29 marzo 2012
La stagione di Prosa a Todi

Sabato scorso si è conclusa al Teatro Comunale la stagione di prosa 2011-2012, con lo spettacolo “Relazioni pericolose”, protagonisti principali  Corrado Tedeschi e Lorenza Mario, per la regia di Giovanni  De Feudis. Lo spettacolo, che in Umbria è stato rappresentato solo a Todi, ha chiuso una stagione brillante organizzata in collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura e il Teatro Stabile dell’Umbria. La stagione ha registrato una significativa ripresa della partecipazione cittadina: si sono riscontrati nuovi soddisfacenti numeri sia in termini di abbonamenti che di presenze. Gli spettacoli hanno riscosso un ampio consenso di pubblico, che ha dimostrato di gradire le scelte operate, come nel caso di “Cenerentola” del  Balletto di Milano, presentata il 25 febbraio che ha fatto registrare il tutto esaurito. Anche gli studenti delle scuole secondarie hanno frequentato alcuni spettacoli, grazie anche alle agevolazioni  a loro riservate.
La chiusura della stagione di prosa coincide con la conclusione dell’attività di programmazione dell’Assessorato alla Cultura.  Siamo ormai agli sgoccioli del mandato amministrativo che in questi cinque anni ha visto da parte mia un grande impegno: si è trattato di un percorso che ha prodotto grande soddisfazione per il successo ottenuto nel raggiungimento degli obiettivi e per la condivisione da parte del  pubblico.  La documentazione relativa alle diverse stagioni  di eventi testimoniano un fermento di idee e di manifestazioni che hanno riempito spazi e locali della città, pubblici e privati, che hanno coinvolto cittadini tuderti e non, con il contributo di tante persone giovani e meno giovani che hanno potuto esprimere le loro capacità creative ed artistiche e il loro talento. I generi  introdotti sono stati volutamente molto eterogenei nei diversi campi dell’arte e della creatività, ed hanno avuto il loro principio ispiratore nella massima valorizzazione della città, sia in funzione storico-artistica che di riscoperta di spazi in precedenza trascurati. Chiunque abbia bussato agli  uffici dell’Assessorato ha avuto considerazione ed attenzione, ha potuto esprimere i propri intendimenti, contribuendo a creare eventi da cui ha tratto visibilità e che hanno arricchito le varie stagioni culturali realizzando mostre, concerti, convegni, che ragioni di ordine economico possono aver ristretto, senza comunque danneggiarne la qualità. La scelta di dislocare le manifestazioni in spazi pubblici della città adeguati di volta in volta all’iniziativa proposta, ha prodotto il duplice vantaggio di valorizzare spazi poco noti della città, con un risparmio economico. Ne sono così seguiti spettacoli, concerti,  mostre,  esibizioni di ballo, molto numerosi,  ma tutti curati ed organizzati, con la giusta attenzione e cura dell’evento che la componente logistica dell’Ufficio Cultura ha sempre garantito al meglio”.
Assessore alla Cultura del Comune di Todi, Margherita Bergamini


29 marzo 2012
No, a Massa i vigili non giocano a nascondino

Gent.ma Sig.ra Coleotteri, apprendiamo con rammarico di averla turbata con i servizi di polizia stradale che svolgiamo costantemente lungo la S.R. 316 con la finalità di presenziare il territorio, prevenire comportamenti scorretti da parte degli utenti e suscitare negli utenti stessi una sensazione di sicurezza.
In quel tratto di strada è ancora più evidente la volontà di non fare cassa, ma di investire sulla sicurezza se si considerano le numerose risorse economiche che l’Amministrazione Comunale ha impiegato negli ultimi anni per potenziare la segnaletica con preavvisi anche luminosi che indicano il controllo elettronico della velocità e una serie di speed check lungo tutto il rettilineo.
Per quanto riguarda l’uso dell’autovettura Fiat Doblò di proprietà dell’Unione dei Comuni ed in dotazione ai Comuni aderenti, teniamo a precisare che essa è strutturata come ufficio mobile e pertanto il portellone posteriore deve essere necessariamente aperto per poter utilizzare le attrezzature e gli arredi presenti al suo interno.
Riteniamo che le modalità di svolgimento del servizio siano corrette e finalizzate alla prevenzione degli incidenti e a garantire la sicurezza degli utenti della strada, non principalmente a fare cassa. A tale proposito le forniamo alcuni dati peraltro pubblici: nell’anno 2011, nel tratto di strada citato non sono stati rilevati incidenti e il numero di contravvenzioni elevate sull’intero territorio comunale per violazioni al Codice della Strada è stato pari a 97. Saremmo contenti di vederla transitare ancora sulle strade del nostro territorio, sicure e ben presidiate e, qualora in futuro dovesse avere altre perplessità siamo a sua completa disposizione presso i nostri uffici.
Cordialmente
Il Comandante e gli operatori dell’Ufficio Polizia Municipale

27 marzo 2012
IMU una proposta per Fratta Todina

Da giugno entrerà in vigore l’Imposta Municipale Unica, che andrà inevitabilmente a gravare sulle finanze di cittadini, famiglie e imprese. La normativa nazionale prevede la possibilità per tutte le Amministrazioni Comunali di modificare, entro parametri predeterminati, le aliquote da applicare e i margini di detraibilità. Quindi è responsabilità delle Amministrazioni Comunali di avere il potere e la capacità collegata di incidere direttamente, in base alle decisioni assunte, sui bilanci familiari dei propri cittadini e sull’economia del proprio territorio: perciò sarebbe doveroso evitare di approfittare di questa nuova leva fiscale solamente per far cassa, dimenticando lo spirito della manovra nazionale. Ciò considerato, ho proposto con specifica mozione al Sindaco di Fratta Todina di procedere alla rimodulazione delle aliquote Imu in base ad alcune importanti considerazioni. Partendo dal presupposto che sia profondamente ingiusto tassare l’abitazione principale, ma nella consapevolezza parimenti della necessità di far quadrare i bilanci comunali, ho ritenuto equo, anche in considerazione delle detrazioni che è possibile attuare, l’applicazione dell’aliquota al 4 per mille. Invece per quanto riguarda le abitazioni secondarie ritengo che l’Amministrazione Comunale debba compiere una scelta ,nella consapevolezza che il nostro territorio non abbia primariamente vocazione turistica, che vada nella direzione di potenziare tale settore: abbassando le aliquote si ha un incentivo ad aumentare la disponibilità di alloggi e quindi a potenziare il mercato immobiliare e delle locazioni, che di conseguenza favorisce il dinamismo socio-economico della comunità. Perciò ho proposto, indistintamente per gli immobili locati e non, invece che l’aliquota al 7,60 per mille, l’applicazione del 4 per mille per i contratti agevolati ,proprio nel rispetto dell’uso sociale svolto dalle abitazioni destinate a famiglie disagiate con redditi medio-bassi e  l’aliquota al 4,60 per mille per tutti gli altri contratti ad uso abitativo, per favorire la disponibilità di tali abitazioni soprattutto ai giovani e agli anziani. Inoltre ho proposto l’aliquota al 5,60 per mille per tutti i contratti diversi dall’uso abitativo, per attutire l’impatto dell’aumento sugli immobili strumentali destinati all’esercizio del commercio, di arti e professioni e contemporaneamente per dare un sostegno concreto alle attività in un momento di grande difficoltà economica. Infine, nella speranza che sia totalmente cancellata da qualche provvedimento governativo, ho proposto che l’aliquota sui fabbricati rurali a uso strumentale sia portata perlomeno alla soglia minima dell’1 per mille, per promuovere il valore dell’agricoltura di qualità e sostenere un settore produttivo di grande importanza per la nostra comunità.
Cinzia Moriconi-consigliere comunale Fratta Todina

26 marzo 2012
Prima di parlare meglio andare allo stadio

Noto con piacere che i consiglieri di opposizione si interessano delle sorti della società sportiva che rappresento con orgoglio oramai da 12 anni.
Certo che, se invece di prendere per oro colato quanto riportato dai giornali si degnassero qualche volta di venire al campo sportivo (forse non sanno neanche dove sia), avrebbero visto con i loro occhi che quanto è stato scritto sulla vicenda non corrisponde assolutamente alla realtà.
Non nascondo che di fronte alla palese invenzione da parte dell’arbitro di un episodio avverso che ha causato la perdita della partita alla mia squadra mi sono lasciato andare ad una protesta verbale, ma da qui a porre in atto episodi di violenza ce ne corre.
Forse se prima di condannare una persona descrivendola come violenta ed incivile avessero preso il telefono, come hanno fatto i molti amici che mi conoscono ed ai quali è suonata subito strana tutta la vicenda, ed avessero ascoltato anche “l’altra campana”, avrebbero potuto giudicare con più serenità.
Capisco che avendo grosse difficoltà nel trattare un qualsiasi argomento politico si vada alla ricerca di una qualsivoglia situazione per mettere in cattiva luce l’avversario, ma ritengo che il fango che mi hanno gettato addosso in una maniera così meschina e senza la benché minima conoscenza dei fatti dimostri la piccolezza di questi personaggi.
Cari consiglieri di opposizione, qualche volta prima di parlare concedetevi qualche minuto per pensare (spero di non chiedere troppo alle vostre capacità), vi assicuro che aiuta!!
Fabio Venceslai Vice Sindaco di Monte Castello di Vibio Presidente della A.S.D. Montecastello Vibio

26 marzo 2012
I giovani, il lavoro, le banche e il Comune di Orvieto e di………..

