni servizi quali quelli imposti per legge (sotto i 5000 abitanti in forma associata tutte le funzioni che lo stato demanda, oppure gli obblighi regionali di associarsi per acqua, trasporti, gas, sociale per ambiti zonali) la prospettiva obbliga gli enti di abbandonare le vecchie logiche campanilistiche ed iniziare a pensare per massa critica, cioè quale è il numero di abitanti congruo per sostenere un servizio qualunque esso sia!

Per la Cisl inoltre, diventa fondamentale  elevare le fascia di esenzione, in una logica di progressività.  Per quanto riguarda la tariffa dell’acqua l’incremento del 5%  pur adducendo le legittime motivazioni riportate dal presidente di Umbria Acque dovuto ai costi energetici (+30%), ed al riammodernamento dei depuratori fonti di salate multe perché obsoleti,   vogliamo permetterci di ricordare che pur con la cura ACEA di ridimensionamento a fronte di 360 dipendenti forse 7 dirigenti più un consulente e otto quadri sono un po’ troppi. Non è che di per se riducendone qualcuno si risolvano le questioni in toto ma di questi tempi anche i segnali di un certo tipo sono importanti.  Occorre ottimizzare la battaglia ai costi, doppioni, sprechi, benefit della classe dirigente politica. Significa metter mano a privilegi e benefit che ancora troppi dirigenti hanno, un brivido scorre leggendo i compensi di alcuni di loro. Occorre capire il valore del patrimonio dell’Ente, come armonizzarne i costi, le eventuali alienazioni possibili, non di rado  assistiamo a beni  inutilizzati  che producono solo costi per la collettività.  

Tutte queste buone prassi vanno assolutamente perseguite perché mai come in questo momento la coesione sociale è fortemente a rischio. Prova ne sono i sempre più frequenti casi segnalati di persone che  la sera in prossimità  della chiusura dei grandi supermercati vanno a recuperare gli scarti della frutta, della verdura e dei generi alimentari scaduti.  Non possiamo fare finta di niente!
Inoltre, come ho segnalato personalmente al Prefetto, in occasione dello sciopero unitario del 12 dicembre scorso, i fenomeni di taccheggio stanno incrementando e stiamo assistendo a scene grottesche dove poveri pensionati e disoccupati (come documentato anche dalla cronaca recente) rubano generi alimentari per riuscire a sopravvivere. In questo scenario drammatico ritengo quanto mai doveroso  non lasciare nulla di intentato per attenuare l’incremento delle tasse nei confronti dei cittadini, che mai come in questo momento incide sulla quotidianità delle persone.
Per questo la Cisl di Perugia, pone la concertazione come uno strumento fondamentale per cercare di limitare le  conseguenze di una crisi che non sarà passeggera ma inciderà per lungo tempo, nessuno da solo potrà pensare di risolvere questi problemi.

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