Nelle acque delle fogne di Perugia e Terni trovate le tracce più evidenti, tra 17 città italiane, di eroina e cocaina
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Brutto risveglio per quanti a Perugia e dintorni si consolavano per lo straordinario “successo” del mercato della droga col dire che la piazza perugina era luogo di rifornimento per le altre zone dell’Umbria e dell’Italia di Mezzo.

Da una ricerca condotta sulle acque delle fogne di 17 città italiane dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche antidroga (Dpa) della Presidenza del Consiglio dei ministri, la città del grifo nel 2011 avrebbe avuto il più elevato consumo di eroina tra le 17 città prese in esame.
A Perugia le dosi giornaliere consumate sono state 5 ogni 1000 abitanti ed anche Terni non ha proprio lesinato visto che il suo dato viene subito dopo quello del capoluogo di regione con tre dosi al giorno ogni 1000 abitanti.

Va appena meglio con la cocaina dove Perugia con cinque dosi al dì ogni mille abitanti viene dopo Roma e Napoli.
Se viene smentita l’idea di una Perugia luogo di spaccio ma non di consumo, tuttavia il calcolo delle dosi medie giornaliere lascia adito a qualche dubbio.

I dati infatti sono stati elaborati tenendo conto dei soli residenti e non della popolazione stabile effettiva, che abbasserebbe le dosi medie, dato peraltro di difficile rilevazione sia a Perugia e Terni che nelle altre città coinvolte: Torino, Milano, Merano, Gorizia, Verona, Bologna , Firenze,  Roma, Pescara, Napoli, Bari, Potenza, Palermo, Cagliari e Nuoro, alcune delle quali tuttavia potrebbero avere anche una maggiore incidenza di popolazione stabile non ufficiale.

Piuttosto sarà bene cominciare ad occuparsi dell’effetto che il cocktail di droghe cocaina, amfetamina, metamfetamina, ecstasy, cannabis ecc. potrà fare sugli abituali frequentatori delle fogne.

 

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