In verità se ne parlava già da marzo del 2008, come risulta dal sito del Parco dei Monti Sibilini dove si dava conto di un incontro con le ssociazioni e comitati attivi nella tutela degli ambienti montani e della Valnerina che davano sostanzialmente l’ok alla spermentazione
Il giornale precisava che secondo gli "esperti, «Tornado», primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà essere installato, funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) e diventare un’alternativa ai contestati aerogeneratori, le grandi pale cattura energia dal vento."
«Tornado» non supera i due tre metri, riportava il Corriere, e in futuro sarà ancor più miniaturizzato. «Funziona ovunque anche dove non c’è troppo vento perché è in grado di accelerare l’aria e di creare un effetto tornado ottimo per muovere le turbine e produrre energia».
La resa energetica è superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%. «L’aria penetra dalla base del cono e dentro la macchina il flusso viene trasformato in un vortice fino a quando, potentissimo, raggiunge la sommità del dispositivo dove si trovano le turbine per generare l’energia elettrica».
Il giornale concludeva che “ i test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l’Università delle Marche e il Cnr di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini.”
L’entusiasmo, tuttavia, è andato via via scemando.
Le difficoltà ad esportare pezzi dalla Russia hanno coperto un problema tutto italiano che era già “in nuce”, quando Volterra proibì l’istallazione del “Tornado like” per non deturpare il paesaggio del borgo toscano.
Sui blog nel frattempo c’era chi impazziva e lo fa tutt’ora per sapere che fine aveva fatto un progetto su cui si erano riposte tante speranze anche da chi ama la montagna ed i paesaggi, perché una struttura di tre metri ha sicuramente un impatto ambientale molto minore delle pale eoliche tradizionali. In definitiva il Tornado ha la dimensione di un’auto posta in verticale
Ma per poter istallare la macchina di soli tre metri è stato necessario presentare la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Questa è stata depositata il 17/02/2011 presso la Provincia di Ascoli Piceno ed approvata il 11/11/2011.
Nove mesi per un’ ampia pubblicità – anche sui quotidiani – la conferenza dei servizi con tutti i soggetti interessati e l’accoglimento dei pareri di tutti i portatori di interesse.
Così l’approvazione del progetto esecutivo da parte dell’Ente Parco dei Sibillini è slittata al 28/10/2011, prima ancora dell’approvazione formale della VIA. Dopo tutte le verifiche di legge si è provveduto all’appalto dei lavori, affidati il 31/01/2012.
Ma il luogo dell’istallazione, Colle le Cese, si trova oltre i 1500 metri di altezza e contestualmente al contratto di appalto (firmato in data 28/02/2012) i lavori sono stati subito sospesi per le imponenti nevicate del periodo.
Il verbale di ripresa è stato poi redatto il 27/06/2012, ma anche in questo caso è stata effettuata una seconda sospensione, sia per interesse del Parco che per volontà del gestore del rifugio: questo è il periodo di massima affluenza turistica e non era nell’interesse di nessuno – dicono quelli del Parco – affrontare lavori in questo periodo.
I lavori riprenderanno, assicura il Parco, una volta per tutte, il 20/08/2012 e verranno terminati entro il 31/12/2012, così come previsto dal progetto esecutivo e dal finanziamento della Regione Marche, sperando che non nevichi.









