Con le ultime tre immissioni nel Parco, la popolazione del camoscio si avvicina ad essere quella minima necessaria per garantire una comunità vitale atta al ripopolamento della zona
camoscio

Nell’anfiteatro delle Murelle, all’interno del Parco Nazionale della Majella, quattro femmine di Camoscio appenninico sono state catturate e dotate di radio collare GPS dai tecnici del Parco; tre di queste sono state trasferite e rilasciate nel gruppo del monte Bove, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, grazie all’ausilio di un elicottero privato.

E’ una delle azioni realizzate dai due parchi nazionali nell’ambito del Progetto Life Coornata che prevede lo sviluppo di misure di protezione coordinate tra le aree protette dell’Appennino centrale per la conservazione del Camoscio appenninico.
È la prima volta che in Appennino vengono catturati dei camosci in un sito diverso dalla Val di Rose, nel Parco Nazionale d’Abruzzo – sede del nucleo storico della specie – per essere reintrodotti in un’altra area protetta.

Per la prima volta, inoltre, sono stati utilizzati sistemi di cattura alternativi a quello tradizionale della tele-anestesia che viene effettuata con fucili lancia siringhe.
I camosci, infatti, sono stati catturati utilizzando la up-net, una sorta di recinto che si solleva
rapidamente
attraverso un comando azionato a distanza.
Tale sistema permette di catturare
contemporaneamente più individui appartenenti allo stesso branco
che, rilasciati insieme, hanno più favorevoli condizioni di adattamento al nuovo ambiente.

Il progetto Life Coornata – Sviluppo di misure coordinate di protezione per il Camoscio
appenninico” – cofinanziato dalla Comunità Europea, ha come obiettivo lo sviluppo di una
strategia di conservazione a lungo termine, necessaria per garantire il miglioramento dello stato di conservazione della specie.
Fra le azioni più importanti del progetto sono previste le catture in natura di individui da rilasciare per l’incremento numerico del nucleo già esistente nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini e per la costituzione di una nuova colonia nel Parco Regionale Sirente-Velino.

La cattura in Majella è il risultato di un intenso lavoro preparatorio svolto negli ultimi due anni da tecnici e collaboratori del Parco che, dopo aver effettuato il monitoraggio intensivo della popolazione dell’area protetta e individuato le aree più idonee allo sviluppo delle attività di cattura previste dal progetto, hanno allestito le strutture attivate a seguito della  frequentazione da parte dei Camosci.

La popolazione di Camoscio Appenninico dei Sibillini, con i tre rilasci , è arrivata a contare 38 animali, 23 dei quali provengono dai rilasci effettuati a partire dal 2008.
Il progetto Life Coornata prevede il rilascio di altri sette animali che consentiranno di raggiungere quota 30, considerato numero minimo per la costituzione di una colonia vitale in un nuovo territorio.
La popolazione di Camoscio Appenninico del Parco Nazionale della Majella, invece, alla luce degli ultimi dati rilevati in occasione del censimento della popolazione effettuato alla fine di luglio,attualmente in fase di elaborazione, oltre ad essere diventata la più numerosa popolazione della specie si conferma come strategica per lo sviluppo delle politiche di conservazione della specie.

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