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Un semplice e innovativo algoritmo diagnostico terapeutico disegna il percorso assistenziale che medici, e pazienti, devono seguire per prevenire e gestire il rischio cardiovascolare forte in Umbria; uno strumento che si rivolge sia al Medico di Medicina Generale che allo Specialista 
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Diabete, sindrome metabolica, colesterolo e ipertensione: sono i fattori di rischio killer del cuore.
In aumento nel nostro Paese,Umbria compresa, colpa delle cattive abitudini ma anche dell’aumentare dell’età media.
Eppure, nonostante il pericolo che rappresentano sono ancora trattate in modo inadeguato o addirittura non trattate.

Lo dicono le cifre del Progetto Cuore dell’Istituto Superiore di Sanità, lo sanno bene i medici. Cifre che dimostrano quanto importante ed urgente fosse la messa a punto della strategia del ‘tutti per uno’, un nuovo approccio che grazie a un semplice e innovativo algoritmo diagnostico terapeutico disegna il percorso assistenziale che medici, e pazienti, devono seguire per prevenire e gestire il rischio cardiovascolare.
Un modello unico nel suo genere, frutto della sintesi e dell’ottimizzazione delle Linee guida internazionali, messo a punto da un team multidisciplinare in rappresentanza di medici di medicina generale, cardiologi, diabetologi, internisti, nefrologi, farmacologi, farmacisti e associazioni di pazienti e condiviso da molte Società Scientifiche.

Al Centro – e dunque anche in Umbria- il  12% degli uomini e il 9% delle donne è diabetico, mentre il 9% degli uomini e il 7% delle donne è in una condizione border line (intolleranza al glucosio). Il 24% degli uomini e il 21% delle donne è affetto da sindrome metabolica. L’8% degli uomini diabetici è trattato in modo adeguato, il 14% in modo non adeguato e il 78% dichiara di non essere sottoposto ad alcun trattamento farmacologico.
L’8% delle donne diabetiche è trattato in modo adeguato, il 16% in modo non adeguato e il 76% dichiara di non essere sottoposto ad alcun trattamento farmacologico.

E poi c’è il colesterolo.
Nelle regioni del Centro, e quindi anche in Umbria, il 19% degli uomini e il 22% delle donne soffre di ipercolesterolemia, mentre il 37% degli uomini e delle donne è in una condizione border line.
Il 14% degli uomini con colesterolemia elevata è trattato in modo adeguato, il 7% in modo non adeguato e il 80% dichiara di non essere sottoposto ad alcun trattamento farmacologico.
Tra le donne con ipercolesterolemia appena il 7% è trattata in modo adeguato, il 4% in modo non adeguato e l’89% dichiara di non essere sottoposta ad alcun trattamento farmacologico.

Per quanto riguarda l’ipertensione nelle regioni del Centro, Umbria compresa, il 31% degli uomini e il 27% delle donne tra i 35 e i 74 anni è iperteso; il 18% degli uomini e il 12% delle donne è in una condizione border line.
Il 32% degli uomini ipertesi è trattato in modo adeguato, il 21% in modo non adeguato e il 47% dichiara di non essere sottoposto ad alcun trattamento farmacologico.
IIl 42% delle donne ipertese è trattato in modo adeguato, il 24% in modo non adeguato e il 34% dichiara di non essere sottoposto ad alcun trattamento farmacologico.

Ora anche in Umbria, dopo le terapie in associazione arriva la strategia del ‘tutti per uno’, un nuovo approccio che grazie a un semplice e innovativo algoritmo diagnostico terapeutico disegna il percorso assistenziale che medici, e pazienti, devono seguire per prevenire e gestire il rischio cardiovascolare.

Un algoritmo che vuole cambiare la situazione di una scarsa aderenza alle terapie ma anche di un approccio clinico spesso troppo superspecialistico, dal paziente sano, al paziente con ipercolesterolemia e ipertensione, fino a quello diabetico: passo dopo passo l’algoritmo in modo semplice e schematico segna il percorso da seguire, fissando obiettivi diagnostici e terapeutici.
Un percorso scientificamente dimostrato e trasversalmente condiviso, che pone il paziente al centro dell’approccio plurispecialistico per riconsegnare un quadro d’insieme che non permette sviste ed errori.
E che consentirà anche un notevole vantaggio per i conti in rosso della Sanità perché analisi mirate e farmaci appropriati comportano non solo maggiore aderenza alle terapie ma anche risparmi per la collettività.

E’ un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale che riassume, organizza e ottimizza tutte le linee guida internazionali sul rischio cardiovascolare-metabolico.- spiega Ezio Degli Esposti, medico nefrologo di Ravenna e parte del team che ha messo a punto l’algoritmo – Un filo rosso che passo dopo passo, schematizza le azioni diagnostiche e terapeutiche da mettere in atto a partire dal primo approccio del paziente. Un algoritmo e tre livelli di azione: il soggetto sano, il soggetto con almeno un fattore di rischio cardiovascolare, il soggetto con diabete mellito… L’algoritmo nasce all’insegna dello slogan ‘Tutti per uno”: ovvero tutti gli specialisti al servizio di un unico obiettivo, il paziente. L’adozione dell’algoritmo agisce su più fronti.”

Il paziente al centro e gli specialisti che gli ruotano intorno. Un approccio solo apparentemente semplice ma, in realtà, molto articolato- dice Maria Grazia Modena Direttore della Cattedra di Cardiologia all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, segretario del board scientifico dell’algoritmo”… “Noi Cardiologi abbiamo fino ad ora praticato una medicina riparativa, ottenendo traguardi impensabili, ma con questo abbiamo creato una generazione di anziani con insufficienza cardiaca, che è una via di non ritorno, con enormi conseguenze in termini di costi sanitari e sociali.
Cardiopatie, vasculopatie, diabete e insufficienza renale rappresentano il quartetto fatale di questa tappa di condizione end-stage.
E’ tempo di unire le forze in team multidisciplinari per operare una medicina preventiva che ha un impatto su tutte queste condizioni.
Da non dimenticare, infatti, che tutte condividono un background comune in termini di fattori di rischio che intervengono moltiplicandosi agendo su un pabulum comune, ossia l’aterosclerosi, fenomeno spontaneo di invecchiamento.
L’algoritmo è uno strumento importantissimo, da non confondere con la carta del rischio cardiovascolare che è sempre di grande valenza ma è più statica.
L’algoritmo non è una carta del rischio ma una carta di intervento e ha una visione dinamica anche in prospettiva.
E’ uno strumento che si rivolge al Medico di Medicina Generale come allo Specialista."

 

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