L’impressione che nelle rapine in villa in Umbria ci fosse di mezzo un “basista” del posto è diventata certezza.
Ora c’è solo da capire con quante ed altre persone l’albanese, clandestino, arrestato operasse in diretta combutta o se vendesse anche ad altri le sue informazioni.
Al momento le accuse nei suoi confronti sono di rapina pluri-aggravata e continuata, lesioni personali, sequestro di persona e porto abusivo di arma da fuoco, in concorso con altre persone
La chiave per individuare i bersagli erano i lavori di giardinaggio che i proprietari delle ville commissionavano ad un ditta in cui il 24enne albanese lavorava.
La squadra mobile della Questura di Perugia addebita al 24enne, al momento, solo quattro rapine, per le quali si sarebbero raggiunti sufficienti elementi di colpevolezza costituiti in primo luogo dal riconoscimento del malvivente ad opera di alcune vittime: il 22 settembre a Montone, il 19 ottobre a Brufa, il 27 ottobre a Castiglione del Lago e il 13 gennaio a Ponte Pattoli.












