S’è spento stasera nell’ospedale di Pantalla uno dei più significativi simboli della sanità ospedaliera di Todi.
Una sanità che Ortenzio Contardi aveva attraversato da quando l’ospedale era amministrato dalla antica Congregazione di Carità, poi Irb – Istituzioni Riunite di beneficenza – ed ente Ospedaliero “Ospedale degli infermi.
Per lui, sempre scrupoloso, ma nel contempo gentile e scherzoso coi colleghi ed i pazienti, il fare l’infermiere era quasi una “missione”.
Ciò non gli aveva impedito di farsi anche portavoce, insieme all’amico Peppino Pordenoni, delle istanze dei dipendenti in un periodo in cui l’ospedale, nella antica sede, stava attraversando una crisi di crescita con importanti realizzazioni che ne hanno cambiato, agli inizi degli anni ’70 del secolo scorso, profondamente l’organizzazione.
Un incarico sindacale che, pur nella difesa degli interessi dei colleghi, non gli aveva impedito di assecondare quell’apprezzato processo di cambiamento.
Proprio per questo unanime riconoscimento Ortenzio è stato il primo a cui il Circolo dei dipendenti ospedalieri aveva consegnato una medaglia ricordo che porta impresse sulle due facce, da un lato il simbolo, la scala, dell’antico ospedale di Santa Caterina della Scala e dell’ospedale degli infermi di Todi, mentre dall’altro c’è il simbolo – l’aquila tuderte – di quella Congregazione di Carità con cui Contardi aveva iniziato la sua attività da infermiere.
Alla moglie, Maria, alla figlia Carla, ai suoi amatissimi nipoti – Cristina, Loredana e Daniele, al genero Fabrizio, che lo hanno amorevolmente assistito negli ultimi sofferti giorni, vanno le più sentite condoglianze della redazione e dei colleghi che con lui hanno diviso tanti anni di attività.