 
C’è bisogno prima di tutto di avere le idee chiare:
C’è bisogno di ripulire le menti dalle false illusioni che la politica a livello locale ha sempre alimentato per autoreferenziarsi e apparire più importante e decisiva di quanto in realtà possa mai essere e poi c’è bisogno di sfatare il falso convincimento che le banche non diano credito a chi vuole rischiare mentre è vero che pochissimi o nessuno vuol più rischiare.
Quello che vale, invece, è avere delle buone idee da mettere in campo il che non significa che tutti devono diventare imprenditori di se stessi , significa solo che si deve poter creare un clima e un ambito economico cittadino dove le idee e i curriculum circolino e verso le quali istituzioni , banche e privati investitori interagiscano.
Insomma quel tessuto imprenditoriale che non c’è e che, sembra, sia destinato a non poter mai attecchire a Orvieto dove, ancora, discettiamo della destra e della sinistra del ruolo del Sindaco e di quello dei Comitati di zona e altre secondarietà del genere.
Dopo aver scoperto l’acqua calda provo a elencare una sorta di vademecum di come la vedo io:
a) i giovani orvietani, quelli che vogliono darsi da fare, provino a metter giù qualche idea anche copiata da altre esperienze in altre città o all’estero. Si presentino in banca con un progetto corredato di business plan e chiedano di esser finanziati. Naturalmente non un’idea qualunque , solo quella per la quale hanno già trascorso molti mesi per metterla a punto studiandone ogni dettaglio e dopo aver speso per essa già un po’ dei propri risparmi. Se qualcuno desidera una consulenza di come si fa e non trovasse in città nessun ufficio, patronato o professionista disposto ad ascoltarlo mi contatti pure.
b) Il Comune dica come sarà Orvieto fra tre o dieci anni, quali e quanti saranno i flussi turistici, cosa ci sarà di nuovo nel centro storico al posto delle aree dismesse e se prevarrà il modello europeo delle cittadine pedonalizzate oppure quello dei quartieri spagnoli. Se nessuno degli attuali amministratori sa di cosa stò parlando prendano carta e penna e diano immediatamente le dimissioni
Massimo Gnagnarini

26 marzo 2012
La viabilità a Massa Martana

Gli insediamenti abitativi e produttivi delle aree frazionali di Colpetrazzo, Mezzanelli-Massa Martana Scalo, Montignano e Villa San Faustino hanno un sistema stradale comunale incentrato sulla Strada Provinciale ex Tiberina e sulla Strada Regionale dei Monti Martani ma questo sistema è incompleto e non è collegato sinergicamente, condizionando negativamente lo sviluppo del Comune di Massa Martana.
Sarebbe in particolare necessario migliorare la viabilità di scorrimento lungo i nuovi insediamenti produttivi di Villa San Faustino e costruire una nuova strada parallela alla ferrovia che intersecasse la Regionale in località “Molino di Caino” e proseguisse lungo il fosso in direzione della strada comunale da Colpetrazzo a Mezzanelli, trasformando la irrazionale e pericolosissima strada costruita a monte della Stazione FCU in strada di quartiere periferico ed evitando di utilizzare la Vecchia Flaminia per attività incompatibili con il suo valore storico-culturale e turistico-ambientale.
Questo sistema stradale consentirebbe l’utilizzazione dello Scalo della FCU come area di scambio intermodale gomma-ferrovia, l’interazione delle attività produttive e la condivisione coordinata delle infrastrutture commerciali e di servizio, eliminando così il principale ostacolo allo sviluppo attivo e sostenibile dell’intera area, in particolare, e dell’intero comune, in generale.
Come cittadino di Massa Martana trasmetto questa richiesta al Sindaco di Massa Martana, dichiaro la mi disponibilità a collaborare con la realizzazione di questo progetto e chiedo al Sindaco, Dottoressa Maria Pia Bruscolotti, di convocare un Consiglio Comunale aperto per discutere questa proposta.
Massa Martana ha le risorse materiali ed umane per porsi nel gruppo di testa che farà sviluppare la nostra Italia e dare un futuro ai nostri giovani che non devono più emigrare per vivere.
Renato Domenico Orsini
 
26 marzo 2012
La viabilità a Pian di Porto di Todi
Non so per la verità chi dovrebbe provvedere ad una più opportuna segnaletica sulle strade .
Come al solito, le incombenze non sono mai di nessuno, mentre i meriti li rivendicano tutti.
Ed allora accade che molti cittadini che chiedono almeno una segnaletica più adeguata per tutelare la propria incolumità personale ed il verificarsi di numerosi incidenti non trovano risposta.
Mi riferisco all’incrocio tra la Provinciale all’inizio della frazione di Pian di Porto (loc. pian dei mori) la E/45. Anche per effetto di una segnaletica insufficiente sia verticale che orizzontale,le auto viaggiano ad una velocità troppo sostenuta per essere all’inizio di un centro molto abitato, e la segnaletica è posta in modo poco visibile per richiamare l’attenzione degli automobilisti ad una maggiore prudenza. Non mi spingo a segnalare la frequenza degli errori anche di automobilisti non del luogo che anche a causa di questa situazione effettuano manovre sbagliate proprio all’altezza dell’incrocio. Siccome gli incidenti capitano proprio spesso, credo che sia utile intervenire prima che accada l’irreparabile. Penso che la soluzione non sarebbe difficile,ma non essendo un tecnico non mi cimento sulla soluzione ma per il momento solo sul fatto che venga risolto in modo efficace e definitivo . Non vorrei che mi si rispondesse che basta un “autovelox” che faccia strage di multe.
Gli risponderei solo male. L’educazione stradale non si persegue così.
Gli incidenti ed il pericolo si evitano anche facendo quei modesti interventi che danno subito il senso di un possibile ed imminente pericolo, o con “dissuasori di velocità .Aggiungo questo perché talvolta arrivati all’incrocio molti si fermano non sapendo se sono sulla direzione giusta, per imboccare la superstrada . E molto sovente il fatto che altri o in uscita da E/45 o provenienti d altre direzioni laddove incrociano la provinciale non adoperino la necessaria prudenza, anche perché la segnaletica verticale è insufficiente e quella orizzontale ugualmente. Le strisce di mezzerie sono perennemente logore e non aiutano certo l’automobilista già poco prudente . Personalmente penso che per ottenere il rispetto del codice della strada occorre prima creare i presupposti e poi ricorrere alle sanzioni. In questa ottica facendomi interprete delle giuste lamentele degli abitanti della zona ( intenzionati a ricorrere anche ad altre iniziative) mi premuro di far presente questa situazione di pericolo che può sicuramente essere limitata di molto se fossero presi alcuni accorgimenti ,non eccessivamente costosi ma sicuramente efficaci. Penso che almeno uno spartitraffico che marchi esattamente le carreggiate, un adeguamento dei corpi illuminanti ed una segnaletica più visibile e più consona anche al notevole traffico, migliorerebbero la situazione di pericolo attuale ed incombente. Non va inoltre sottaciuto che la frazione di Pian di Porto, esclusa la loc. Ponterio e non del tutto, merita sicuramente di essere ripensata con piccoli ma importanti interventi che ne favoriscano la ricomposizione, che per ora si presenta” a macchia di leopardo”. Il Piano di riqualificazione che interessa il solo centro abitato di Ponterio, la zona industriale(se così si può chiamare) la nuova espansine edilizia al limite della indecenza sotto il profilo dell’impatto ambientale) ecc. ne mortificano la importanza pur rappresentando l’ingresso principale per Todi. Forse una ricucitura del tessuto urbano,industriale e commerciale darebbe tutt’altra dignità e dimensione all’intera zona che rappresenta un delle più popolate. Gli interventi che si sono susseguiti nel tempo, volontariamente o no, hanno di fatto favorito questo scollamento.
Si ha l’idea di tre o quattro frazioni o comparti che non comunicano. La Frazione è una e dev e rimanere una, ma meglio ordinata. La presente viene inviata a tutti i soggetti interessati alla tutela della sicurezza dei residenti e degli automobilisti e di tutela dell’ambiente.
Ottavio Nulli Pero (A nome del Costituendo Comitato dei residenti del luogo e deifruitori della strada e dei servizi, dell’intera Frazione.)
 

