I benzinai stanno raccogliendo firme per contrastare l'alto costo dei carburanti che, provocando una diminuzione dei consumi, sta determinando il ritiro dal mercato di una grossa compagnia petrolifera
pompa

In Umbria
, come in Italia, non è che ci sia poi tanta concorrenza tra le compagnie petrolifere, ma ora si rischia di cadere in un vero oligopolio.
La poca sostenibilità dei prezzi per il consumatore, con la conseguente penalizzazione, assieme a famiglie ed imprese, delle condizioni di remunerazione del lavoro delle piccole imprese del settore della distribuzione carburanti, avrebbe convinto la più grande compagnia al mondo e terza in Italia per numero di impianti – la ESSO – ad uscire dal mercato nazionale.
L’uscita di questa compagnia dal mercato italiano e umbro avrebbe ricadute pesantissime su migliaia di micromprese, già messe in ginocchio dagli alti prezzi del prodotto e dal tracollo dei consumi.

Per scongiurare il rischio di dover sottoscrivere contratti peggiorativi con eventuali compagnie subentranti, si stanno studiando iniziative, anche eclatanti, di tutela delle imprese.
Anche per questo è scattata la campagna di raccolta firme presso i distributori di carburante, per sostenere la petizione rivolta al capo del governo, con cui Figisc e Anisa (le due associazioni di settore aderenti a Confcommercio) chiedono una diminuzione delle imposte sui carburanti.

“In poco più di un anno”, commenta Giulio Guglielmi, presidente Figisc – Confcommercio dell’Umbria e vicepresidente nazionale, “i prezzi dei carburanti sono aumentati di 25/26 centesimi di euro al litro: un incremento che non ha eguali in tutta l’Europa comunitaria, dovuto dall’81 al 96 %, a seconda del prodotto, all’uso pesantissimo che i Governi hanno fatto della leva fiscale su questo bene indispensabile alla mobilità dei cittadini e delle imprese, alimentando il peso dell’inflazione, facendo crollare i consumi di più del 10%, erodendo il reddito delle famiglie, e tutto nel pieno di una durissima fase recessiva dell’economia”.

In Italia, su 50 euro di benzina, 29,44 sono destinati alle imposte, 15,76 al costo del carburante, 4,80 al sistema distributivo, di cui solo 1 euro e 7 centesimi vanno al benzinaio.
La tassazione italiana è la più alta in Europa:  1,05 euro per un litro di benzina, contro la media europea che è di 0,79 euro.
 

Con l’iniziativa si chiede:
– la RIDUZIONE DELLE IMPOSTE SUI PRODOTTI ENERGETICI
, con il ripristino dei livelli di imposizione fiscale antecedenti le manovre finanziarie sui conti pubblici del dicembre 2011;
il RIPRISTINO DEI PREZZI AMMINISTRATI PER I CARBURANTI, per far assumere al Governo (che, con le decisioni assunte in materia di imposte sui carburanti, si è di fatto costituito come regolatore di tali consumi e del loro mercato) il ruolo di Garante sia della trasparenza e della sostenibilità dei prezzi per il consumatore, sia delle condizioni di remunerazione del lavoro delle piccole imprese del settore

condividi su: