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	Commenti a: Il tributo di Todi alla tragedia del Vignola	</title>
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	<description>Mensile free press e quotidiano online</description>
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		<title>
		Di: Fausto		</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2012/05/02/il-tributo-di-todi-alla-tragedia-del-vignola/#comment-2862</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fausto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 May 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Posso capire per molti aspetti la voglia di &quot;dimenticare&quot;. Parlare di una tragedia non piace. Forse allontana anche turisti e crea un&#039;immagine ambigua. Però il rispetto, la memoria di chi ha sofferto non hanno prezzo. E poi PARLARE SIGNIFICA PREVENIRE. Va ricordata la scelta SCELLERATA di tessuti che prendevano fuoco e buttavano fumo, la scelta di mascherare vie di fuga come finestre o porte, la scelta di dotare di posacenere tutti gli stand, la scelta di non dotare gli ambienti di estintori, la scelta di........ Vi assicuro che ancora oggi si litiga su queste scelte, nonostante le normative per fortuna molto più rigide di 30 anni fa. Lavoro quotidianamente su questi fronti. Iniziative splendide come queste servono per tentare di modificare mentalità, pigrizie, convenienze. Vi scongiuro, parliamone. Non serve accusare, serve cercare di capire e PREVENIRE. Non vorrei rischiare ancora la pelle. Non vorrei rischiare ancora di raccogliere corpi. Come a Todi in una giornata di festa e di svago il 25 Aprile 1982.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posso capire per molti aspetti la voglia di &#8220;dimenticare&#8221;. Parlare di una tragedia non piace. Forse allontana anche turisti e crea un&#8217;immagine ambigua. Però il rispetto, la memoria di chi ha sofferto non hanno prezzo. E poi PARLARE SIGNIFICA PREVENIRE. Va ricordata la scelta SCELLERATA di tessuti che prendevano fuoco e buttavano fumo, la scelta di mascherare vie di fuga come finestre o porte, la scelta di dotare di posacenere tutti gli stand, la scelta di non dotare gli ambienti di estintori, la scelta di&#8230;&#8230;.. Vi assicuro che ancora oggi si litiga su queste scelte, nonostante le normative per fortuna molto più rigide di 30 anni fa. Lavoro quotidianamente su questi fronti. Iniziative splendide come queste servono per tentare di modificare mentalità, pigrizie, convenienze. Vi scongiuro, parliamone. Non serve accusare, serve cercare di capire e PREVENIRE. Non vorrei rischiare ancora la pelle. Non vorrei rischiare ancora di raccogliere corpi. Come a Todi in una giornata di festa e di svago il 25 Aprile 1982.</p>
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		<title>
		Di: Lilla		</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2012/05/02/il-tributo-di-todi-alla-tragedia-del-vignola/#comment-2859</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;All’epoca dei fatti, io mi trovavo già a Palermo, dopo aver trascorso a Todi con mio marito ed i figlioli le ricorrenze pasquali.
Mi trovavo in casa di amici quella maledetta domenica, e non mi fecero vedere le immagini che già trasmetteva il Tg, loro si impegnarono per farmi arrivare a Todi nel più breve tempo possibile cercandomi 3 posti con il primo volo disponibile per Roma, dove avrei lasciato i miei bambini dai nonni e proseguito  per Todi in macchina con i parenti.
Quel montaggio di immagini, proposto all&#039;inizio della presentazione, per me inedito, doloroso ma cosi delicato, la musica cosi soave e penetrante, mi hanno riaperto la vecchia ferita, ma il pianto stesso mi ha come lavato il cuore da qualche residuo di rabbia che ancora vi albergava. Rivedere che tutti hanno cercato di dare una mano, l’intervento dei signori Tempesta mi ha ulteriormente emozionato come pure rivedere il sorriso di Tessa della quale avevo sentito tanto parlare da Marta.
Quando sono uscita ho fatto un giro nel Duomo, che stranamente ricordavo immenso, sono stata sotto la finestra che ben ricordavo e poi in grande serenità mi sono avviata a riprendere la mia vetturetta parcheggiata giù agli ascensori.