25 marzo 2012
Vice-sindaco di Monte Castello da "squalificare"

Domenica scorsa presso il campo sportivo di Monte Castello dopo la partita del campionato di seconda categoria Montecastello Vibio – Colombella si è consumato un episodio di violenza ai danni dell’arbitro in cui è stato coinvolto direttamente anche il Presidente dell’A.S. Montecastello Vibio Fabio Venceslai che attualmente ricopre la carica di Vice Sindaco del nostro Comune.
Siamo tutti fortemente indignati dal comportamento di questi soggetti che non solo disonorano lo sport e il suo valore educativo e di aggregazione, ma vantandosi del proprio impegno sociale veicolano invece esempi di condotta violenta.
Questa incresciosa vicenda, riportata con notevole enfasi e sdegno da tutti i giornali locali, non solo è costata la squalifica del campo per una giornata e una sonora multa di € 1.800,00 a carico di un’associazione del territorio, ma ha messo in cattiva luce il nostro paese e tutta la comunità.
Come può un soggetto con simili comportamenti essere il Presidente di una società sportiva e nello stesso tempo rappresentare i cittadini nel più alto consesso civico?
Riteniamo pertanto che a seguito di quanto successo il Sig. Fabio Venceslai debba riflettere sulla sua posizione e rinunciare sia alla carica di presidente della A.S. Montecastello Vibio che all’incarico pubblico che ricopre.
I CONSIGLIERI COMUNALI DI OPPOSIZIONE

24 marzo 2012
Impianto fotovoltaico a Pantalla: uno scempio!

Vogliamo iniziare la nostra attività al servizio dei cittadini denunciando un fatto che interessa la frazione di Pantalla e del quale si e’ avuta marginale notizia attraverso poche righe pubblicate da mezzi di informazione locale.
Mi riferisco alla costruzione di un impianto fotovoltaico della superficie di circa 24.000 mq che sara’ realizzato sulla copertura di serre destinate alla coltivazione agricola.
Detti progetti andrebbero realizzati cercando di causare il minor impatto ambientale possibile scegliendo locazioni adeguate, mentre nel caso specifico e’ stata individuata un’area adiacente la strada provinciale Tiberina, in voc Osteria, censita nel ct di Todi al foglio 2, p.lle 73/parte e 154, a ridosso del centro abitato, su un terreno di proprieta’ dell’ente Etab la consolazione, utilizzato negli ultimi anni per la coltivazione di colture di pregio.
L’asta pubblica per la concessione del diritto di superficie, finalizzata alla realizzazione del citato progetto, e’ stata aggiudicata il 28/02/2012 mediante l’affidamento alla societa’ ”Warex srl” di Roma per l’importo annuo di euro 35.001,00 da corrispondere per 20 anni.
Chi ci amministra si preoccuopa di salvaguardare gli interessi di pochi trascurando completamente  l’impatto delle proprie decisioni sulla collettivita’.
Ne e’ dimostrazione la distribuzione a macchia di leopardo, anziche’ in un apposita area, dei capannoni artigianali ed industriali all’interno della frazione di Pantalla.
Come consueta cattiva abitudine i rappresentanti di Pantalla in Consiglio Comunale non hanno portato a conoscenza i concittadini di quanto stava accadendo.
Avete idea di quanti sono 24.000 mq. di impianto fotovoltaico installato all’interno del centro abitato di Pantalla?
Il profitto puo’ rendere legittimo tutto questo?
Noi e la Lista Civica Aria Nuova per Todi ci opporremo alla realizzazione dell’ennesimo scempio perpetrato dai politici.
Pietro Baldassarri, Elisa Baccarelli (Aria Nuova per Todi)

24 marzo 2012
Pensionati: le priorità dei sindacati da presentare in Regione

Le segreterie regionali e i segretari generali dei pensionati di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil si sono riuniti nei giorni scorsi a Perugia per avviare un percorso di ricontestualizzazione della Piattaforma regionale e per individuare le priorità da presentare alla Regione attraverso l’elaborazione di un documento unitario. Già la prossima settimana si riunirà la commissione, costituita dai rappresentanti dei sindacati dei pensionati, per trattare del Fondo per la non autosufficienza, invecchiamento attivo e recupero del potere d’acquisto delle pensioni. Il Fondo regionale per la non autosufficienza è pari a 4 milioni di euro. Cifra, questa, che i sindacati considerano insufficiente e, per questo, da incrementare anche attraverso la richiesta già avanzata dalle federazioni nazionali per recuperare i 400 milioni di euro, tagliati dal precedente Governo. Per quello che concerne l’invecchiamento attivo, i sindacati uniranno le proprie forze per sostenere percorsi di prevenzione e proporre una cabina di regia per tutte le attività del settore rendendo, anche ai fini economici, applicabile la Dgr 1383/2011 coinvolgendo anche tutte le associazioni di volontariato. Il recupero del potere d’acquisto dei pensionati passa dalla contrattazione con i comuni, dalla lotta agli sprechi e all’evasione fiscale. Il recupero di risorse, il mantenimento dei servizi e la possibilità di beneficiare di esenzioni, anche per nuove imposte come l’Imu che gravano maggiormente sui pensionati, saranno tra i temi centrali del documento di prossima elaborazione.
Le organizzazioni sindacali di categoria organizzeranno un periodo di iniziative finalizzate a dare luce ai temi chiave del documento elaborato. Tutto ciò, come è stato anticipato, sarà in sintonia con la Piattaforma regionale delle organizzazioni confederali, ad oggi in fase di stesura.
Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Umbria

24 marzo 2012
Sulla scuola media di Cerqueto il Comune di Marsciano perde la faccia

La scuola media di Cerqueto è una sconfitta clamorosa per la Giunta Todini. L’amministrazione comunale, in particolare con il suo assessore al Bilancio, perde la faccia per 20mila euro. E questa vicenda fa emergere tutte le bugie dette dal Sindaco in campagna elettorale: l’importanza delle frazioni, la tutela della scuola, l’ascolto del territorio e dei cittadini, oggi possiamo dire che erano solamente parole al vento
Lo stupore nei volti dei cittadini di Cerqueto dice più di tante parole. Sentirsi dire dall’amministrazione comunale che è necessario sopprimere un plesso scolastico di 64 alunni perché non ci sono più i soldi per pagare l’affitto è quantomeno deprimente. La vicenda che riguarda la Scuola Media di Cerqueto deve essere fonte di insegnamento per tutti gli amministratori comunali. Cittadini che arrivano a proporsi di contribuire economicamente al pagamento dell’affitto, circa 20mila euro, e che in un paio di giorni raccolgono quasi 500 firme pur di non subire una vera e propria beffa devono far capire a Sindaco, Assessore all’istruzione Anniboletti e assessore al bilancio Regni, compaesano inerte,  che Cerqueto non ci sta. In un periodo di carenza di utenza scolastica, un plesso che ha i numeri, almeno per altri cinque anni, per mantenere in assoluta tranquillità il plesso di scuola media, va difeso a tutti i costi, costi che a nessuno appaiono insormontabili. Trovare nelle pieghe del bilancio comunale le risorse per conservare un presidio sociale, culturale e comunitario qual è una scuola, non può essere un’operazione impossibile. Non avremmo lo spazio per elencare le decine di interventi di spesa quantomeno discutibili che negli anni sono stati effettuati a pioggia nel territorio, risorse che oggi farebbero comodo per soddisfare le vere priorità di un ente comunale del 2012. E’ poi altrettanto beffardo il fatto che non si è finora riusciti ad intavolare una trattativa con l’ente proprietario, l’Istituto Diocesano, nonostante proprio i due assessori competenti, Anniboletti e Regni, dovrebbero essere i più vicini “culturalmente” agli ambienti cattolici. Quasi ci fanno rimpiangere l’ex assessore Massoli…!
Dopo questa inevitabile e sacrosanta denuncia ora è indispensabile far sedere intorno ad un tavolo la proprietà e l’amministrazione comunale. Sul piatto ci sono una scuola con un utenza per diversi anni, interventi di adeguamento alla struttura da realizzare, un canone di affitto da rivedere, ma, soprattutto, un’intera comunità che giustamente difende il valore sociale che la permanenza del plesso scolastico rappresenta.
David Liotti Capogruppo Consiliare PdL

21 marzo 2012
Quei vigili che fanno a nascondino a Massa Martana

Come cittadina della Media Valle del Tevere, residente a Montecchio di Giano, mi ritengo indignata per quello che succede da alcuni giorni in un comune limitrofo al mio, Massa Martana.
Transito spesso in questo comune per poter prendere la E-45 ed ultimamente, quasi tutte le mattine, trovo i Vigili Urbani piazzati con l’autovelox lungo il direttone di Santa Maria. Fin qui nulla di strano, la strada in oggetto ti porta a correre una volta usciti dal paese, inoltre lungo questo percorso sono presenti svariate colonnine autovelox fisse.
Il fatto che a me da fastidio è che i Vigili si posizionano lungo la strada con un furgoncino Doblò dell’Unione dei Comuni (quindi anche di Giano) e all’automezzo tengono alzata la portiera posteriore cosi che chi si dirige nella loro direzione non si accorge che è un furgone dei vigili urbani perchè non si vedono le scritte, inoltre, il portellone cosi alzato nasconde anche i lampeggianti.
Dispiace che come al solito questi sistemi di sicurezza vengano utilizzati solamente al fine di fare cassa e non a scopo preventivo come dovrebbe essere.
Eviterò cosi, d’ora in avanti, di passare per Massa Martana per immettermi in superstrada cosi da non cascare nel trabocchetto!
Giancarla Coleotteri, Giano dell’Umbria


17 marzo 2012

Giù le mani della politica dalla Pro Loco di Colpetrazzo !

