La sua ultima impresa atletica è di pochi giorni fa, maggio 2012.
Si tratta della scalata dello Stelvio, la cima Coppi del Giro d’Italia 2012, una salita di 19 Km e con una pendenza media di oltre il 7% che Luca ha percorso con la sua sedia a ruote in 8 ore.
Il relativo video nella home page di questo sito http://www.iltamtam.it/VideoGallery.aspx?id=2361
Incidente che tuttavia non gli ha fatto rinunciare al suo sogno di essere corridore ciclista stimolandolo a compiere una serie di importanti azioni sportive che testimoniano la sua grande passione e preparazione atletica.
Tra le sue imprese la scalata, in carrozzina, nel 2009, del Blockouse in Abruzzo, arrivo di tappa al Giro d’Italia, con Cassani e Bulbarelli per fare la telecronaca della salita, come pure, in occasione del Giro del 2010, la scalata al Passo del Tonale e, nel 2011, la conquista del Ghiacciaio del Colle Gallo Grossglockner.
Ogni anno, infatti, Luca Panichi si è proposto di affrontare una tra le salite più impegnative del Giro d’Italia.
Nel frattempo nel 2005 si è laureato in Scienze Politiche a Perugia discutendo una tesi sulla cultura civica degli italiani ricostruendo in particolare le vicende gestionali e organizzative del Parco nazionale d’Abruzzo, e conseguendo successivamente un master in Comunicazione e consulenza politica.
Dal 2008 è, inoltre, inviato di “Pianeta Umbria” un format televisivo di denuncia sociale e caporedattore della trasmissione televisiva “Mia” dedicata al mondo degli animali.
E viene inoltre da Marsciano il salto di qualità delle mie prestazioni sportive.
È stato, infatti, l’amico Lucio Saccarelli a realizzare la monoscocca in carbonio della carrozzina con la quale ho affrontato le ultime scalate nel Giro d’Italia.
Un miglioramento tecnologico importante che continuerà nei prossimi anni con il coinvolgimento di una azienda di Treviso e in collaborazione con la facoltà di ingegneria dell’Università di Perugia”.
Sarà individuata nei prossimi giorni la data in cui si svolgerà la cerimonia ufficiale con il conferimento della cittadinanza onoraria.
In questa vicenda c’è tutto ciò che può consentire anche a ciascuna comunità di uscire da questi tempi difficili: voglia di pensare in grande, volontà, coraggio, innovazione tecnologica (progetto e realizzazione della sua carrozzella), coesione (il sostegno attivo e morale di tanti singoli, associati, istituzioni), organizzazione e programmazione.
Luca Panichi è un uomo al quale ciascuno di noi deve guardare. Questo prima di essere uno sportivo appassionato e un atleta con doti fisiche e morali fuori dal comune”.
L’avere questo riconoscimento da parte di una comunità cui sono molto legato mi da ulteriori motivazioni per portare avanti la mia attività sportiva e soprattutto per sostenere il messaggio che attraverso questa voglio dare, ovvero quello di un impegno sociale, di un dovere morale, capace di trasmettere agli altri la tenacia, la positività e la bellezza interiore che porto sempre con me nella vita di tutti i giorni”.