E’ con grande grande affetto e gratitudine per il grandissimo e delicato lavoro svolto  con tanta meticolosità (ho letto già molte pagine con grande interesse)... “Brucia il Vignola”  e con lui sono bruciati tantissimi affetti ed oggi è come bruciata la rabbia che avevo sopita... è la Vita! ...  toglie e Dà! Grazie!&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;All’epoca dei fatti, io mi trovavo già a Palermo, dopo aver trascorso a Todi con mio marito ed i figlioli le ricorrenze pasquali.<br />
Mi trovavo in casa di amici quella maledetta domenica, e non mi fecero vedere le immagini che già trasmetteva il Tg, loro si impegnarono per farmi arrivare a Todi nel più breve tempo possibile cercandomi 3 posti con il primo volo disponibile per Roma, dove avrei lasciato i miei bambini dai nonni e proseguito  per Todi in macchina con i parenti.<br />
Quel montaggio di immagini, proposto all&#8217;inizio della presentazione, per me inedito, doloroso ma cosi delicato, la musica cosi soave e penetrante, mi hanno riaperto la vecchia ferita, ma il pianto stesso mi ha come lavato il cuore da qualche residuo di rabbia che ancora vi albergava. Rivedere che tutti hanno cercato di dare una mano, l’intervento dei signori Tempesta mi ha ulteriormente emozionato come pure rivedere il sorriso di Tessa della quale avevo sentito tanto parlare da Marta.<br />
Quando sono uscita ho fatto un giro nel Duomo, che stranamente ricordavo immenso, sono stata sotto la finestra che ben ricordavo e poi in grande serenità mi sono avviata a riprendere la mia vetturetta parcheggiata giù agli ascensori.<br />
E’ con grande grande affetto e gratitudine per il grandissimo e delicato lavoro svolto  con tanta meticolosità (ho letto già molte pagine con grande interesse)&#8230; “Brucia il Vignola”  e con lui sono bruciati tantissimi affetti ed oggi è come bruciata la rabbia che avevo sopita&#8230; è la Vita! &#8230;  toglie e Dà! Grazie!&#8221;</p>
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		<title>
		Di: Maila Orazi		</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2012/05/02/il-tributo-di-todi-alla-tragedia-del-vignola/#comment-2861</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maila Orazi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’Italia è uno stranissimo paese in cui le vittime delle stragi assumono fin da subito la veste di “poveri disgraziati da compatire” poiché “la sorte”, mai la volontà degli uomini, ha riservato loro una situazione tragica e che, perciò debbono aspettare “con rassegnazione”, come scrisse testualmente il vescovo di Todi il giorno dopo, che qualcuno sulla terra si degni di accordare loro una qualche forma di giustizia .
Per PIETA’ non per DIRITTO. 
L’andare del tempo e la giustizia italiana li trasformano poi, lentamente, da vittime IN COLPEVOLI, e questo perché, nel passare dei decenni, rimangono l’unico “termine” certo della questione.
Tutto il resto, che spesso è EVIDENTE a ogni persona di buon senso diviene “opinabile” e si confonde in  un nauseante marasma di parole, di scuse, di sfumature concettuali, grazie all’abilità dei mestieranti addetti ai lavori.
Di conseguenza elementi fondamentali e inconfutabili, che dimostrano in maniera plateale, la mancanza più totale di prudenza e di considerazione per il rischio di distruggere vite umane come, nel  nostro caso:
- uscite di sicurezza e finestre sbarrate invece che aperte, un allestimento colpevole che le nascondeva agli occhi di chiunque con  tendaggi infiammabili, la mancanza di estintori e tanto altro perdono di consistenza e di peso e, puntualmente, non vengono ricondotti ad alcuna responsabilità.
Queste le uniche certezze... dopo 30 anni. Insieme solo ad un’altra, cioè che quel giorno di 30 anni fa le fiamme del Vignola hanno bruciato 35 vite umane, i loro affetti, i loro progetti, i loro sogni. E ne hanno cambiato per sempre decine di altre.
Ma tutto questo agli occhi dello stato, delle istituzioni e delle persone che le incarnano semplicemente….. NON CONTA, NON HA VALORE, NE’ ALCUN PREZZO, poiché tutti sappiamo quanto le vite umane e le indicibili sofferenze dei superstiti siano state, appunto, valutate.
Tutto quello che è successo dopo l’incendio, cioè 30 anni di iter giuridico, non solo ci ha negato un risarcimento che ogni persona normale, senza competenze legali, ma solo dotata di naturale umanità, avrebbe ritenuto doveroso, ma quel che è peggio ci ha UMILIATO. Ha negato DIGNITA’ alle nostre sofferenze e al dolore immenso di chi, là dentro, ha perso persone che amava. Cose di poco conto.
Noi siamo stati i soli colpevoli di esserci trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Peggio per noi.
E tutti abbiamo dovuto arrangiarci, aiutati solo dall’amore di familiari e degli amici.
Siamo stati lasciati soli da tutti gli altri.
- Dagli organizzatori, troppo occupati a trovarsi un ruolo quanto più possibile defilato e che per primi, nella maggior parte dei casi, si sono assolti da ogni colpa, lavando la propria coscienza con non riesco ad immaginare quali argomenti...
Dallo stato, dalla sua classe politica e da tutte le sue istituzioni che si sono sottratte abilmente ad ogni responsabilità; non solo quelle GRAVISSIME dei mancati controlli, ma anche quelle di ASSISTENZA E SUPPORTO AD UN GRUPPO DI SUOI CITTADINI CHE, SENZA ALCUNA COLPA, SI SONO TROVATI COINVOLTI IN UNA SPAVENTOSA TRAGEDIA.