E’ spiacevole,sopratutto per un colpetrazzese, aver visto in questi giorni  la sua Pro Loco  assurgere negativamente agli onori delle cronache locali per le sue beghe, che rischiano di frantumare una delle Associazioni più longeve e più fattive nel territorio massetano.
E’  spiacevole ancor di più per il sottoscritto che, da sempre ha vissuto le vicende della pro loco, prima da Presidente e poi da collaboratore e sostenitore,non facendo mai mancare il suo sostegno, aperto a qualsiasi soluzione, purchè finalizzata all’interesse esclusivo del proprio paese.
E ritiene molto opinabile che la politica locale abbia tentato in qualche modo, di abbarbicarvisi sopra e  prendere le difese dell’Associazione, puntando dritto il dito contro l’Amministrazione Comunale che, seppur ed ad onor del vero, non ha saputo mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e quindi non esente da responsabilità, pur comprendendo tuttavia che la crisi attuale non le ha consentito e non le consentirà di onorare, nei tempi previsti, gli impegni presi con Colpetrazzo. La natura dell’empasse della Pro Loco di Colpetrazzo ha ragioni e motivazioni da individuarsi, prima che esternamente, al suo interno e nelle sue immediate prossimità. E come si suol dire, i nostri panni, se sono sporchi, ce li dobbiamo lavare in casa propria!
Ma al di là di quanto sta accadendo è ora di dare un taglio netto alle lacerazioni, frutto di  sterili incomprensioni e di confusione di ruoli e di tornare ciascuno nel proprio ambito, per ricompattare unanimemente la volontà e gli intendimenti di proseguire, ciascuno nelle proprie attività, sia della Pro loco che del Circolo Ricreativo.
Se non altro per non umiliare quel gruppo di giovani colpetrazzesi che hanno dato e danno anche l’anima per portare avanti volontariamente la varie iniziative, senza nulla pretendere e senza nulla ottenere in cambio,anzi spendendoci il loro tempo e qualche volta,probabilmente, rimettendoci anche di tasca propria.
Se si dovesse fare una disanima attenta sulle ragioni che hanno determinato tale situazione e se si dovesse andare a cercare i colpevoli, si farebbe il classico buco nell’acqua, perché alla fine tutti e nessuno sarebbero responsabili: dal che meglio chiudere decisamente e proseguire, auspicabilmente, come se nulla fosse accaduto,nel pieno rispetto e condivisione dell’esito elettorale, magari con un grande convivio di riappacificazione, in onore di Colpetrazzo.
Perché se la politica locale, nelle sue contrapposte connotazioni, si dovesse veramente impadronire della situazione, allora e sicuramente la Pro Loco e il Circolo di Colpetrazzo ne uscirebbero ancor di più a pezzi, pregiudicandosi inevitabilmente e irrimediabilmente il loro futuro. La crisi si avviterebbe ulteriormente  su se stessa e lo sfascio diventerebbe definitivamente irreversibile.
Ciò che tutti i colpetrazzesi,nel loro intimo, certamente non vogliono e non vorrebbero.
Cittadini di Colpetrazzo,salviamo  il nostro gioiello e la nostra amicizia, superando insieme incomprensioni e divisioni.

Luciano Antoniucci, colpetrazzese, tesserato della Pro loco e del Circolo.
 

17 marzo 2012
L’avvocato Battisti precisa sugli Uffici Giudiziari

In relazione al recente articolo dal titolo "Uffici Giudiziari: avvocati  preoccupati", quale componente della commissione tecnica esprimo alcune considerazioni. Il comunicato della Fds comporta alcune precisazioni. I ritardi a causa dei quali non sono state acquisite le deliberazioni dei consigli comunali limitrofi a sostegno della sezione distaccata del Tribunale e del Giudice di Pace di Todi, sono purtroppo reali ma non imputabili alla responsabilità del Sindaco. Infatti, nel corso dei lavori l’onere di contattare i comuni limitrofi era stato assunto dal Presidente della Conferenza dei Capigruppo il quale avrebbe dovuto contattare i propri omologhi per ottenere gli atti ufficiali dei comuni interessati. E’ pur vero che il Sindaco, per l’opinione pubblica, resta investito di una sorta di responsabilità oggettiva per cui:"se le cose vanno bene è suo il merito, altrimenti, in caso contrario, la colpa è la sua", ma in questa circostanza quella parte di lavoro che, a tutt’oggi, risulta incompiuta è riconducibile alla responsabilità di Pizzichini il quale, dopo aver inaugurato i lavori della commissione tecnica con eclatanti ed inutili comunicati stampa nei quali annunciava di aver scoperto un nuovo modo di governare coinvolgendo gli addetti ai lavori nelle scelte dell’amministrazione, ha poi omesso il compito che si era assunto in seno alla commissione. Al fine di anticipare gli addetti alla dietrologia, stante la concomitanza della campagna elettorale e i diffusi cambi di schieramento a cui stiamo assistendo, preciso che non sono stato, nè lo sarò, elettoralmente vicino a Ruggiano ma il mio commento è per il rispetto della verità delle cose a cui ha diritto chiunque.
In ogni caso e a prescindere dalle polemiche, per il raggiungimento degli obiettivi occorre che tutte le forze politiche si mobilitino davvero con i fatti e non solo con le parole. Tanto per fare un esempio che fine ha fatto il Tavolo Regionale Permanente voluto dalla Presidente Marini?
Augusto Battisti

15 marzo 2012
Crisi alla Pro loco di Colpetrazzo, c’è chi la butta in politica

l PdL di Massa Martana, augurandosi che non venga considerata una inopportuna intromissione, ma un naturale commento su delle vicende socio-culturali appartenenti ad una importante  Associazione del nostro territorio, intende esprimere delle considerazioni su quanto successo nella Pro Loco di Colpetrazzo, prendendo spunto dall’articolo pubblicato in un sito internet qualche giorno fa. L’auspicio più grande è che la stessa vicenda si risolva al più presto con  il rispetto  del risultato  elettorale e per il bene della stessa Associazione, con la partecipazione attiva di tutti, al fine di raggiungere gli ottimi risultati che da sempre l’hanno contraddistinta.
L’accaduto a primo impatto sembrerebbe avvenuto  inaspettatamente, mentre facendo un’analisi più approfondita e inserendolo in una visione più ampia, si può ipotizzare che a fondo ci potrebbero essere altre cause e motivazioni.
Sarà una casualità, ma da quando è in carica l’Amministrazione guidata dal Sindaco Maria Pia Bruscolotti, al momento del rinnovo dei Consigli Direttivi delle varie Associazioni locali, non accadono altro che contrasti, polemiche e scontri tra gli associati, fatti che purtroppo ottengono un solo effetto, quello di minare dal profondo le attività e quindi l’esistenza delle Associazioni stesse. Forse è solo una semplice coincidenza di avvenimenti, ma come diceva qualcuno “….a volte a pensar male ci si indovina”. 
L’esperienza ci fa annotare che cercando di manovrare dei cambiamenti attraverso l’esercizio sistematico di “spoils system” associativi, si ottiene sempre il risultato negativo di dividere piuttosto che unire e rivela quanto tali comportamenti arrechino danno alle attività socio-culturali, che sono un veicolo fondamentale per la promozione turistica del nostro territorio.
Al contrario sarebbe auspicabile, per una azione amministrativa veramente a favore delle Associazioni, aumentare nel  bilancio comunale le risorse a loro destinate e non disperdere le stesse in altre e inutili   promesse il cui costo di realizzazione sia troppo elevato, vista la critica situazione delle casse comunali  come  sempre sostengono gli attuali amministratori.
Un’Istituzione poi che “mette il cappello su tutto”, può sollevare soltanto problemi e ne sono un esempio i forti  malumori che si sono verificati nella categoria della ristorazione locale,  in occasione della cena con intrattenimento, ideata dall’Amministrazione Comunale e realizzata in collaborazione con un Circolo locale per la sera dell’8 marzo scorso. Un evento che se non riservato ai soli soci, in un periodo di crisi economica, può incidere negativamente su altre attività commerciali, che fiscalmente contribuiscono a sostenere il già fragile tessuto economico del nostro territorio.
In conclusione affermiamo con certezza che solo una Amministrazione al di sopra, non all’interno o contro, può garantire sostegno per il mantenimento delle attività associazionistiche ed economiche esistenti nel nostro Comune.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Pdl Pdl Massa Martana                                                                                                               
 

