Il concetto, fino ad ora molto astratto di Italia di mezzo, torna con l'idea di puntare ad una maggiore integrazione e collaborazione con le regioni limitrofe per ottenere un'erogazione di servizi, sanitari e quant'altro, più ottimali, perchè non tutto potrà essere effettuato all'interno della propria regione
buconi-presidente

Mai come quest’anno la discussione sul Dap (Documento annuale di programmazione) dell’Umbria, non sarà facile visto che si deve fare i conti con una crisi generale e con tagli notevoli alle risorse regionali.
Massimo Buconi, capogruppo dei socialisti in consiglio regionale, mette in evidenza le riflessioni che la programmazione del documento comporta in questo particolare momento di congiuntura economica e mette un alto là a quanti intendono condizionare le scelte per interessi di campanile, accettabili quando c’è “carne da dividere”, un po’ meno quando l’osso è ormai spolpato.
Ma anche qui occorrerà che oltre al rigore ci sia equità, cioè che i sacrifici li facciano un po’ tutti, uomini e città, e non solo e sempre i soliti.
 
"La maggioranza in questo difficile momento deve proporre un documento che sia in grado di proporre scelte che contribuiscano a rilanciare lo sviluppo in Umbria – sottolinea in una nota Buconi – e a rendere adeguata la rete dei servizi
La sfida, tenendo in considerazione le risorse disponibili, è quella di cercare di rispondere alle esigenze mantenendo la buona qualità degli stessi servizi all’interno della nostra regione".
"Esprimo soddisfazione come gruppo, perchè nella premessa del DAP, è stato recepito quanto evidenziato dal nostro partito – aggiunge -: l’esigenza di maggiore integrazione e collaborazione con le regioni limitrofe. Una maggiore sinergia e collaborazione con le regioni del centro Italia che riguardi anche l’Università degli Studi di Perugia e quella per Stranieri.

Una necessità questa dettata dalle nuovi condizioni che portano a non pensare più in maniera individuale e che permette di ottenere un’erogazione di servizi, sanitari e quant’altro, più ottimali, perchè non tutto potrà essere effettuato all’interno della propria regione.
Un ragionamento questo che vale anche per le altre realtà regionali".
“Altro tema importante – prosegue  – riguarda l’ottimizzazione delle risorse disponibili e l’organizzazione del welfare umbro. Le scarse risorse impongono un radicale ripensamento ben al di là dei risparmi da effettuare.

Urge una gestione ottimale dei fondi e come socialisti, siamo per mantenere il concetto universalistico del sistema sanitario e sociale. Questa è una scelta strategica di tutto il centro sinistra e mi auguro quindi che il tema dell’accesso e della qualità dei servizi resti prioritario rispetto a rivendicazioni organizzative localistiche che, stando alle insistenti voci in circolazione, rischiano di diventare la priorità del confronto”.
"La crisi fa emergere oltre gli aspetti negativi anche quelli positivi – conclude la nota -. Ci costringe, infatti, a riflettere in maniera critica su quello che abbiamo, i servizi e la loro qualità, i costi delle strutture di alta specialità e sulla loro appropriatezza, e in generale, una riflessione critica sull’organizzazione universitaria e sul suo potenziamento della qualità dell’offerta formativa e della qualità in generale. Tenendo presente queste considerazioni si può stilare un Dap che sia in grado di dare le risposte necessarie all’Umbria".

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