In tal senso voglio aprire una parentesi di eccezione  solo per il Comune di Todi, in qualche misura vicino alla mia famiglia nella persona dell’allora vice-sindaco Gonnellini.
Questa è probabilmente l’ultima occasione, di cui voglio ringraziare immensamente MASSIMO ROCCHI BILANCINI, che noi superstiti del rogo di Todi abbiamo per dismettere i panni di  “vittime rassegnate” e GRIDARE, invece al mondo TUTTA LA NOSTRA RABBIA E IL NOSTRO DISGUSTO per come siamo state trattate, non potendo non pensare che tutte le vittime delle stragi in Italia vengono trattate più o meno nello stesso modo e che è tempo di cambiare totalmente tutto questo.
Le vittime sono le uniche su cui ricade sempre e  comunque la colpa di avere sperato in una giustizia equa, che solo facendo il suo corso naturale avrebbe dovuto portare al riconoscimento della loro dignità e al loro giusto risarcimento, poca cosa comunque di fronte alla morte, ma CHE AVREBBE INVECE FATTO LA DIFFERENZA nella vita dei superstiti.
Sia chiaro: questo è un vero e proprio ATTO DI ACCUSA, senza appello, senza buonismi e senza ambiguità, di esseri umani che hanno sofferto immensamente e tutt’ora soffrono le conseguenze del rogo di Todi verso altri esseri umani che sanno di essere colpevoli, a vario titolo, perché avrebbero non solo dovuto, ma, quel che è più grave, AVREBBERO POTUTO FARE DI PIU’ PER TUTTI NOI, PRIMA E DOPO L’INCENDIO. M A  N O N  L’ H A N N O  F A T T O.
A chi, invece non aveva doveri, ai soccorritori improvvisati e agli altri, ai cittadini tuderti che in questi anni, a titolo del tutto personale, ci hanno espresso la propria vicinanza, a MASSIMO ROCCHI BILANCINI E A TUTTI I SUOI COLLABORATORI,   RIVOLGO, UN GRAZIE dal profondo del cuore, anche perché, a mio modo di sentire, il loro lavoro ha il sapore di un gesto di omaggio e di riconciliazione di questa comunità verso i testimoni di quella tragedia, che, da troppo tempo, attendevano almeno questo.
Maila Orazi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia è uno stranissimo paese in cui le vittime delle stragi assumono fin da subito la veste di “poveri disgraziati da compatire” poiché “la sorte”, mai la volontà degli uomini, ha riservato loro una situazione tragica e che, perciò debbono aspettare “con rassegnazione”, come scrisse testualmente il vescovo di Todi il giorno dopo, che qualcuno sulla terra si degni di accordare loro una qualche forma di giustizia .<br />
Per PIETA’ non per DIRITTO.<br />
L’andare del tempo e la giustizia italiana li trasformano poi, lentamente, da vittime IN COLPEVOLI, e questo perché, nel passare dei decenni, rimangono l’unico “termine” certo della questione.<br />
Tutto il resto, che spesso è EVIDENTE a ogni persona di buon senso diviene “opinabile” e si confonde in  un nauseante marasma di parole, di scuse, di sfumature concettuali, grazie all’abilità dei mestieranti addetti ai lavori.<br />
Di conseguenza elementi fondamentali e inconfutabili, che dimostrano in maniera plateale, la mancanza più totale di prudenza e di considerazione per il rischio di distruggere vite umane come, nel  nostro caso:<br />
&#8211; uscite di sicurezza e finestre sbarrate invece che aperte, un allestimento colpevole che le nascondeva agli occhi di chiunque con  tendaggi infiammabili, la mancanza di estintori e tanto altro perdono di consistenza e di peso e, puntualmente, non vengono ricondotti ad alcuna responsabilità.<br />
Queste le uniche certezze&#8230; dopo 30 anni. Insieme solo ad un’altra, cioè che quel giorno di 30 anni fa le fiamme del Vignola hanno bruciato 35 vite umane, i loro affetti, i loro progetti, i loro sogni. E ne hanno cambiato per sempre decine di altre.<br />
Ma tutto questo agli occhi dello stato, delle istituzioni e delle persone che le incarnano semplicemente….. NON CONTA, NON HA VALORE, NE’ ALCUN PREZZO, poiché tutti sappiamo quanto le vite umane e le indicibili sofferenze dei superstiti siano state, appunto, valutate.<br />
Tutto quello che è successo dopo l’incendio, cioè 30 anni di iter giuridico, non solo ci ha negato un risarcimento che ogni persona normale, senza competenze legali, ma solo dotata di naturale umanità, avrebbe ritenuto doveroso, ma quel che è peggio ci ha UMILIATO. Ha negato DIGNITA’ alle nostre sofferenze e al dolore immenso di chi, là dentro, ha perso persone che amava. Cose di poco conto.<br />
