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A Todi dietro la sconfitta elettorale del centrodestra al primo turno anche i risultati a dir poco deludenti degli amministratori uscenti, con ben quattro assessori su sei bocciati dai cittadini
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A Todi i cinque anni di Amministrazione della città da parte del centrodestra sono stati bocciati dalle urne senza appello, se non quello, da ultima spiaggia, del ballottaggio, appuntamento al quale i sostenitori di Ruggiano devono credere per trasformare una disfatta da Caporetto in una riscossa alla Vittorio Veneto.
Lo schiaffo elettorale per il primo cittadino uscente c’è stato e si è sentito, non solo per lo scarto di oltre 7 punti percentuali da Rossini e per la distanza ancor più abissale dai dati trionfali di cinque anni fa (con la vittoria sfiorata da Ruggiano al primo turno per una manciata di voti ed il 58,6% ottenuto al ballottaggio con l’80% dei votanti), segnale già di per sè inequivocabile della "disaffezione" dei tuderti, ma anche e soprattutto per i risultati a dir poco deludenti messi insieme dagli amministratori a lui vicini, figure quanto più rappresentative del governo cittadino in questo quinquennio.

La lista "Antonino Ruggiano Sindaco", messa in campo per drenare la prevedibile fuga di consensi dai partiti tradizionali e per far quadrato intorno all’esperienza amministrativa del centrodestra tuderte, si è rivelata una débâcle.
Gli assessori uscenti alle frazioni, alla cultura e al bilancio hanno racimolato poche decine di consensi a testa: Ugo Todini 71, Margherita Bergamini 51, Mario Ciani 37; altri dell’entourage più ristretto, come Marco Belia, ancora meno (29); male anche i tre "transfughi", sul cui maggior apporto si contava, seppur con prestazioni a volte migliori dei "padroni di casa": Enzo Tomassini 52, Piero Bizzarri 41, Rita Calisti 18.
Non è andata meglio all’altro assessore al sociale e allo sport Nazzareno Menghini detto "Neno": appena 78 voti, con la lista "Cattolici Uniti per Todi", costruita ad hoc, che riesce a mettere insieme in tutto 274 preferenze, meno di quelle che hanno raccolto singolarmente una decina di candidati.

Ai 4 assessori su 6 che non superano l’esame delle urne
(bene invece Primieri e Serafini, rispettivamente 321 e 282 voti), vanno aggiunte le mancate conferme di ben 5 consiglieri comunali: Renzo Boschi, capogruppo del Pdl, raccoglie 29 preferenze (147 la volta scorsa), Stefano Marchetti 35 (140), Michele Martorelli 67 (184), Elena Ciliani 67 (107); non ce la fa al momento, seppur per poco, Stefano Gimignani con 106 voti (134 l’altra volta).
Nulla da fare, infine, anche per gli esponenti del centrodestra nell’amministrazione di alcuni enti collegati (Etab e Veralli-Cortesi): Fabrizio Baffoni ha raccolto 12 voti, Luigi Galletti 44, Elena Baglioni 95.
La situazione degli ingressi nel massimo consesso cittadino potrà cambiare nel caso di affermazione di Ruggiano al ballottaggio, con il conseguente aumento dei seggi a disposizione del centrodestra, ma nulla potrà sovvertire lo scarso gradimento espresso dall’elettorato verso l’operato di alcuni di coloro che per cinque anni hanno avuto l’onore e l’onere di governare Todi.

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