Ormai in tutto il mondo il modo migliore in cui il turismo è propagandato è costituito dai racconti di chi in un posto c’è stato e rende noto sui blog le proprie impressioni.
Questi, che seguono sono alcuni stralci delle impressioni di un’americana di California sull’Umbria e sugli umbri
Il cibo in Umbria, è delizioso. Cibi semplici, sempre di stagione e sempre conditi correttamente.
Abbiamo grigliate di carne, ravioli, spinaci e ora, in stagione, ci sono i fagioli verdi. Le verdure sono sempre servite su un piatto a parte.
L’Umbria è conosciuta per le sue grigliate di carne: costolette d’agnello, salsicce, galletti che non ho mai visto in un menu degli Stati Uniti. Dessert qui sono semplici.
Il pane è difficile da assaporare, per uno straniero: senza sale e per le nostre papille gustative molto secco, ci si fanno bei crostini!
In Umbria, la gente potrebbe sembrare scostante, ma è perché gli umbri sono timidi o non parlano inglese. Quando parlo italiano con loro, non sembrano sorpresi, sembrano sollevati. C’è una dolcezza nelle persone del posto: sono un po’ come i bambini, più spensierati, più irresponsabili.
Gli italiani che ho incontrato credono che gli americani siano ingenui e potenzialmente pericolosi nella loro ingenuità.
Eppure, per qualche ragione, sono contenti degli americani. Una volta che dici che sei americano, i loro volti si accendono. Se dite che siete italiani americani possono abbracciarti.
Una volta che dite che siete della California i loro volti diventano malinconici, come sarebbe stato per me se la mia famiglia fosse emigrata in America.
Eppure, per qualche ragione, sono contenti degli americani. Una volta che dici che sei americano, i loro volti si accendono. Se dite che siete italiani americani possono abbracciarti.
Una volta che dite che siete della California i loro volti diventano malinconici, come sarebbe stato per me se la mia famiglia fosse emigrata in America.