Noi siamo stati i soli colpevoli di esserci trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Peggio per noi.<br />
E tutti abbiamo dovuto arrangiarci, aiutati solo dall’amore di familiari e degli amici.<br />
Siamo stati lasciati soli da tutti gli altri.<br />
&#8211; Dagli organizzatori, troppo occupati a trovarsi un ruolo quanto più possibile defilato e che per primi, nella maggior parte dei casi, si sono assolti da ogni colpa, lavando la propria coscienza con non riesco ad immaginare quali argomenti&#8230;<br />
Dallo stato, dalla sua classe politica e da tutte le sue istituzioni che si sono sottratte abilmente ad ogni responsabilità; non solo quelle GRAVISSIME dei mancati controlli, ma anche quelle di ASSISTENZA E SUPPORTO AD UN GRUPPO DI SUOI CITTADINI CHE, SENZA ALCUNA COLPA, SI SONO TROVATI COINVOLTI IN UNA SPAVENTOSA TRAGEDIA.<br />
In tal senso voglio aprire una parentesi di eccezione  solo per il Comune di Todi, in qualche misura vicino alla mia famiglia nella persona dell’allora vice-sindaco Gonnellini.<br />
Questa è probabilmente l’ultima occasione, di cui voglio ringraziare immensamente MASSIMO ROCCHI BILANCINI, che noi superstiti del rogo di Todi abbiamo per dismettere i panni di  “vittime rassegnate” e GRIDARE, invece al mondo TUTTA LA NOSTRA RABBIA E IL NOSTRO DISGUSTO per come siamo state trattate, non potendo non pensare che tutte le vittime delle stragi in Italia vengono trattate più o meno nello stesso modo e che è tempo di cambiare totalmente tutto questo.<br />
Le vittime sono le uniche su cui ricade sempre e  comunque la colpa di avere sperato in una giustizia equa, che solo facendo il suo corso naturale avrebbe dovuto portare al riconoscimento della loro dignità e al loro giusto risarcimento, poca cosa comunque di fronte alla morte, ma CHE AVREBBE INVECE FATTO LA DIFFERENZA nella vita dei superstiti.<br />
Sia chiaro: questo è un vero e proprio ATTO DI ACCUSA, senza appello, senza buonismi e senza ambiguità, di esseri umani che hanno sofferto immensamente e tutt’ora soffrono le conseguenze del rogo di Todi verso altri esseri umani che sanno di essere colpevoli, a vario titolo, perché avrebbero non solo dovuto, ma, quel che è più grave, AVREBBERO POTUTO FARE DI PIU’ PER TUTTI NOI, PRIMA E DOPO L’INCENDIO. M A  N O N  L’ H A N N O  F A T T O.<br />
A chi, invece non aveva doveri, ai soccorritori improvvisati e agli altri, ai cittadini tuderti che in questi anni, a titolo del tutto personale, ci hanno espresso la propria vicinanza, a MASSIMO ROCCHI BILANCINI E A TUTTI I SUOI COLLABORATORI,   RIVOLGO, UN GRAZIE dal profondo del cuore, anche perché, a mio modo di sentire, il loro lavoro ha il sapore di un gesto di omaggio e di riconciliazione di questa comunità verso i testimoni di quella tragedia, che, da troppo tempo, attendevano almeno questo.<br />
Maila Orazi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Roberta		</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2012/05/02/il-tributo-di-todi-alla-tragedia-del-vignola/#comment-2852</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Complimenti per la pubblicazione, per come è strutturata e per le scritture private. Splendide anche letterariamente! Ma aver organizzato la disvelatio e l&#039;outing di ieri, aver evocato quei sentimenti in sala è stato altrettanto importante&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Complimenti per la pubblicazione, per come è strutturata e per le scritture private. Splendide anche letterariamente! Ma aver organizzato la disvelatio e l&#8217;outing di ieri, aver evocato quei sentimenti in sala è stato altrettanto importante&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Sergio		</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2012/05/02/il-tributo-di-todi-alla-tragedia-del-vignola/#comment-2853</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Un libro terapeutico per molti, necessario&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Un libro terapeutico per molti, necessario&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fausto		</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2012/05/02/il-tributo-di-todi-alla-tragedia-del-vignola/#comment-2854</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fausto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Mai come in questi giorni ho gli occhi lucidi. Ma non provo imbarazzo. Ho rivisto i Tempesta e Tessa.
