Il conflitto “tra il potere della magistratura e quello politico, (che) ha portato semplicemente ad una proliferazione di leggi penali, causando il caos”, lo ha affermato l’avvocato Tiziana Parenti (sostituto procuratore del pool milanese nell’inchiesta del ’93 di “Mani pulite”).
“Un sistema che ha fatto sì che – ha aggiunto Tiziana Parenti -, in Italia, aumentasse il numero di processi a discapito dell’efficienza della macchina organizzativa, portando solo costi e vittime, perché spesso gli artefici di reati finiscono liberi di fare quello che vogliono nelle nostre comunità”.
“Perché la politica – ha concluso Parenti -, invece, di lasciare lavorare bene la magistratura ha dato solo più poteri e costi”.
La dichiarazione, che avrà sicuramente risonanza nazionale, anche per il luogo e l’occasione in cui è stata fatta, nel corso dell’incontro, che si è tenuto venerdì 8 giugno, nella sede della Provincia di Perugia, dal titolo “Da Vassalli al processo ingiusto”.
Un incontro nato per ricordare i 120 anni della storia del Partito socialista italiano, nato a Genova nel 1892, attraverso i suoi personaggi più illustri, a cominciare da Giuliano Vassalli, partigiano, giurista, socialista ed ex presidente della Corte costituzionale.
Occasione anche per riflettere, a 23 anni dall’approvazione del codice di procedura penale che porta il nome del socialista Vassalli, sulla giustizia italiana.
Presenti all’incontro anche Cesare Carini, segretario della federazione provinciale del Psi di Perugia, Nilo Arcudi, vicesindaco di Perugia, Giorgio Casoli, socialista ed ex magistrato, Valerio Spigarelli, presidente Unione camere penali italiane, e Silvano Rometti, membro della segreteria nazionale del Partito socialista italiano.
“Non potevamo non ricordare la figura di Vassalli – ha spiegato Cesare Carini -, nato a Perugia nel 1915 e morto nel 2009. Un socialista conosciuto che, nel corso della sua vita, ha combattuto e lottato per costruire la democrazia nel nostro Paese”. “Vassalli è uno dei massimi esponenti del mondo giuridico italiano – ha ricordato l’assessore Rometti -, uno dei pilastri del riformismo del nostro Paese che propose una riforma sulla giustizia, che a conti fatti, non ebbe mai la sua piena attuazione. Era giusto ricordarlo in un’iniziativa che vuole celebrare la storia dei 120 anni del nostro partito, uno dei più vecchi della storia italiana”.
Durante il dibattito, Nilo Arcudi ha posto anche l’accento sulla necessità in Italia di “proporre una riforma unitaria e civile della giustizia che possa garantire una macchina organizzativa efficiente e che possa rispondere alle esigenze dei cittadini”.








