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La Giunta ha preadottato l'importante strumento di pianificazione territoriale; l'Atlante ha individuato 19 diversi ambiti
paesaggio

La Giunta regionale dell’Umbria ha preadottato una parte del Piano Paesaggistico Regionale in cui sono stabiliti alcuni principi fondamentali, che sono alla base della pianificazione in materia.
“Il Piano – ha spiegato l’assessore Rometti – rappresenta per la Regione lo strumento di governo delle trasformazioni del proprio paesaggio e mira a garantire la conservazione dei principali caratteri identitari e ad elevare la qualificazione degli interventi di trasformazione edilizia e urbanistica. La governance del Piano è assicurata attraverso il coinvolgimento di tutti gli enti rappresentativi del territorio che, d’intesa con le amministrazioni dello Stato e in ragione delle loro specifiche competenze, condividono la responsabilità di salvaguardare, gestire e riqualificare il paesaggio regionale”.
“Nel dicembre 2010 – prosegue l’assessore – la Regione ha sottoscritto un’Intesa con il ministero per i Beni e le Attività culturali e il ministero dell’Ambiente per l’elaborazione congiunta del Piano, che è stata demandata ad un comitato tecnico paritetico formato da sei rappresentanti delle Regioni e sei dello Stato. Gli elaborati di questa preadozione da parte della Giunta sono il risultato dei lavori del Comitato Tecnico che ha garantito, sin dalla sua costituzione, un’intensa attività ed una sintesi delle diverse posizioni”.
In coerenza con le norme regionali in materia di governo del territorio e con la  nuova impostazione metodologica decisa in seno al Comitato Tecnico, il Piano – oltre a comprendere una relazione illustrativa – è distinto in due volumi di cui il primo dal titolo “Per una maggiora consapevolezza del valore del paesaggio. Conoscenze e convergenze cognitive”, ricomprende  il quadro conoscitivo e quello strategico del paesaggio regionale, mentre il secondo volume, dal titolo “Per un miglior governo del paesaggio: tutele, prescrizioni e regole”, contiene il quadro di assetto del paesaggio regionale e quello delle tutele e le  disposizioni di attuazione.
La Giunta regionale ha preadottato la Relazione illustrativa e il primo volume del Piano. Quest’ultimo è diviso in un quadro conoscitivo e in un altro strategico del territorio umbro. Nel Quadro conoscitivo è presente il Repertorio delle conoscenze, costituito da una ricca raccolta di cartografie suddivise in Risorse fisico-naturalistiche, storico-culturali e sociali-simboliche e l’Atlante dei Paesaggi.
Nell’Atlante il territorio umbro risulta diviso in diciannove ambiti, chiamati Paesaggi regionali e, per ciascun ambito, è stata espressa una valutazione, individuata sulla base dell’integrità e sulla presenza di alcune rilevanti pecularietà paesaggistiche. L’esito di questa interpretazione è stato il riconoscimento, all’interno di ogni ambito di paesaggio, di contesti con particolari valori identitari denominate strutture identitarie.
Nel Quadro strategico è restituita l’immagine dei principali processi di mutamento del territorio su cui si dovrà misurare la visione futura del paesaggio umbro, e sono individuati i progetti strategici di paesaggio quali: il Braccio Tevere-Trasimeno, la Centuriazione della piana, la Flaminia antica, la Direttrice Spoleto-Norcia-Castelluccio, la Direttrice Todi-Orvieto.
Inoltre, viene definito il quadro complessivo di compatibilità per le diverse strategie di settore, che hanno rilevanza ai fini di uno sviluppo sostenibile del territorio. 
Già nella fase di preadozione del Piano, i soggetti pubblici e privati portatori di interessi possono contribuire all’arricchimento delle conoscenze segnalando e fornendo integrazioni ed implementazioni informative alla Regione.

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