Sopra quel camion ci ho passato almeno mezz’ora dopo la discesa a comporre la scala, a prendere “a braccia” chi scendeva quasi a precipizio. Col Sig. Vieri, con altri sconosciuti, ho condiviso tutte le angosce. Abbiamo puntato i piedi perché le scale scivolavano, siamo saliti a lanciare le corde. Mi riconosco nel ragazzo coi jeans e maglione marrone delle figg. 104, 107, e in chissà quante altre. Non ho neanche mai cercato il minimo risarcimento, felicissimo di aver “portato a casa” la pelle. Todi e il “Vignola” sono diventati per me quasi una personale “Lourdes” dove appena posso transito e sosto in raccoglimento.
Si, penso che la Città debba purtroppo ancora elaborare il lutto. Ma penso che qualche passo avanti forse si è visto, e cerco di spiegare cosa ho percepito. Ieri quando è stato chiamato Tempesta e il figlio mi sono reso conto che ero quasi da solo a tributare un tifo da stadio. Ero quasi in imbarazzo…..
Mi sarei aspettato invece un applauso così forte da far crollare le volte della Sala del Consiglio, con tutta la gente in piedi! Forse, si, magari dai più giovani non era conosciuto. In ogni caso, alla fine la differenza si è sentita.
E’ poco, è qualcosa. E’ indubbiamente merito vostro.Grazie di tutto. Emozioni e riconoscenza non hanno prezzo&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mai come in questi giorni ho gli occhi lucidi. Ma non provo imbarazzo. Ho rivisto i Tempesta e Tessa.<br />
Sopra quel camion ci ho passato almeno mezz’ora dopo la discesa a comporre la scala, a prendere “a braccia” chi scendeva quasi a precipizio. Col Sig. Vieri, con altri sconosciuti, ho condiviso tutte le angosce. Abbiamo puntato i piedi perché le scale scivolavano, siamo saliti a lanciare le corde. Mi riconosco nel ragazzo coi jeans e maglione marrone delle figg. 104, 107, e in chissà quante altre. Non ho neanche mai cercato il minimo risarcimento, felicissimo di aver “portato a casa” la pelle. Todi e il “Vignola” sono diventati per me quasi una personale “Lourdes” dove appena posso transito e sosto in raccoglimento.<br />
Si, penso che la Città debba purtroppo ancora elaborare il lutto. Ma penso che qualche passo avanti forse si è visto, e cerco di spiegare cosa ho percepito. Ieri quando è stato chiamato Tempesta e il figlio mi sono reso conto che ero quasi da solo a tributare un tifo da stadio. Ero quasi in imbarazzo…..<br />
Mi sarei aspettato invece un applauso così forte da far crollare le volte della Sala del Consiglio, con tutta la gente in piedi! Forse, si, magari dai più giovani non era conosciuto. In ogni caso, alla fine la differenza si è sentita.<br />
E’ poco, è qualcosa. E’ indubbiamente merito vostro.Grazie di tutto. Emozioni e riconoscenza non hanno prezzo&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2012/05/02/il-tributo-di-todi-alla-tragedia-del-vignola/#comment-2855</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.iltamtam.it/?p=26580#comment-2855</guid>

					<description><![CDATA[&quot;Ringrazio per la serata veramente emozionante grazie ad un libro che sicuramente mancava alla nostra città. E&#039; stato emozionante e commovente. Avrei voluto intervenire, ma c&#039;erano in sala persone che ne avevano molto più diritto di me. Mi ricordo quel giorno come fosse oggi. Venivo da un giro in bicicletta e da lontano vedevo quel fumo alzarsi dietro il Duomo. Non appena ho saputo, ho inforcato la mia vecchia Vespa e sono salito per il Mercataccio. Lì ho trovato alcune persone che ci hanno chiesto di portare dei rotoli di manichette al Vignola perchè non bastavano quelle che già c&#039;erano. Siamo corsi su insieme ad altre persone con la speranza di poter aiutare qualcuno. La scena che trovammo era così drammatica che non riuscii a tirare fuori la mia Pentax per fare nemmeno una foto. Mi sembrava irrispettoso.
Erano più o meno le 12. Quando riguardai l&#039;orologio la seconda volta, mi accorsi che erano ormai le 16.40. Non me n&#039;ero nemmeno accorto. Vedere un vecchio camion arrivare stracolmo di bare è stato veramente devastante. Per anni facevo un sogno drammatico e vedevo di lontano Todi crollare. Solo quando capii che era la rievocazione di quel giorno, smisi di farlo.
Sarei voluto intervenire, per ricordare anche chi, in quel giorno svolse un gran lavoro di raccordo fra le famiglie e le vittime ed i feriti ricoverati all&#039;ospedale: Piero Natili, che si piazzò presso il bar davanti all&#039;Ospedale di Todi e, dal telefono pubblico del bar a scatti, chiamò migliaia di persone e rispose a migliaia di persone che chiedevano e volevano notizie di parenti amici e quanti temevano avessero subito danni in quella tragedia.
