Il limite sotto al quale gli istituti si devono accorpare con un unico dirigente scende a 600 ed ulteriormente a 400 nei comuni montani dell’Umbria  
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La norma che imponeva l’accorpamento di asili, elementari e medie con meno di mille alunni complessivi è stata bocciata dalla Corte Costituzionale per cui di fatto il limite scende a 600 ed ulteriormente a 400 nei comuni montani dell’Umbria  

La Regione Umbria – ha commentato la vicepresidente Casciari – aveva fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro un provvedimento che, di fatto, invadeva la sfera di competenza regionale in materia di programmazione della rete scolastica.
Come Regione – ha proseguito Casciari – abbiamo proceduto con tempestività alla definizione del Piano di organizzazione della rete scolastica e formativa per rispettare il termine imposto dal Ministero dell’Istruzione che indicava il 31 gennaio 2012 come ultima  data possibile per la sua approvazione.
Ovviamente, in questa programmazione pesava molto la richiesta del Governo che nella  legge di stabilità ha previsto l’accorpamento  delle scuole di infanzia, primaria e secondaria di primo grado in istituti comprensivi che devono essere costituiti da almeno mille alunni, ridotti a 500 per le istituzioni ubicate in piccole isole, comuni montani e aree caratterizzate da specificità linguistiche.

Ora – continua – la disposizione della Corte Costituzionale ha chiarito che lo Stato ha, in qualche modo, fatto un intervento di dettaglio di competenza regionale”. 
La Corte costituzionale ha invece giudicato infondata la questione di illegittimità costituzionale sul comma 5 dello stesso art 19 della legge 98/2011 che fissa un tetto di 600 alunni per dotare un istituto di dirigenti scolastici. 

In pratica – spiega Casciari – si stabilisce che le singole istituzioni scolastiche (anche Istituti secondari di secondo grado) possano mantenere la propria identità solo se hanno un numero di alunni non inferiore a 600 unità, ridotto fino a 400 per le istituzioni  nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.
Ciò significa che non saranno assegnati dirigenti scolastici e neanche personale amministrativo; tale ulteriore taglio di organico fa seguito ad un triennio di tagli al personale docente e “Ata” che ha già prodotto 8 miliardi di risparmio sul capitolo istruzione pubblica”.

 
 

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