“Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia”. Così la descriveva Helmut Newton e così la rappresenta Carlo Rocchi Bilancini nel suo libro fotografico “Pesci fuor d’acqua” (Skira editore).
L’idea è stata quella di rappresentare persone note e meno note, giovani e anziane, diverse insomma sotto molti punti di vista, ma tutte immerse in piscina.
Nell’intervista di Federico Sardella a Carlo Rocchi Bilancini che apre il libro, si legge che l’obiettivo di questi scatti era anche rievocare l’immagine di Anita Ekberg, che l’autore ha conosciuto e fotografato di recente per il magazine svedese “Queen”, immersa nella fontana di Trevi.
Sfogliando le pagine si ammirano volti tuderti e no, uomini e donne. Si va dalla nobildonna alla locandiera, dal maestro di kenjutsu-battodo all’allevatore, alla traduttrice, all’insegnante, alla restauratrice.
“Per me – scrive Carlo Rocchi Bilancini – fare un ritratto non è solamente questione di inquadratura. Considero indispensabile creare un legame tra me e la persona che fotografo”.
In “Pesci fuor d’acqua” vi sono diversi gruppi di fotografie: alcune di personaggi, seppur vestiti e ingioiellati, immersi in piscina “in posa”, altre più dinamiche in cui al personaggio sono affiancati degli oggetti che aiutano a interpretare la foto. “Qualche volta – afferma Bilancini in prefazione – mi sono comportato come se avessi dovuto allestire un set cinematografico”. Il “regista” di questo libro, che ha iniziato a fotografare dopo aver conosciuto il fotogiornalista di Life Enrico Sarsini, ha affermato di aver voluto catturare le variazioni, i riflessi e i giochi di luce dell’acqua.
“Carlo Rocchi Bilancini – scrive Antonia Mulas – ha fotografato i suoi personaggi, che ha immerso, vestiti, nel liquido celeste, e li ha glorificati di geometrie, di movimenti di tessuti e di sorrisi un po’ timidi e un po’ frastornati”.
Il libro – che inizia oltre che con l’intervista all’autore con il commento della Mulas, di Malcolm Bull e di Brian O’Doherty – è di quelli piacevoli da sfogliare e guardare.
- Redazione
- 31 Marzo 2012