Ultima cosa, avrei voluto dare l&#039;interpretazione a quella sorta di rimozione di quella tragedia da parte della città. Secondo me è soltanto avvenuto ciò che accadde in piazza quel giorno, ai funerali, alla proiezione delle immagini ieri sera alla Sala del Consiglio: silenzio, solo un rispettoso silenzio davanti ad una tragedia inaspettata, ingiusta e così drammatica. Todi ha soltanto chiesto in questi anni di rielaborare quel lutto. Grazie all&#039;autore di &quot;Brucia il Vignola&quot;, che era a quel tempo solo un bambino, c&#039;è riuscita e gliene siamo grati&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ringrazio per la serata veramente emozionante grazie ad un libro che sicuramente mancava alla nostra città. E&#8217; stato emozionante e commovente. Avrei voluto intervenire, ma c&#8217;erano in sala persone che ne avevano molto più diritto di me. Mi ricordo quel giorno come fosse oggi. Venivo da un giro in bicicletta e da lontano vedevo quel fumo alzarsi dietro il Duomo. Non appena ho saputo, ho inforcato la mia vecchia Vespa e sono salito per il Mercataccio. Lì ho trovato alcune persone che ci hanno chiesto di portare dei rotoli di manichette al Vignola perchè non bastavano quelle che già c&#8217;erano. Siamo corsi su insieme ad altre persone con la speranza di poter aiutare qualcuno. La scena che trovammo era così drammatica che non riuscii a tirare fuori la mia Pentax per fare nemmeno una foto. Mi sembrava irrispettoso.<br />
Erano più o meno le 12. Quando riguardai l&#8217;orologio la seconda volta, mi accorsi che erano ormai le 16.40. Non me n&#8217;ero nemmeno accorto. Vedere un vecchio camion arrivare stracolmo di bare è stato veramente devastante. Per anni facevo un sogno drammatico e vedevo di lontano Todi crollare. Solo quando capii che era la rievocazione di quel giorno, smisi di farlo.<br />
Sarei voluto intervenire, per ricordare anche chi, in quel giorno svolse un gran lavoro di raccordo fra le famiglie e le vittime ed i feriti ricoverati all&#8217;ospedale: Piero Natili, che si piazzò presso il bar davanti all&#8217;Ospedale di Todi e, dal telefono pubblico del bar a scatti, chiamò migliaia di persone e rispose a migliaia di persone che chiedevano e volevano notizie di parenti amici e quanti temevano avessero subito danni in quella tragedia.<br />
Ultima cosa, avrei voluto dare l&#8217;interpretazione a quella sorta di rimozione di quella tragedia da parte della città. Secondo me è soltanto avvenuto ciò che accadde in piazza quel giorno, ai funerali, alla proiezione delle immagini ieri sera alla Sala del Consiglio: silenzio, solo un rispettoso silenzio davanti ad una tragedia inaspettata, ingiusta e così drammatica. Todi ha soltanto chiesto in questi anni di rielaborare quel lutto. Grazie all&#8217;autore di &#8220;Brucia il Vignola&#8221;, che era a quel tempo solo un bambino, c&#8217;è riuscita e gliene siamo grati&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fabiola		</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2012/05/02/il-tributo-di-todi-alla-tragedia-del-vignola/#comment-2856</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabiola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Quel giorno di trenta anni fa è ancora vivo nei miei ricordi. Avevo solo vent&#039;anni, ma la passione per l&#039;antiquariato c&#039;era già. Venni a Todi con un&#039;amica, doveva ritirare un tappeto precedentemente acquistato. Credo fosse il giorno prima della tragedia. Ricordo lo sconcerto quando appresi dai notiziari del rogo che avvolse il Vignola, alla stregua di colui che per un banale imprevisto perde l&#039;aereo che non toccherà mai terra&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quel giorno di trenta anni fa è ancora vivo nei miei ricordi. Avevo solo vent&#8217;anni, ma la passione per l&#8217;antiquariato c&#8217;era già. Venni a Todi con un&#8217;amica, doveva ritirare un tappeto precedentemente acquistato. Credo fosse il giorno prima della tragedia. Ricordo lo sconcerto quando appresi dai notiziari del rogo che avvolse il Vignola, alla stregua di colui che per un banale imprevisto perde l&#8217;aereo che non toccherà mai terra&#8221;.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Gabriella		</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2012/05/02/il-tributo-di-todi-alla-tragedia-del-vignola/#comment-2857</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gabriella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;L&#039;altra sera sono venuta da Perugia, dove abito, alla presentazione del libro e volevo fare i complimenti a Bilancini, non solo per il puntuale lavoro di ricerca, svolto peraltro con una sempre più rara onestà intellettuale, ma soprattutto per il rispetto e la sensibilità con i quali si è disposto ad affrontare il dolore di chi, a vario titolo, si è trovato coinvolto in questo evento così tragico.
