L'invaso artificiale ha raggiunto i 52 milioni di metri cubi: i rilasci sono stati incrementati a 2.500 litri al secondo per limitare l'impatto della carenza delle precipitazioni
montedoglio

Malgrado l’aggravamento della crisi idrica, la diga di Montedoglio allo stato attuale, è in grado di rispondere alle richieste di prelievi idropotabili e di fabbisogno irriguo dei comprensori umbri e toscani collegati alla condotta di adduzione. 
A comunicarlo è l’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti, in seguito alla riunione con i rappresentanti delle due autorità di bacino Arno e Tevere, della Provincia di Arezzo e di Perugia, dell’Ente irriguo.
“A gennaio 2012 la diga disponeva di un invaso che non poteva  garantire il fabbisogno idropotabile, irriguo ed ambientale delle due regioni. Per questo – ha precisato  Rometti – Umbria e Toscana sono intervenute sui rilasci, imponendo la riduzione immediata a 0,5 mc/sec della portata a valle dell’invaso. Ad oggi il volume della diga ha raggiunto i  52 milioni di mc. Ciò  ha permesso di ripristinare il pieno sostegno alla portata minima vitale attraverso un incremento dei rilasci della diga partendo dagli attuali 1500 litri al secondo, che potranno essere portati a 2500, limitando così l’impatto negativo causato dalla carenza di precipitazioni sull’ecosistema del fiume Tevere”.
L’Ente Acque Umbria Toscana dovrà garantire l’osservanza degli utilizzi pianificati e il  monitoraggio del livello dell’invaso il cui contributo è fondamentale per garantire la portata minima ambientale al Fiume.

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