Con una accorata lettera alla nostra redazione, alcuni cittadini, esprimono tutta la preoccupazione dei tremila abitanti di Monte Molino, Monte Castello di Vibio e Fratta Todina per l’improvvisa delibera della Provincia con la quale si prevede la chiusura del ponte sul Tevere all’altezza di Monte Molino, per consentire l’effettuazione dei lavori di consolidamento.
Riguardo alla delibera sono trapelate solo poche notizie. Si sa solo che l’appalto è stato fissato in 700 mila euro ed i lavori sono fissati nel periodo estivo, giugno luglio e agosto.
Un’assemblea con più di cento cittadini è valsa solo a sapere che tale delibera è stata presa all’insaputa di tutti, tanto che nemmeno i sindaci di Monte Castello e Fatta Todina, sembra ne siano stati consultati e informati prima.
“Per la nostra Provincia siamo ancora tutti sudditi, non cittadini di una Democrazia” scrivono i cittadini di Fratta e Monte Castello.
Per questi cittadini, la decisione di chiusura del ponte, rappresenterebbe un vero disastro: “Per Monte Castello è la chiusura della stagione turistica, fonte principale delle risorse del paese, con il suo teatro e i molti agriturismo; per Fratta Todina il blocco dell’attività agricole e industriali proprio nel periodo di maggior lavoro.
L’attuale ponte sul Tevere ha come unica alternativa la strada che dalla via tuderte porta a Cecanibbi, di qui a Pian di san Martino, poi Ponterio dove posso ritrovare la E45. È una strada quasi interamente in terra battuta, colma di buche e dossi, in molti tratti percorribile da una sola macchina, impraticabile per mezzi pesanti”.
L’altro aspetto estremamente penalizzante è la raggiungibilità del nuovo Ospedale di Pantalla “che diventerà accessibile solo a costo di un lungo e tormentato percorso, ridicolizzando il pronto soccorso e il reparto della dialisi con i suoi sessanta pazienti che ogni giorno la frequentano.
Abbiamo costituito un comitato di cittadini che organizzerà la protesta e individuerà le possibili soluzioni che allevino il disagio. Prima di tutto vogliamo sapere quale penale è stata prevista per il ritardo dei lavori, perchè è ben noto il sistema: si vince la gara con un forte ribasso, poi si scopre la necessità di nuovi lavori e raddoppia la spesa, nonchè il tempo dell’opera. E questo è un rischio che non vogliamo assolutamente correre”.
Una nuova assemblea pubblica è prevista per il 27 aprile presso la sala multimediale di Fratta Todina, per discutere sulla questione.
La chiusura del ponte rappresenterebbe senza dubbio un grosso problema per l’economia di quell’area, con un intero territorio che verrebbe tagliato fuori dalla comunicazione con Todi e l’accesso alla superstrada E45. Certo è che i lavori sul ponte adranno prima o poi fatti, ma si deve trovare una soluzione (intervenendo magari prima su un lato e poi sull’altro, mantendo una corsia di percorrenza), affinchè si possano garantire quantomeno i collegamenti minimi.