Durante questi trent&#039;anni mi sono in qualche modo sempre considerata una scampata al disastro. Il 25 Aprile infatti è il giorno del mio compleanno e nel 1982 insieme al mio ragazzo di allora, per festeggiare i miei 25 anni, avevamo deciso di venire in mattinata alla Mostra dell&#039;Antiquariato e di trascorrere la giornata a Todi. Sua madre però era ricoverata in Ospedale per alcuni controlli e lui decise di cambiare programma e andare da lei, rimandando la nostra gita al pomeriggio. Ricordo che la cosa sul momento mi innervosì non poco, era molto forte il suo legame con la madre e io mi sentii per l&#039;ennesima volta messa da parte. Poi però in tarda mattinata si cominciò a sentire l&#039;urlo di molte sirene e pensammo che qualcosa di grave dovesse essere successo a Perugia o nel circondario. All&#039;ora di pranzo il TG svelò purtroppo la tragedia che si stava consumando nella Sua città. Un brivido mi corse lungo la schiena e da allora, ogni volta che compio gli anni, non posso fare a meno di ripensare a quel giorno e al fatto che sarei potuta essere lì anch&#039;io, nella migliore delle ipotesi testimone diretta, nella peggiore addirittura vittima.
Ieri sera ho vissuto con molta commozione la rievocazione dei fatti e i racconti, diretti e indiretti, dei protagonisti. Credo che il lavoro dell&#039;autore e quello di tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento sia stato preziosissimo per la città di Todi. Era necessario che qualcuno si prendesse l&#039;onere di aiutare la cittadinanza a guardare con equilibrio e maturo distacco quel momento della sua Storia. Pur non essendo tuderte, la prima emozione che ricordo pensando a quanto successe è l&#039;orrore.
E&#039; giusto cercare di capire le ragioni del silenzio che ha nascosto per tanti anni l&#039;accaduto, ma l&#039;analisi non può prescindere dal considerare che nei nostri territori all&#039;epoca la vita scorreva molto tranquilla (oggi forse un po&#039; meno...) e, anche se ovviamente non si è mai preparati a tragedie del genere, tutte quelle vittime e il modo in cui  erano morte era veramente troppo da sopportare. Credo che sia stata anche questa la causa della rimozione. Ritengo poi che non sia corretto giudicare i fatti con gli &quot;occhi&quot; di adesso. E&#039; indispensabile infatti inerirli nel contesto di quell&#039;epoca, durante la quale si organizzavano manifestazioni pubbliche senza pensare assolutamente neanche alle più banali norme di sicurezza. Il pressappochismo purtroppo è una delle nostre caratteristiche più negative, va tutto bene finché non succede qualcosa di grave e solo allora si corre ai ripari. Nel tempo, e paradossalmente grazie anche a quello che si verificò a Todi, molte leggi sono state promulgate per prevenire disastri.
Certo, resta sempre un margine perché si verifichi l&#039;imponderabile, ma non possiamo essere esenti completamente dagli avvenimenti nefasti e, in ultimo, dalla morte. Anch&#039;essa fa parte della vita, è indispensabile accettare ciò che accade, anche se ciò richiede un adeguato lavoro di elaborazione&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;altra sera sono venuta da Perugia, dove abito, alla presentazione del libro e volevo fare i complimenti a Bilancini, non solo per il puntuale lavoro di ricerca, svolto peraltro con una sempre più rara onestà intellettuale, ma soprattutto per il rispetto e la sensibilità con i quali si è disposto ad affrontare il dolore di chi, a vario titolo, si è trovato coinvolto in questo evento così tragico.<br />
Durante questi trent&#8217;anni mi sono in qualche modo sempre considerata una scampata al disastro. Il 25 Aprile infatti è il giorno del mio compleanno e nel 1982 insieme al mio ragazzo di allora, per festeggiare i miei 25 anni, avevamo deciso di venire in mattinata alla Mostra dell&#8217;Antiquariato e di trascorrere la giornata a Todi. Sua madre però era ricoverata in Ospedale per alcuni controlli e lui decise di cambiare programma e andare da lei, rimandando la nostra gita al pomeriggio. Ricordo che la cosa sul momento mi innervosì non poco, era molto forte il suo legame con la madre e io mi sentii per l&#8217;ennesima volta messa da parte. Poi però in tarda mattinata si cominciò a sentire l&#8217;urlo di molte sirene e pensammo che qualcosa di grave dovesse essere successo a Perugia o nel circondario. All&#8217;ora di pranzo il TG svelò purtroppo la tragedia che si stava consumando nella Sua città. Un brivido mi corse lungo la schiena e da allora, ogni volta che compio gli anni, non posso fare a meno di ripensare a quel giorno e al fatto che sarei potuta essere lì anch&#8217;io, nella migliore delle ipotesi testimone diretta, nella peggiore addirittura vittima.<br />