15 marzo 2012
Poste, l’interrogazione del Pd di Todi

I sottoscritti consiglieri comunali presentano la seguente interrogazione urgente.
VENUTI A CONOSCENZA
che Poste Italiane starebbe pensando ad un ridimensionamento dei servizi sul territorio tuderte per mancanza di operazioni e produttività;
APPRESO
che tale riorganizzazione riguarderebbe la chiusura totale delle attività del pomeriggio per l’ufficio di Piazza Garibaldi e per quello di Izzalini, ora aperto una volta a settimana;
PREOCCUPATI
per una simile evenienza che priverebbe i cittadini di tutto il nostro territorio di un servizio importante e depotenzierebbe ancora di più il centro storico della nostra città;
i consiglieri del gruppo del Pd esprimono fin da ora il proprio netto dissenso rispetto all’eventuale chiusura dei servizi pomeridiani in questione e chiedono alla S.V.:
– se l’Amministrazione comunale è al corrente di questa proposta;
– nel caso che non fosse informata quali azioni intende intraprendere per conoscere nel dettaglio la proposta di riorganizzazione;
– nel caso fosse informata quali azioni ha intrapreso o intende intraprendere a difesa di un servizio fondamentale per la nostra comunità.
Chiedono, inoltre, che, considerata l’importanza dell’argomento, sia convocata la conferenza dei capigruppo per fornire a tutti la necessaria informazione ed assumere, se necessario, le opportune iniziative.
Per il Gruppo consiliare del Partito democratico- Romina Perni

15 marzo 2012
Poste Todi, la protesta dell’Idv

La decisione di Poste Italiane per Todi è doppiamente inaudita. Qui non si tratta di fare campagna elettorale – .Chiudere Izzalini vuol dire privare una decina di piccoli centri di un servizio fondamentale, non si possono obbligare gli anziani e le persone in difficoltà economica a sobbarcarsi altri disagi e spese aggiuntive. I sacrifici vanno chiesti a chi può sostenerli, non a chi è allo stremo delle forze.
Che dire poi di un ufficio in centro aperto solo al mattino? Se il problema riguarda i parcheggi è bene che il  sindaco provveda e trovi presto una soluzione. Tuttavia, immaginare che una città turistica come Todi che di pomeriggio chiude i battenti delle Poste ai residenti e agli stranieri ha dell’incredibile. Noi dell’Idv  siamo pronti a interessare della cosa i nostri parlamentari e ci mettiamo a disposizione di tutta la coalizione di centrosinistra per un’azione collettiva che impedisca quest’assurda decisione”.
Franco Granocchia, responsabile degli enti locali per l’Italia dei Valori Umbria

14 marzo 2012
Poste, stavolta ci arrabbiamo

Siccome conosco come funzionano certi Enti, quando si parla di annunci di fatto hanno già un piano deciso. Semmai con il confronto anche aspro si tratta di indurli a riporlo nel cassetto e ricominciare a parlare. Dopo la decisione delle "Sedi di Giustizia" puntuale arriva un altro taglio ai servizi essenziali come quelli postali. Essendoci già passato non condivido l’attribuzione della responsabilità in capo all’amministrazione Comunale. Lo diventerà se rimanesse inerte. Per ora è un problema di Todi e perciò di tutta la città e di tutte le forze politiche e sociali, cittadini compresi. Francamente mi verrebbe la voglia di discutere anche sulle tanto conclamate liberalizzazioni. e su chi ne è stato il teorico principale. Io in linea di principio sono stato sempre contrario, salvo che… Altri sono stati sempre favorevoli salvo che…….. Non è la stessa cosa. . Ma ci sarà tempo per riprendere questo argomento.
Certo un governo di tecnici e le liberalizzazioni a tutti i costi non possono che peggiorare la qualità e quantità dei servizi. L’assunto non è nemmeno discutibile . Chi ne volesse discutere ,nella situazione italiana, attuale, e solo "un perditempo". Ora però il problema c’è e bisogna farci i conti. Farci i conti , non significa insultarci ed intanto far passare le proposte . Il 28 maggio è troppo vicino .
Per questo ritengo fondamentale :
1)La convocazione di un consiglio comunale dove venga approvato un O.d.G. alla unanimità sulla tutela dei servizi postali attuali.
2- Richiedere un incontro al Direttore Regionale delle poste, per conoscere lo stato della decisione.
3 – richiedere un incontro al ministro delle Poste congiuntamente all’Ente Poste.
4- Raccordare queste iniziative con i Sindacati di categoria e Confederali.
5- Iniziare a pensare , a breve ad una giornata di mobilitazione di tutta la città che vuole ribellarsi al suo declino.
Noi siamo per la razionalizzazione, eliminando le inefficienze, maanche per difendere i servizi. Non è nemmeno possibile pensare ad una Città che abbia l’Ufficio postale chiuso il pomeriggio, come non è pensabile che una periferia che va da Izzalini a tutti i paesi limitrofi venga privato di un servizio importante come questo.
Migliaia di pensionati che dovranno spostarsi a Todi per riscuotere 400- 500 € di pensione.
6-Coinvolgere in questa battaglia tutti i cittadini in particolare di quelle frazioni che vengono private di questo servizio. Pensare a contromisure per contrastare queste scelte sciagurate che nulla a che vedere con una seria razionalizzazione. Di queste razionalizzazioni, fatte solo di tagli ne possiamo ancora fare a meno. Ovviamente si possono aggiungere altre iniziative senza "lucrare" politicamente sul declino della città . Non è consentito a nessuno ed i cittadini se ne ricorderebbero a breve.. Noi li aiuteremo a ricordarselo . Senza se e senza ma .
Ora basta . la misura non è colma, ma trabocca.!! Attenzione a che i cittadini non facciano civilmente e democraticamente da soli. Se manca il personale la smettano di fare i commercianti e facciano il loro lavoro istituzionale. Altrimenti facciano una catena di supermercati ma venga scorporato il servizio di posta, che già con poche persone funziona male. Se il problema è dei parcheggi se ne parla altrimenti nei centri storici aldilà delle chiacchiere non rimane niente
 

Ottavio Nulli Pero

12 marzo 2012
Il Comune di Marsciano sul riparto dei fondi pro terremotati

Le affermazioni, piene di illazioni, fatte del Movimento per la qualità della vita di Marsciano circa le graduatorie per la ricostruzione post-terremoto, si riferiscono a fondi destinati al comparto agricolo e gestiti direttamente dalla Regione Umbria attraverso appositi bandi che sono assegnati tramite graduatorie sulle quali, come sempre, sono possibili ricorsi da parte di chi si ritenesse eventualmente penalizzato da tali assegnazioni. È quindi scorretto, da parte del Movimento, parlare di generici fondi per la ricostruzione delle abitazioni lesionate dal sisma, per le quali, sulla base di precise ordinanze e di apposite risorse messe a disposizione, è stata stilata la graduatoria  per la ricostruzione leggera in modo del tutto trasparente e nel rispetto delle norme, come certificato da tutti gli organismi di controllo competenti. Confondere i piani è quindi improprio e serve solo a generare confusione.
Per quanto riguarda i fondi PSR (Piano di Sviluppo Rurale), di cui si parla, spetta ai tecnici della Regione verificare il loro corretto utilizzo con le stesse modalità attivate per ogni fondo che, come in questo caso, ha provenienza europea.
Quanto all’affermazione, fatta dal Movimento per la qualità della vita, che ci siano dei fondi arrivati a imprese fuori comune, fatte salve tutte le necessarie verifiche, si ricorda al Movimento stesso (anche se non dovrebbe essercene bisogno) che la ripartizione dei fondi legati al sisma avviene anche per quei comuni che, oltre Marsciano, sono inclusi nella dichiarazione di stato di emergenza e nelle successive ordinanze.  
L’Amministrazione comunale di Marsciano

 

11 marzo 2012
Lettera aperta al Sindaco di Massa Martana da un volontario della protezione civile

