Il circolo di Rifondazione comunista di Massa Martana è preoccupato per la situazione economica e del lavoro nella cittadina dei Martani.
“Massa Martana – denuncia il circolo – negli ultimi anni ha prima visto una repentina impennata dell’occupazione, tanto da essere una realtà invidiata da diversi comuni del comprensorio, poi un altrettanto repentino crollo della stessa dovuto alla grave crisi che ha colpito una delle sue aziende più grandi, oltre ad altre crisi più piccole ma non per questo meno traumatiche.
A livello regionale e forse anche nazionale, oggi Massa Martana viene ricordato come il comune della Green Energy, grazie alla Archimede Solar Energy tanto pubblicizzata e tanto osannata, ma che in realtà ancora deve dimostrare di riuscire a mantenere tutte le promesse, anche quelle sul livello occupazionale, tante volte fatte a diversi livelli istituzionali.
Per di più ci si trova ad affrontare la crisi prima accennata della Emicom e della San Faustino, la chiusura di IST, l’andamento altalenante di AEA, solo per citare i casi più eclatanti, ma poi ci sono anche i piccoli imprenditori che sono costretti a licenziare se non a chiudere.
E ci sono anche i casi dei piccoli imprenditori in espansione, che però non trovano spazio a Massa Martana e sono costretti a trasferirsi in altri comuni “.
Riferendosi poi al recente accordo comprensoriale per un maggiore impegno verso il mondo del lavoro e per l’apertura di un tavolo istituzionale che valuti eventuali situazioni critiche in questo campo”Il circolo di Rifondazione Comunista di Massa Martana saluta con soddisfazione questo accordo, ma auspica che al più presto, alle solite parole, facciano seguito i fatti.
Vorremmo con questo impegnare il comune di Massa Martana, la CGIL, gli altri comuni e le associazioni imprenditoriali firmatarie dell’accordo a raccogliere la sfida di affrontare le criticità presenti, sopra esposte, e future, che si presenteranno, a fianco dei lavoratori interessati con la stessa enfasi con cui vengono presentati i progetti più significativi.
Non vorremmo ripeterci, ma vorremmo che i lavoratori più sfortunati fossero trattati come quelli più fortunati, perchè a Massa Martana è dimostrato che la fortuna o la sfortuna di un azienda non dipende dalla bravura dei dipendenti, ma dalla capacità degli imprenditori (o padroni?)”








