Il gioco è quello delle strade provinciali che in quella di Perugia in particolare (?) non stanno proprio bene di salute
“Condivido con l’assessore Caprini che esiste un problema serio e reale in Umbria su una adeguata manutenzione delle strade, ma non concordo con lui quando chiama in causa la Giunta regionale, perché sa che su questa materia la Regione Umbria non è competente. Spetta alle Province trovare le risorse necessarie all’attuazione degli interventi nell’ambito delle proprie politiche di bilancio, tenendo conto dei trasferimenti diretti che a tal fine ricevono dallo Stato”
Ha risposto così l’assessore regionale alla viabilità Silvano Rometti alle affermazioni dell’assessore della Provincia di Perugia, Domenico Caprini, che aveva chiesto alla Regione maggiori finanziamenti per la manutenzione delle strade.
Alla Regione compete, invece, di programmare e finanziare nuovi investimenti, come recentemente dimostrano la realizzazione, ad esempio, degli interventi per il nuovo accesso al Polo ospedaliero di Santa Maria della Misericordia, sulla Pievaiola, per il sottopasso di San Sisto e lo svincolo di Ponte della Pietra”.
Precisazioni regionali sicuramente esatte ma che dimostrano quanto sia folle la legislazione italiana: uno costruisce ed un altro fa la manutenzione, cos’ se il primo ha i soldi ed il secondo no quello che si è costruito deperisce velocemente ed il "giro" ricomincia.
" In Umbria – ha ricorda l’assessore – ci sono 970 chilometri di strade statali trasferiti alla Regione, mentre lo Stato ha riconosciuto il mantenimento dell’interesse statale su circa 580 km di strade, ancora oggi gestite da ANAS”.
“Anche il trasferimento di risorse ha seguito lo stesso criterio – ha sottolineato Rometti.
Alle Regioni sono state trasferite risorse per programmazione e nuovi investimenti, mentre direttamente alle Province, senza alcun passaggio quindi nei bilanci regionali, sono state assegnate le risorse per la manutenzione ordinaria che nel 2001, per le Province di Perugia e Terni, ammontava a circa 9 milioni di euro”.
“La pesante manovra finanziaria del Governo Berlusconi nel 2010 (DL 78/2010 ndr) dovrebbe aver ridotto, ma non azzerato, questo importo direttamente erogato alle Province per la gestione e manutenzione ordinaria delle rete viaria.
Al contrario ha invece lasciato alle Regioni la proprietà delle strade, ma ha completamente cancellato i trasferimenti per nuovi investimenti. A maggior ragione – aggiunge Rometti – non è materia di competenza regionale la manutenzione delle strade di proprietà provinciale o comunale”.
“La Giunta regionale ha piena consapevolezza che la manutenzione delle strade è un problema di primaria importanza, anche per garantire il diritto ad una mobilità sicura dei cittadini ed alla libera circolazione. Per questo, con una azione cha va oltre le nostre competenze, siamo impegnati ad orientare le risorse disponibili verso investimenti che sostengono l’efficienza della rete esistente.
Nel 2011 – ha proseguito l’assessore – la Giunta regionale ha messo a disposizione delle Province finanziamenti per interventi di manutenzione straordinaria per quasi 1 milione e mezzo di euro. Anche il nuovo Piano della LR 46/97, approvato a dicembre 2011, prevede il finanziamento di interventi per oltre 5,4 milioni di euro, di cui una parte per opere di manutenzione straordinaria sulla rete viaria comunale.
Inoltre si è lavorato ad un ddl per il trasferimento alle Province delle risorse derivanti dall’applicazione di canoni sulle strade regionali da destinare al mantenimento in efficienza e alla sicurezza, ma il Consiglio regionale ha ritenuto di non affidare nuove attribuzioni di funzioni alle Province dopo l’approvazione della manovra Monti che prevede la soppressione degli enti.
L’attenzione al problema – conclude Rometti – rimane alta. E’ comunque ineludibile una assunzione di responsabilità da parte di tutti gli enti proprietari e di tutti gli enti gestori, preceduta da una sempre maggior cura nella programmazione e selezione delle priorità. In una fase così difficile per la finanza locale è infatti impensabile cercare di risolvere i problemi cercando capri espiatori su cui scaricare responsabilità proprie”.








