Dopo essere rimasto solo nella commissione del Consiglio regionale dell’Umbria a sollecitare che i cinghialisti potessero, in occasione delle battute, sparare ad altre specie ed aver quindi visto il nuovo calendario venatorio che conferma il divieto, Massimo Buconi ha trovato una sponda in Provincia sia pure limitata ad evitare che il divieto specifico diventi una regola generale tale da determinare una caccia “per specie”.
“Nel recente calendario venatorio approvato dalla Regione dell’Umbria per la stagione 2012 2013 – è scritto, infatti, in una nota diffusa dal gruppo provinciale del Pd – è inserita alla lettera H, la norma che prevede l’impossibilità per chi sceglie la caccia al cinghiale in battuta di poter esercitare altra forma di caccia nella stessa giornata.
Tale norma non regolamenta la caccia al cinghiale in forma singola sulla quale sarebbe quanto mai opportuno intervenire.
Visto che tale disposizione (lettera H sopra citata) sta suscitando forti perplessità nel mondo venatorio, il Consigliere Provinciale Massimiliano Capitani nell’evidenziare che tutto ciò muove dall’esigenza di trovare equilibri sostenibili fra le diverse istanze e le diverse aspettative del mondo venatorio, sarà vigile per quanto di propria competenza, ed invita le associazioni venatorie a fare altrettanto, affinché questa norma non sia presa a pretesto per modifiche più sostanziali che portino ad una caccia e ad un cacciatore obbligato a scegliere per specie la propria forma di caccia”.






