In molte pubbliche amministrazioni lo strumento informatico è visto come una sovra struttura obbligatoria che però non viene integrata nell'attività quotidiana, nelle piccole imprese va anche ..peggio 
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La diffusione e l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali in Umbria delinea un quadro denso di chiaro-scuri
: alcune situazioni di vantaggio rispetto alle medie nazionali, e altre di maggiore debolezza rispetto al resto del territorio italiano, che peraltro è in generale ritardo rispetto alle altre nazioni europee.
Per molti ed in specie le pubbliche amministrazioni umbre internet non è stata un’occasione per ripensare l’organizzazione,: lo strumento informatico è visto come una sovra struttura obbligatoria che però non viene integrata nel’attività quotidiana.

Il caso emblematico, come aveva inizialmente temuto e segnalato il già Ministro Brunetta, è l’albo pretorio on line.
In molte amministrazioni il documento messo all’albo elettronico è una immagine, una copia fotografica, dell’originale cartaceo.
Questo indica che tutto il procedimento amministrativo è stato condotto in modo tradizionale, carta su carta mentre la logica avrebbe dovuto essere che la copia all’albo non fosse niente altro che il "sottoprodotto" (ci si consenta il termine) di un procedimento all’insegna del "no carta"

La popolazione umbra ha evidenziato una rilevante quota di utenti internet (53% delle famiglie umbre), ma una diffusione della banda larga ancora limitata. “Gli umbri, ha sottolineato l’assessore Vinti, si sono rivelati frequenti utilizzatori, e anche più avanzati della media nazionale nelle attività svolte con il web.

Invece, l’accesso alla Pubblica Amministrazione digitale risulta ancora casuale e sporadico, e lontano dalla possibilità di trasformarsi in abitudine e rivoluzionare l’uso dei servizi pubblici, come se la pubblica amministrazione fosse percepita una realtà lontana dal mondo del web e difficilmente digitalizzata”.
Le aziende umbre con più di 10 addetti si trovano in una situazione di ritardo rispetto alla media nazionale (86% contro una media del 94%) mentre le funzioni svolte attraverso il web presentano invece una situazione a macchia di leopardo: se l’e-commerce risulta più sviluppato che nel resto d’Italia, decisamente indietro si rivelano l’e-procurement e l’automazione dei processi aziendali.

Il dato più preoccupante è però la bassa penetrazione delle tecnologie digitali tra le aziende con meno di 10 addetti, che sono la grande maggioranza delle imprese umbre: solo 7 su 10 usano il web, e le funzioni di e-procurement e automazione sono piuttosto rare.
Le piccole aziende mostrano una scarsa propensione a dotarsi di una più innovativa cultura aziendale, poiché non riconoscono la rete digitale come un’opportunità di sviluppo.

Anche la Pubblica Amministrazione comunale, principale interfaccia amministrativa per i cittadini, evidenzia situazioni talvolta positive, ma nel quadro di una generale cultura delle nuove tecnologie digitali ancora lontana da quanto necessario per lo sviluppo dell’e-government.
I Comuni dell’Umbria sono dotati tutti di collegamento internet, e quasi tutti hanno un indirizzo istituzionale di posta elettronica, e usano la firma digitale almeno per le alte funzioni. “Però, ha concluso Vinti, alcune funzioni sembrano esistere solo formalmente, o essere appannaggio di pochi addetti all’interno del Comune, e si avverte una cultura informatica ancora lontana dall’auspicato sviluppo della Pubblica amministrazione digitale.
Su questo versante, ma anche in generale per la maggiore diffusione ed un più consapevole utilizzo degli strumenti e delle possibilità che offrono i sistemi di rete, l’azione della Giunta regionale continuerà ad essere vigile e costante”.

E’ quanto emerge da un indagine della Doxa che ha eseguito, attraverso opportuni campionamenti, una serie di sondaggi presso la popolazione, il sistema delle imprese e tutti i Comuni umbri (titolo della ricerca “La Società dell’Informazione in Umbria: il Progetto Understand”).
La ricerca, effettuata sulla base di interviste telefoniche, è stata suddivisa in quattro fasi: nella prima e nella seconda fase sono state eseguite due rilevazioni distinte, a distanza di sei mesi una dall’altra, interpellando un campione rappresentativo della popolazione di, rispettivamente, 1006 e 1000 intervistati al fine di fornire una fotografia del social divide all’interno del territorio regionale.
La terza fase della ricerca ha riguardato, invece, il mondo delle imprese umbre campionando 600 aziende individuate attraverso criteri legati al settore merceologico (industria, commercio e turismo, servizi alle imprese), alla dimensione (fino a 9 addetti, da 10 a 49 addetti, oltre 50 addetti) ed alla collocazione sul territorio delle due province umbre.
Infine, la quarta fase della ricerca ha riguardato, con una sola eccezione, la totalità dei Comuni umbri.

 

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