Come cittadino e volontario del Gruppo Comunale di Protezione Civile ,prendo  spunto dalla emergenza neve che ha colpito il nostro territorio a fine febbraio ,per fare alcune considerazioni  che ho già  avuto  modo di dirti personalmente.
Come cittadino , ho espresso il mio apprezzamento  per  la tua immediata e opportuna dichiarazione dello stato di emergenza,visto  che  la   precipitazione nevosa aveva raggiunto il limite della pericolosità in  alcune strade  e zone del nostro Comune. Proprio a seguito di tale richiesta ,mi auguro pertanto che la Regione potrà così inviare cospicui fondi alle casse comunali , utili a sostenere i maggiori costi  avuti ,come il pagamento delle ore di straordinario ai dipendenti ,che hanno operato con il massimo impegno e quello dei mezzi meccanici privati , utilizzati per attività  di supporto a quelli comunali. Riguardo però alle modalità operative ,ti ho fatto anche presente che secondo me sarebbe stato opportuno in una fase di emergenza,operare prima interventi  su aree di pubblica utilità,poi  su spazi di altra natura.
Voglio esprimermi positivamente  anche per  il coordinamento realizzato con le Forze dell’Ordine e le  Associazioni di Volontariato locali  come la Croce Rossa e il Gruppo Comunale di Protezione Civile  che  hanno dimostrato grande professionalità e spirito di servizio .
Come  volontario di Protezione Civile, però non posso fare a meno di dirti che ho anche criticato,disapprovato e non aderito all’invito di partecipare alla consegna dell’encomio alle persone che hanno lavorato nell’emergenza, in quanto l’iniziativa veniva inserita nell’ambito di una serata  conviviale e musicale ,fatta presso il Circolo Anspi di Massa Martana,tra l’altro nella sera dell’8 marzo, in una occasione che simboleggia tematiche  importanti ma sicuramente  diverse ,ottenendo secondo me il risultato  di poter sminuire due eventi in un colpo solo.
Personalmente credo che la proposta  di consegnare tale riconoscimento ,avrebbe assunto un più alto valore civico se si fosse organizzato in Comune un  incontro istituzionale , esteso a tutti  gli operatori . Valore civico che sicuramente risulta attenuato,se il tutto viene invece inserito nell’ambito di  un evento ludico, creato magari  ad hoc per avere un minimo  di risonanza propagandistico amministrativa. Io penso che  è il portare avanti con passione e dedizione  un servizio sociale che dovrebbe essere già fonte di riconoscimento e soddisfazione non di certo  l’uso della  sua spettacolarizzazione. Devo ammettere che al riguardo, abbiamo certamente due sensibilità diverse.
Questo è quello che penso e  che mi sento di dire.
Alcini Mellito- Cittadino  Volontario della Protezione Civile

9 marzo 2012
Sul servizio di bus per l’Ospedale di Pantalla

L’ospedale comprensoriale non sembra proprio piacere all’attuale Amministrazione comunale tuderte. Dopo aver raggiunto l’accordo sul Modello Urbano di collegamento verso l’ospedale di Pantalla – che prevedeva un finanziamento della tratta Todi-Pantalla nella quota di due terzi da parte della Regione Umbria, e nel restante terzo dalla Provincia di Perugia (circa 20.000€) e la quota rimanente ripartito tra i Comuni della Media Valle del Tevere – oggi sembra prefigurarsi una sospensione del servizio a causa di una presunta impossibilità da parte del Comune di Todi di far fronte agli impegni economici presi. È una situazione assurda: come si può pensare di non mettere fra i capitoli di spesa del bilancio una questione così importante come l’erogazione del servizio pubblico di trasporto verso l’ospedale comprensoriale? Una grave dimenticanza o la solita stortura di naso dell’Amministrazione Comunale che ancora non digerisce proprio la nuova struttura ospedaliera? Resta il fatto che dei 7 Comuni della Media Valle del Tevere, secondo quanto è dato sapere, proprio il Comune sul cui suolo è situata la struttura ospedaliera non è riuscito a reperire fondi per consentire la continuità del servizio di trasporto pubblico. La domanda sorge spontanea: chi coprirà i costi dal prossimo 25 marzo? Questo fatto rappresenta l’ennesima caduta di stile da parte dell’Amministrazione Ruggiano che, incurante delle esigenze dei cittadini, continua a strombazzare proclami vuoti e promesse non mantenute.
Aria Nuova per Todi

8 marzo 2012
I poliziotti perugini attendono "al varco" i due sottosegretari in arrivo

L’apparato della sicurezza ha bisogno di nuove politiche finalizzate a garantire il massimo della sicurezza, ottimizzando al meglio le poche risorse economiche a disposizione e l’esiguo numero di uomini in servizio. Bisogna effettuare un’attenta, responsabile e coraggiosa rimodulazione e ridistribuzione delle risorse a disposizione delle Forze di Polizia in sintonia con i Corpi di Polizia Locali.
Non ci possiamo più permettere sovrapposizione, con dispendio di energie e di risorse umane, per il  controllo del territorio.
Vogliamo una soluzione subito. Troppo tempo e troppe parole si sono spese sino ad oggi sul problema della sicurezza per la città di Perugia. Bisogna avere il coraggio di adottare immediatamente politiche sulla sicurezza che siano operativamente efficienti ed efficaci.
Droga, prostituzione, alcolismo, bullismo, rapine ed aggressioni sono fenomeni sul territorio in aumento, evidentemente non sono state prese o adottate  soluzioni adeguate.
Non vogliamo militarizzare la città, ma certamente va garantito l’ordine sociale anche attraverso l’insegnamento nelle scuole e nelle famiglie. Investire sui giovani spiegando loro cosa è la droga e l’alcool, rende i giovani meno vulnerabili ed in termini concreti significa avere per i prossimi anni un decremento di gravi episodi di delinquenza.
Ci voleva il morto perché i vertici romani del Dipartimento della P.S. presso il Viminale venissero ad un tavolo presso la Prefettura di Perugia per dare il personale contributo al Coordinamento delle Forze di Polizia, al fine di trovare soluzioni più idonee anche in termini di rinforzi di uomini in divisa considerando che per gli ultimi 5000 poliziotti movimentati sul territorio nazionale solo meno di una decina sono stati trasferiti nell’ intera provincia di Perugia, senza considerare che circa 30 persone sono andate in pensione solo negli ultimi due anni.
L’UGL Polizia manifesta sabato mattina sotto la Prefettura dalle 9.30 per far sentire la voce di tanti colleghi che come tanti cittadini vogliono cambiare rotta in termini di sicurezza per vivere una città più serena e sicura
Segreteria regionale Ugl – Umbria

7 marzo 2012
Per un amico di nome Faustino

Bene. In uno spazio come quello dedicato a "Lettere e Interventi", sempre densamente popolato di posizioni contrapposte, espressioni di corrrenti politiche, lamentele, accuse, oggi voglio scrivere due parole per un mio amico di Marsciano: Fausto, o Faustino, come meglio conosciuto. Io sono di Terni, e sono arrivato a Marsciano nel 1986 per ragioni di lavoro.
Faustino è stato una delle prime persone che ho conosciuto e con il quale sono diventato amico;anzi lui è diventato mio amico, io ho solo dovuto adeguarmi.
Personaggio "strano" Faustino, quantomeno singolare con tutte le sue contraddizioni. Ingenuo, buono, qualche volta aggressivo quando veniva toccato in alcuni punti, un pò sprovveduto, un pò fuori dalla realtà, tanto che si è trovato spesso ad essere oggetto di scherzi da parte degli amici, e di scherno da parte dei sedicenti furbi del paese.
Spesso fregato, derubato per la sua ingeuità e fiducia nel prossimo, che lo portava ad incontrare e fidarsi di gente con poca vergogna, che da questi suoi lati "deboli" traeva profitto, vantandosene pure in qualche caso. Contraddittorio al punto di stupire, quanti chi pensando di trovarsi di fronte ad uno poco sveglio, poi scoprivano il suo talento, la sua preparazione pure tecnica e le sue competenze, verso quell’arte tramandata di famiglia, che è la fotografia. Distratto al punto di eseguire servizi fotografici, per poi accorgersi al momento dello sviluppo, di non aver inserito il rullino nella macchinetta; ma quando il rullino c’era dalle foto si sprigionava qualcosa in più: qualcosa che veniva dal suo spirito, dalla sua sensibiltà che gli facevano mettere quel punto in più.
Preparato dal punto di vista tecnico anche al giorno d’oggi con l’avvento del digitale. Si muoveva con disinvoltura tra tutti quei comandi, regolazioni, diaframmi ed altro, che per i furbi che si vantavano di deriderlo era neppure arabo. Appassionato di musica, quella buona che ha sempre voluto ascoltare con apparecchiature di buon livello, nonostante dovesse barcamenarsi per tirare avanti.
Bè oggi Faustino se ne è andato.
Se ne è andato in silenzio, senza clamore ed io ho un amico in meno. Penso che non sarò l’unico, ma condividerò questo stato con molte persone, compresi quelli che lo prendevano in giro e che ora che non c’è più e non lo vedranno più aggirasri nel paese con quella sua andatura particolare, con il suo bofonchiare, noteranno che le strade sono un pò più vuote anche per loro. Io sono contento ed orgoglioso per avermi concesso la possibilità di essere stato suo amico.
Ciao Fausto.
Un amico.

