Invito in Umbria ad evitare sprechi e usi non strettamente necessari della risorsa idrica, ma intanto, razionamento e riduzione notturna delle pressioni di esercizio

 
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Circa 6 milioni di euro sono pronti per fronteggiare la nuova crisi idrica che sta interessando anche l’Umbria causata anche, ma non solo, dal fatto che da gennaio 2011 ad aprile 2012, c’è stato un deficit di precipitazioni di quasi il 39 per cento su tutto il territorio umbro
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I dati 2011,2012 raffrontati con quelli del 2001,2002 e del 2006,2007, anni delle precedenti crisi idriche, evidenziano una situazione molto grave con deficit in alcuni mesi superiori al 90% rispetto alla media storica. Le abbondanti piogge di aprile non hanno comunque compensato le perdite e non hanno sollevato falde, invasi e fiumi dallo stato di grave sofferenza

Per Umbra Acque, nei Comuni degli Ati 1 e 2, si registra un incremento considerevole dei consumi con situazioni di squilibrio generalizzate sui livelli dei serbatoi, che – soprattutto nel fine settimana – hanno fatto fatica ad esplicare la loro funzione di compenso, dato il perdurare di livelli di consumo molto alti e per tempi prolungati.
Tale andamento dei consumi è verosimilmente da riferire ad un forte utilizzo dell’acqua per scopi non riconducibili alle normali attività domestiche, con una spiccata evidenza nelle zone periferiche dei centri abitati (piscine, innaffiamento di orti e giardini).
A tutti gli utenti Umbria Acque  rivolge l’ invito ad adottare pratiche e comportamenti virtuosi per evitare sprechi e usi non strettamente necessari della risorsa idrica.

L’assessore Rometti ha ricordato che crisi idrica e misure per contrastarla da tempo costituiscono uno dei punti più importanti dell’agenda della Regione, “a cui si è cominciato a lavorare – ha detto Rometti, insieme a tutti i soggetti interessati, istituzionali e di categoria, già dall’inizio del 2012. Lo scorso aprile è stato inoltre chiesto al Governo di dichiarare lo stato di emergenza idrica, sollecitato dalla presidente della Regione Catiuscia Marini. Il riconoscimento dello stato di emergenza da  parte della Protezione civile nazionale ci consentirebbe infatti di velocizzare procedure ed investimenti e quindi di fronteggiare più efficacemente la crisi”.  

Fra le misure previste per l’approvvigionamento idropotabile, nel Piano vengono date precise disposizioni per il risparmio idrico, attraverso programmi di razionamento, di riduzione notturna delle pressioni di esercizio o di  recupero delle perdite delle reti acquedottistiche. “Per quest’ultimo intervento – ha detto Rometti  – abbiamo messo a disposizione degli ATI 4 milioni e mezzo di euro di Fondi FAS 2007-2013.
Si tratta di una misura   che consideriamo strategica e rispetto alla quale occorre che gli ATI operino celermente, dando attuazione al Regolamento a suo tempo approvato dalla Giunta fra i cui obiettivi prioritari c’era proprio quello della riduzione delle perdite”.

Verranno inoltre attivate le azioni necessarie a mettere in esercizio gli acquedotti realizzati dopo il terremoto del 1997 che ancora non sono stati presi in carico dai Gestori. Saranno inoltre accentuate le azioni di controllo di Provincie,  Comuni e Autorità d’Ambito affinché si evitino usi impropri della risorsa idrica.
Il Piano prevede inoltre di accelerare gli interventi relativi  all’acquedotto del Monte Subasio, con la messa a disposizione dell’ATI2 di acqua per circa 120 litri/sec (il costo complessivo  dell’intervento è di 2 milioni 850 mila) e al sistema acquedottistico Montedoglio, la cui ultimazione del quinto  stralcio permetterà di completare l’asse principale Citerna-Ascagnano e l’interconnessione con il sistema dell’Alta Valle del Tevere e con il sistema del Perugino.

Un milione e mezzo di euro – ha annunciato Rometti – sono inoltre immediatamente disponibili per interventi di  manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree spondali, del reticolo idrografico e per garantire gli afflussi al Lago Trasimeno. Nonostante la positività delle misure  e delle risorse messe in campo dalla Regione Umbria, soprattutto  attraverso il Piano stralcio per il lago Trasimeno, è  evidente – ha aggiunto Rometti – che la stabilizzazione del livello idrometrico del Lago potrà avvenire  solo con la realizzazione di interventi di adduzioni, da Montedoglio e Casanova, che con apporti costanti potranno sopperire alle  carenze di precipitazioni”.
Relativamente alla diga del Montedoglio, secondo Rometti  la situazione dell’invaso “fa ben sperare sulla capacità di poter rispondere nel periodo estivo alle richieste di prelievi idropotabili e di fabbisogno irriguo dei comprensori umbri e toscani collegati alla condotta di adduzione. 
Ad oggi il volume della diga ha raggiunto i  52 milioni di mc. Ciò  ha permesso di ripristinare il pieno sostegno alla portata minima vitale attraverso un incremento dei rilasci della diga fino a 1,8 mc/sec”.
 

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