Andrea Rossi potrebbe, se ci fosse nel regolamento dell’Accademia Svedese delle scienze un titolo adatto, aspirare ad un premio Nobel.
Un riconoscimento gli spetterebbe anche se la sua avventura con l’E-Cat dovesse fallire alla prova dei fatti o solo nella battaglia commerciale.
Gli spetterebbe sia che l’intuizione sia stata solo sua e sia che egli sia stato utilizzato come testa di ponte per permettere ad altri di sfuggire al ferreo controllo dell’industria petrolifera e nucleare che sbarravano la strada all’innovazione.
Sta di fatto che nel campo dell’energia, senza dimenticare il Kitegen italiano, si può ora parlare di un prima di Rossi e di un dopo Rossi.
Dopo Rossi c’è stato infatti l’Hyperionn, l’esplosione della Lern ed ora appare all’orizzonte il processo CIHT (Catalyst-Induced-Hydrino-Transition) proposto dalla BlackLight Power.
Secondo questa nuova intuizione attraverso la catalizzazione delle molecole dell’acqua, si trasformerebbe del normale idrogeno in “hydrino“: una molecola nuova e più stabile. Ma nel fare ciò si produrrebbe tantissima energia, pari a 200 volte quella che si produrrebbe bruciando la stessa quantità di idrogeno utilizzata
L’energia prodotta sarebbe già all’origine sotto forma di elettricità con un output energetico pari a 10 volte l’energia immessa per iniziare il processo.
L’unità sperimentale sarebbe stata sottoposta a numerosi test fatti da varie università statunitensi e la casa costruttrice promette di iniziare la commercializzazione di un’unità per uso domestico da 1,5 chilowatt entro il prossimo anno