6 marzo 2012
A Massa Martana ci sono delle strade "esclusive"

Da cittadina del Comune di Massa Martana e, da residente della frazione di Villa San Faustino, sono profondamente indignata nei confronti di una situazione che si protrae da ormai quasi 3 anni. Sono a spiegare di seguito quanto accade: il 22 gennaio 2010 si è tenuta a Villa San Faustino di Massa Martana la cerimonia della “Posa della prima pietra” dello stabilimento di Archimede Solar Energy (società del Gruppo Angelantoni Industrie specializzata nella tecnologia solare termodinamica) e fin qui nulla da obiettare, anzi noi cittadini siamo tutti favorevoli alla nascita di questa “nuova” azienda che dovrebbe portare posti di lavoro e nuovi introiti su tutto il territorio comunale.
Quello che è discutibile e che porta discordia in tutta questa vicenda è la chiusura (con tanto di cancelli di ferro e recinzione esterna) della strada comunale e sottolineo comunale, che collega la piccola frazione di Villa San Faustino alle principali strade extraurbane (che possono essere la E45 o la strada provinciale che ci collega a Todi ed Acquasparta).Tengo a sottolineare che come tutte le frazioni di ogni territorio, la popolazione che vi abita, soprattutto nei mesi invernali, è spesso “isolata” al paese stesso in quanto vi sono pochissime motivazioni di attrattiva che possano portare afflusso di persone sul posto. Ma se a ciò aggiungiamo che la principale strada di accesso al paese viene chiusa senza la minima informazione nei confronti di chi ci vive_ in questo paese_, bè permettetemi di dire che qui la mancanza di qualcuno c’è stata e c’è tuttora.
Pertanto quando mi trovo a leggere in un articolo del tam tam di gennaio 2010 queste affermazioni da parte del nostro Sindaco: «I lavori di urbanizzazione e di realizzazione di questo polo energetico “verde”», «affidati ad un consorzio temporaneo di imprese, composto da Consystem Perugia e dalla ditta Varian srl di Gualdo Cattaneo, termineranno fra un anno” qualche piccolo dubbio a riguardo mi viene. E mi viene anche e soprattutto quando la Proloco della stessa Villa San Faustino, puntualmente ogni anno, chiede un incontro con il Sindaco stesso per poter capire come gestire la situazione in estate in vista della ormai famosa e pubblicizzata SAGRA DEL BUON MANGIARE, a cui accorrono migliaia di persone da tutta l’Umbria ed anche da fuori regione. Purtroppo le risposte sono sempre aleatorie, addirittura l’anno scorso è stata ripristinata dal Comune stesso, la Vecchia Via Flaminia chiamata “Strada del Pino” per poter far accedere le persone intervenute alla Sagra e non creare problemi di smaltimento traffico all’interno del paese.
Ringraziamo il Comune per la collaborazione, ma rimane sempre il problema non secondario che comunque la strada principale è chiusa e, non si capisce se e quando verrà riaperta, in quanto al momento i finanziamenti per completare la realizzazione degli spazi esterni sono bloccati. La mia domanda è questa: se è una strada comunale perché noi cittadini del comune non siamo mai stati interpellati sulla possibile chiusura di tale strada? Perché la strada prima è stata chiusa e poi ci siamo posti il problema di come accedere al paese con mezzi pensanti (es. autopompa dei vigili del fuoco se necessario) eventualmente vi si necessiti? Perché dopo 3 anni la strada è ancora chiusa e non si vede uno spiraglio che possa preludere una possibile riapertura? Mi auguro vivamente che qualcuno risponda alle domande che in tanti ci stiamo ponendo da troppo tempo.
Lettera firmata

5 marzo 2012
Ati ed Umbra Acque non sanno ancora di aver perso al referendum

I referendum dello scorso 12 e 13 giugno in questa regione continuano ad essere ignorati, così come vengono ignorate le numerose contestazioni delle fatture dell’acqua e le autoriduzioni di pagamento. Infatti già da novembre sono partiti i pagamenti ridotti del servizio idrico del 14,35 %, tale è il calcolo di remunerazione del capitale investito che incide sulla tariffa applicata da Umbra Acque.
Sempre più cittadini stanno aderendo alla campagna di obbedienza civile!
Infatti, come affermano Giuristi Costituzionalisti, il Referendum è immediatamente applicabile, dichiarato dalla Corte Costituzionale e da un Decreto del Presidente della Repubblica e, per questo, i contratti si debbono adeguare immediatamente ad esso, è per questo che nè l’Assemblea dei Sindaci, né Umbra Acque obbediscono alla legge, mentre lo fanno i singoli cittadini che si autoriducono la bolletta.
Anche per il 2012 quindi ci stiamo preparando a pagare la giusta tariffa dell’acqua, viste le recenti delibere delle Assemblee dei Sindaci, ad esempio, dell’ATI 1 e 2 che aumentano la tariffa oltre quella prevista come massima consentita dal piano d’ambito nonostante sia palese l’inefficienza del servizio e il mancato rispetto del piano degli investimenti.
Nel frattempo Umbra Acque continua a battere cassa per aumentare i profitti e coprire i costi della già dichiarata cattiva gestione, infatti l’Assemblea dei Sindaci delibera sui pozzi privati, imponendo l’installazione del contatore a carico dell’utente, la quota fissa e i canoni di depurazione e fognatura sui prelievi dal pozzo, anche se i privati utilizzano l’acqua per l’irrigazione!
L’ATI 3 prosegue con il nuovo piano tariffario (che ancora, nonostante le richieste, non è stato reso noto) comprensivo degli interessi per la bancabilità per accedere al project financing e consegnare definitivamente il servizio idrico nelle mani delle banche, e aumenta la tariffa di un ulteriore 6,55%.
Ben più originale è l’ATI 4 che, pur riconoscendo ufficialmente la validità dei referendum, mantiene inalterata la tariffa già prevista dal Piano d’Ambito. E oltre il danno (l’aumento varia dal 6,22 all’8% e oltre) la beffa, perché finge di azzerare la remunerazione del capitale investito (o si sono sbagliati a fare il conto?). E impugnano la sentenza del TAR Umbria che dichiarava illegittime le voci in tariffa relative ai mutui e agli interessi accesi per ripianare le perdite degli anni precedenti così che si perde ancora tempo in attesa della decisione del Consiglio di Stato.

Per informazioni contattare i referenti territoriali
 Alto Tevere Massimo 333 9102499- Provincia di Terni Oriana 349 3940084- Marsciano e dintorni Luca 347 4016101Gubbio Guendalina 3398641548  – Provincia di Perugia Michel 338 1912990 – Elisabetta 333 7826433
http://acquapubblica-umbria.noblogs.org/   e-mail acquapubblicapg@gmail.com
Il Comitato Umbro Acqua Pubblica

4 marzo 2012
Progetto helpdog: prima marciacorta contro le polpette avvelenate

Prima di tutto i dati: sette milioni sono le famiglie italiane che accudiscono un cane, in casa in giardino o in altri posti. E fin qui tutto bene o quasi. Meno bene per esempio se analizziamo il numero di strutture recettive disponibili all’accoglienza e, soprattutto, i casi di maltrattamento e abbandono. Secondo una indagine dell’AIDAA (associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente) ben 47000 sarebbe il numero   dei cani per così dire “non graditi”, uccisi dai loro padroni e signori (di cui, pensate, l’80% sono cuccioli e vengono eliminati per annegamento). Inoltre, per quanto concerne l’abbandono, solo nel nostro Comune  (dati Animal house-Agosto 2011) solo quello estivo ha riguardato 15 trovatelli e, durante la stagione venatoria, altri 15 tra segugi setter e breton, non giudicati efficaci nell’attività venatoria. Se consideriamo la strage quotidiana perpretata sulla E7 poi il numero dovrebbe purtroppo lievitare in misura considerevole.
I casi di maltrattamento riguardano invece soprattutto condizioni igienico-sanitarie del quotidiano, come cani tenuti a un metro di catena, esposti alle intemperie senza cucce adeguate e via dicendo.
Il fenomeno degli avvelenamenti è poi doppiamente inquietante, intanto perché è pratica oscena e poi perché è largamente sottovalutato. Esso si verifica nei centri abitati a causa, in genere, di dissidi condominiali o semplice intolleranza nei confronti dei piccoli animali, mentre nelle campagne tra febbraio e maggio quando viene illegalmente praticata la immissione sul terreno di cibi contaminati con esteri fosforici o altri veleni più difficilmente reperibili per eliminare i nocivi, soprattutto le volpi, nel momento cruciale del ripopolamento della selvaggina; ma ci sono segnalazioni dei Veterinari che affermano che ormai la pratica è estesa a tutti i periodi dell’anno, soprattutto nei terreni che, in qualche maniera, non vengono sottoposti ad attività venatoria ( bandite di caccia e parchi) e, ma questo è un dato che andrebbe verificato, nelle zone tartufaie.
Questo fenomeno, detto del “boccone avvelenato”, non venendo quasi mai denunciato per pigrizia o per quieto vivere, è, senza ombra di dubbio, come un reato sostanzialmente depenalizzato e arriva all’attenzione dei media solo in particolari situazioni, ad esempio se il padrone dell’ausiliare è in condizioni di farne materia per la stampa.
Per tutto ciò la nostra associazione, che si occupa di formazione, informazione e tutela della natura vuole mettere in piedi il Progetto di Qualità Helpdog.
Attraverso esso vorremmo anche, con trovate pubblicitarie, dimostrare che il cane, il nostro ausiliario, ha una sua dignità così grande che deve essere a tutti gli effetti considerato un attore, un protagonista della nostra quotidianità e come tale rispettato.
Gli obiettivi del progetto sono: informare i cittadini sulla conoscenza di questo problema e sensibilizzarli renderlo noto ogniqualvolta ne venissero a conoscenza; sensibilizzare le Forze dell’Ordine e le istituzioni ad elaborare e gestire un processo coordinato di prevenzione tramite una più accurata raccolta dei dati e un più incisivo processo di indagini, comprese quelle tossicologiche.
Tutti cani e i loro veri amici sono invitati alla Manifestazione "MARCIACORTA contro le polpette avvelenate", che si terrà il giorno 15 Aprile lungo  la strada che collega il parcheggio della piscina comunale di Todi al centro ippico Tashunka, con questi appuntamenti:
– ore 8, 30: firma “zampa del cane” per la fondazione della Repubblica canina di Todi.
– ore 10: partenza e marcia dei cani e dei loro veri amici.
– ore 11,30: arrivo presso Tashunka, ristoro e ripartenza.
Andrea Vannini – presidente "Terra di Confine"

