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Damiano Stufara (Prc-Fds) e Roberto Carpinelli (Marini per l'Umbria) i due nuovi vicepresidenti del consiglio regionale dell'Umbria, dopo l'uscita dall'aula dell'opposizione ed il non voto dell'Idv
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Si potrebbe parlare di un monocolore di maggioranza se le sfumature non fossero diverse e non ne mancasse qualcuna, per il nuovo ufficio di presidenza del Consiglio regionale dell’Umbria, dopo il ciclone Goracci e le dimissioni dei componenti facenti capo all’opposizione.

Infatti, sono Damiano Stufara (Prc-Fds) e Roberto Carpinelli (Marini per l’Umbria) i due nuovi vicepresidenti del consiglio regionale dell’Umbria eletti rispettivamente con 11 e 6 voti.
Eletti come consiglieri segretari del consiglio Lamberto Bottini (Pd) e Fausto Galanello (Pd) rispettivamente con 6 e 11 voti.

Al voto hanno partecipato 17 consiglieri su 19 presenti (non hanno partecipato al voto Brutti e Dottorini dell’Idv).
Hanno abbandonato l’aula, non partecipando al voto, come ribadito in sede di dichiarazione di voto da Lignani Marchesani (Pdl) il Pdl, la Lega Nord, Fare Italia e l’Udc.  

La vicenda però potrebbe non essersi conclusa in quanto dal Pd, Lamberto Bottini, ha rivolto ai contrari un appello: "Scendete dall’Aventino e incontrerete la disponibilità del centrosinistra. Ci aspettiamo delle disponibilità e un segnale differente anche dall’Italia dei Valori”

 
La  Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari convocata dal Presidente del Consiglio è stata inutile.
Al centro dell’incontro l’annunciata intenzione di Pdl, Lega nord e Fare Italia di abbandonare l’Aula (“È mancata una netta presa di posizione per un cambiamento che permetta una governabilità complessiva attraverso l’eliminazione dei problemi ‘esterni’ che pesano sulla Giunta e sul Consiglio”) e di rimettere tutte le cariche ricoperte dagli esponenti dell’opposizione all’interno delle Commissioni consiliari.

In precedenza la Presidente della Giunta Regionale Catiuscia Marini aveva dichiarato:
‘Non sono mai appartenuta alla cultura di coloro che pensano che la magistratura, nelle sue attivita’ e indagini, svolga una funzione politica.
Non ce l’ho avuta in passaggi fondamentali della storia d’Italia, non ce l’ho oggi che questo investe alleati di governo e membri di questa Istituzione”.

”Colpisce politicamente e simbolicamente il modo in cui sono entrati in questo palazzo i carabinieri – ha aggiunto – e voglio raccogliere quel gesto simbolico, quasi a richiamare all’ordine questa istituzione.
Lo dico con molta chiarezza: l’opinione pubblica, i cittadini, i nostri elettori, la societa’ civile vogliono che noi dedichiamo molto piu’ tempo essenzialmente all’azione di governo, tenendo la testa anche fuori da questo palazzo”.


”Dico con molta chiarezza – ha concluso la presidente Marini- che non mi appartiene essere parte di un consociativismo opaco ma invece di una dialettica franca e diretta, con la forza che deriva dal tenere molto anche la testa fuori dal palazzo.
Questo e’ quanto ci chiedono i cittadini dell’Umbria e sono sicura che sono anche quei cittadini che in maniera determinante hanno voluto questo Governo, questa maggioranza che governa l’Umbria e l’indirizzo che stiamo seguendo”. 
 

A sua volta Massimo Buconi (Psi) sulla minaccia, poi attuata, dell’opposizione di uscire dall’aula, aveva fatto presente : “Quando ero sindaco della mia città (Todi), se le opposizioni lasciavano l’Aula, interrompevo i lavori e riaggiornavo le sedute.
Ma questa è l’Aula regionale, regolata da altre norme. L’opposizione sbaglia a mischiare la politica con le istituzioni e il loro funzionamento.
Qualora non venisse ricomposto l’Ufficio di presidenza ci troveremmo di fronte all’impossibilità di portare avanti qualsiasi atto.
Non si può permettere che la lotta politica possa tramutarsi in paralisi istituzionale.
Quella delle opposizioni è una pratica ostruzionistica che mette questa maggioranza di fronte ad un ricatto.
Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità
ed auspico che anche la minoranza possa prendersi le sue”.

 

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