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Nota della Regione alle Autorità di Ambito umbre per dare seguito all’abrogazione della remunerazione del capitale investito dai gestori privati
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La Regione Umbria sta dando seguito a quanto emerso dai risultati  del referendum sull’acqua e che impediscono ai gestori il ricavo di utili, pari al 7 per cento, per la gestione”.
A renderlo noto è l’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti, comunicando che, anche in base alle motivazioni del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, “l’Assessorato ha inviato una nota alle Autorità di Ambito umbre per dare seguito all’abrogazione della remunerazione del capitale investito dai gestori privati, considerando che la tariffa idrica deve prevedere la sola copertura integrale dei costi del servizio e non altri oneri aggiuntivi”.

“Il ministro Clini – ha precisato Rometti –  ha anticipato che nel prossimo Decreto in materia è intenzione del Governo di individuare obiettivi sui livelli di qualità del servizio e definire strumenti di premialità e di sanzioni analoghi a quelli già applicati in campo elettrico”.
“La Regione Umbria – ha concluso l’assessore – proseguirà l’impegno per garantire sul suo territorio quanto stabilito in seguito al referendum in tutti i suoi aspetti e, relativamente ai punti non ancora ben definiti, verrà sollecitato il Governo in sede di Conferenza Stato-Regioni a emanare le norme necessarie”

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