Ieri sera ho vissuto con molta commozione la rievocazione dei fatti e i racconti, diretti e indiretti, dei protagonisti. Credo che il lavoro dell&#8217;autore e quello di tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento sia stato preziosissimo per la città di Todi. Era necessario che qualcuno si prendesse l&#8217;onere di aiutare la cittadinanza a guardare con equilibrio e maturo distacco quel momento della sua Storia. Pur non essendo tuderte, la prima emozione che ricordo pensando a quanto successe è l&#8217;orrore.<br />
E&#8217; giusto cercare di capire le ragioni del silenzio che ha nascosto per tanti anni l&#8217;accaduto, ma l&#8217;analisi non può prescindere dal considerare che nei nostri territori all&#8217;epoca la vita scorreva molto tranquilla (oggi forse un po&#8217; meno&#8230;) e, anche se ovviamente non si è mai preparati a tragedie del genere, tutte quelle vittime e il modo in cui  erano morte era veramente troppo da sopportare. Credo che sia stata anche questa la causa della rimozione. Ritengo poi che non sia corretto giudicare i fatti con gli &#8220;occhi&#8221; di adesso. E&#8217; indispensabile infatti inerirli nel contesto di quell&#8217;epoca, durante la quale si organizzavano manifestazioni pubbliche senza pensare assolutamente neanche alle più banali norme di sicurezza. Il pressappochismo purtroppo è una delle nostre caratteristiche più negative, va tutto bene finché non succede qualcosa di grave e solo allora si corre ai ripari. Nel tempo, e paradossalmente grazie anche a quello che si verificò a Todi, molte leggi sono state promulgate per prevenire disastri.<br />
Certo, resta sempre un margine perché si verifichi l&#8217;imponderabile, ma non possiamo essere esenti completamente dagli avvenimenti nefasti e, in ultimo, dalla morte. Anch&#8217;essa fa parte della vita, è indispensabile accettare ciò che accade, anche se ciò richiede un adeguato lavoro di elaborazione&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: Lorena		</title>
		<link>https://www.iltamtam.it/2012/05/02/il-tributo-di-todi-alla-tragedia-del-vignola/#comment-2858</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Sono stata molto contenta di aver partecipato alla presentazione del libro-inchiesta &quot;Brucia il Vignola&quot;. Un evento carico di emozioni, un evento che ha voluto ricordare una tragedia che forse era stata rimossa e che ha anche lo scopo di raccontare in modo capillare grazie a questo libro, quello che è successo anche a chi di quella tremenda giornata non ha mai saputo nulla. 
La città di Todi e tutte le persone che hanno avuto a che fare con questa tragedia dovrebbero ringraziare l&#039;autore e i suoi amici che hanno voluto ridare una memoria a questo tragico fatto. E con l&#039;occasione voglio aggiungere una citazione di Norberto Bobbio: &quot;E&#039;incredibile quante immagini tornano che sembrano scomparse per sempre. Tu sei il loro inconsapevole custode. Sei il responsabile della loro sopravvivenza. Nel momento stesso in cui appaiono fugacemente nella tua memoria rivivono seppure per un attimo. Se lo lasci svanire, quel volto che improvvisamente ti è apparso, è morto per sempre.&quot; I 35 morti nel rogo dell&#039;incendio, grazie a questi ragazzi ieri hanno rivissuto nella memoria di molti di noi&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono stata molto contenta di aver partecipato alla presentazione del libro-inchiesta &#8220;Brucia il Vignola&#8221;. Un evento carico di emozioni, un evento che ha voluto ricordare una tragedia che forse era stata rimossa e che ha anche lo scopo di raccontare in modo capillare grazie a questo libro, quello che è successo anche a chi di quella tremenda giornata non ha mai saputo nulla.<br />
La città di Todi e tutte le persone che hanno avuto a che fare con questa tragedia dovrebbero ringraziare l&#8217;autore e i suoi amici che hanno voluto ridare una memoria a questo tragico fatto. E con l&#8217;occasione voglio aggiungere una citazione di Norberto Bobbio: &#8220;E&#8217;incredibile quante immagini tornano che sembrano scomparse per sempre. Tu sei il loro inconsapevole custode. Sei il responsabile della loro sopravvivenza. Nel momento stesso in cui appaiono fugacemente nella tua memoria rivivono seppure per un attimo. Se lo lasci svanire, quel volto che improvvisamente ti è apparso, è morto per sempre.&#8221; I 35 morti nel rogo dell&#8217;incendio, grazie a questi ragazzi ieri hanno rivissuto nella memoria di molti di noi&#8221;.</p>
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