2 marzo 2012
Il solito autolesionismo tuderte

Da qualche giorno è partito un attacco sconsiderato sull’ospedale e sui servizi sanitari nel nostro comune. Sono stati lanciati allarmi su fantomatici crolli di parti strutturali nel nuovo ospedale di Pantalla, quando in realtà sono state fatte cadere parti di un controsoffitto in cartongesso per riparare l’impianto di climatizzazione. L’attacco sconsiderato ha preso di mira anche le liste di attesa giudicate spropositate, questo è stato già smentito dalla ASL 2, certificando che i tempi sono nella norma.
Stamattina siamo arrivati all’apice dell’ipocrisia, quando solo una faccia di bronzo, anzi abbronzata di qualcuno del centrodestra, ha sparato sulla mancata apertura a febbraio dei servizi presso l’ex-ospedale di Porta Romana. Non si sono resi conto, tali personaggi, che l’inaugurazione si farà il 17 marzo? Si è posticipato di tanto?
Gli stessi soggetti poi, hanno bellamente glissato sul fatto che per quanto concerne l’intervento a carico del comune di Todi, non solo non si è fatto nulla, ma non se ne parla nemmeno più.
Ma l’attacco all’ospedale ed ai servizi sul territorio comunale non si ferma. Subdolamente si mettono in giro voci denigratorie che cercano di sminuire l’importanza della realizzazione del nuovo ospedale nel territorio tuderte. Ogni giorno cercano di trovare delle scuse per affossare la struttura ed i suoi operatori. La cosa più sconcertante è che tale attacco denigrante parta proprio da coloro che sono stati investiti, cinque anni fa, dell’onere di salvaguardare e far progredire la città di Todi.
Tutto ciò è vergognoso oltre che deleterio per la città stessa. Tutto questo lo stanno facendo a scopo elettorale. Tutto per puro sciacallaggio politico.
Non possiamo più tacere e sentiamo il bisogno di denunciare all’opinione pubblica tuderte la gravità di tali comportamenti, per i danni che stanno facendo all’intera comunità.
Siamo forse l’unico caso al mondo di una città che sparando su quei pochi servizi che sono ancora in vita nel proprio territorio, spara e fa del male a se stessa.
Come Partito Democratico, riteniamo, al di là delle convinzioni di parte, che tali comportamenti vergognosi, siano deleteri per Todi e per tutti i suoi cittadini. Crediamo semplicemente che la salvaguardia della salute e delle strutture preposte a questo, non è di destra o di sinistra, ma dovrebbe stare a cuore a tutti, in special modo a chi amministra la città.
Partito Democratico di Todi

2 marzo 2012
Lampade a led per i cimiteri

In questi tempi è molto forte l’esigenza di adoperarsi per cercare di ridurre i costi legati alla fornitura di energia elettrica. Proprio a questo scopo ho provveduto a presentare al Sindaco e all’Amministrazione comunale una mozione volta a promuovere la buona pratica del risparmio energetico coniugata alla tutela ambientale, attraverso l’adesione al progetto nazionale denominato “VotivA+”. Tale progetto prevede nei cimiteri comunali la sostituzione delle tradizionali lampade votive a incandescenza con lampade che sfruttano la tecnologia Led, specificamente concepite all’uso con un assorbimento bassissimo di 0,20 watt e particolarmente indicate anche in abbinamento ai pannelli fotovoltaici. Tale soluzione consentirebbe di risparmiare oltre il 90% dei consumi e ,di conseguenza, di abbattere sensibilmente i costi connessi all’illuminazione cimiteriale. Inoltre , grazie al programma di incentivazione nazionale per l’incremento dell’efficienza energetica negli usi finali dell’energia, l’installazione delle lampade a Led avviene gratuitamente e senza la necessità di predisporre alcun tipo di intervento sugli impianti preesistenti. L’adesione a tale progetto, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dello Sviluppo Economico in partenariato con la campagna europea See ( Sustainable Energy Europe) e il Patto dei Sindaci, comporta a vantaggio degli utenti un risparmio annuo stimato in circa 3,07€ ogni punto luce e un notevole risparmio sui costi legati alla manutenzione, infatti tale soluzione consente di ridurre di ben 25 volte le sostituzioni di lampade altrimenti necessarie. Auspico che l’Amministrazione Comunale non si lasci sfuggire quest’ occasione non solo per operare una riduzione dei costi a beneficio della cittadinanza, ma anche per il conseguimento del risparmio energetico e il contenimento della spesa a vantaggio dell’ambiente e della qualità della vita.
Cinzia Moriconi-consigliere comunale Fratta Todina

2 marzo 2012
Udc tuderte, la palla passi a ….. Leoni

Le parole con cui il Dott. Ottavio Nulli Pero è intervenuto nel dibattito cittadino non possono non aprire una profonda riflessione sulle dinamiche che stanno caratterizzando questo avvio di campagna elettorale tuderte. Nulli Pero scrive infatti con grande lungimiranza, responsabilità e senso delle istituzioni che non è disponibile a prestarsi ad operazioni volte a dividere. Al contrario che solo se si lavora per l’unità si fa fino in fondo l’interesse comune. Il senso alto di queste parole non esula dall’analisi del percorso che sta accompagnano il partito dell’Udc e attraverso esso una importante parte del mondo cattolico locale. Il progetto del segretario Leoni, volto a suggellare attraverso l’impegno dell’ex sindaco la strada dell’autonomia non puo’ non fare i conti con l’esempio offerto dallo stesso Nulli Pero.  E’ evidente che l’impegno e lo sforzo che a nome dell’Udc il Segretario Leoni ha rivolto ad un nostro autorevole concittadino fosse suffragato dalla stima, dall’analisi delle capacità e della credibilità in lui riconosciute. L’atto di lealtà con cui però Nulli Pero ha inteso affrontare tale impegno, merita il rispetto dell’intero Udc, in ogni sua componente, e ci induce a ragionare su un’altra via. Sarebbe ingeneroso, ma soprattutto inspiegabile al nostro elettorato la possibiltà di sostituire con leggerezza chi è stato protagonista di un lungo percorso e certamente di profonda valutazione. Chi come noi crede nella sacralità dell’individuo, nel rispetto delle sue sensibilità, non può che essere conseguentemente attento a non calpestare tali valori, incarnati in questa vicenda dall’ex sindaco del comune di Todi.  Il senso di responsabilità cui Nulli Pero ci richiama deve ricadere sull’intera dirigenza tuderte, ed in particolare sul segretario Leoni, deputato per ruolo ed autorevolezza a farsi garante dell’unità del partito. Riteniamo che tale atteggiamento percio’ debba prevedere da parte di noi tutti due atti di coerenza e serietà :
– il primo è l’impegno dell’intera dirigenza dell’Udc a spendersi con un  impegno diretto nella competizione elettorale. Cio’ a dimostrazione della volontà di dare al all’Unione di Centro forza e gambe per tornare protagonista nelle istituzioni.
– il secondo è quello di dar seguito con serenità ad un confronto politico programmatico con le forze che a Todi danno disponibilità a tale percorso, sulla base di un confronto progettuale che renda possibile la sintesi fra i nostri ideali e la futura azione amministrativa.
Siamo convinti che il nostro Segretario, sin dall’inizio impegnato a garantire l’unità del partito, saprà cogliere in questo elemento una fondamentale ed  ineludibile condizione per far  tornare l’Unione di centro protagonista della nostra città.
Nazzareno Menghini – UDC Assessore alle politiche sociali e sport

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