Confcommercio e Confesercenti dell’Umbria hanno redatto una proposta di modifica alla legge regionale (46/98)
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In teoria operano sullo stesso terreno che adesso, per la crisi economica, è instabile, ma forse occorrerebbe una controprova sul campo per vedere se effettivamente le sagre in Umbria costituiscono una forma di concorrenza sleale avvertita come insostenibile dai ristoratori umbri che dichiarano di non essere contro le sagre, ma ritengono però che debbano essere meglio regolamentate, per evitare il proliferare di iniziative che non qualificano e non promuovono adeguatamente il territorio.

Per questo Confcommercio e Confesercenti dell’Umbria hanno redatto una proposta di modifica alla legge regionale (46/98), sostenuta da imprese e lavoratori del settore
La mobilitazione di questo comparto ha infatti consentito in pochi giorni di raccogliere intorno a questa proposta 754 firme, in 160 imprese della ristorazione. Operazione che è ancora in corso.
La proposta è stata già presentata da Confcommercio e Confesercenti all’assessore regionale Fabrizio Bracco, il quale ha dichiarato la sua disponibilità a modificare l’attuale normativa.
 

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