Tutto questo ci preoccupa fortemente in quanto tali scelte porteranno a una drastica riduzione del personale occupato e ad un depauperamento della struttura aziendale”.
Nell’ultima riunione del Consiglio di amministrazione della Fondazione Agraria si è infatti discusso il nuovo riassetto aziendale che passa per il forte impoverimento della realtà produttiva della tenuta di Casalina, realtà importante e strategica che ha segnato in passato l’attività didattica, formativa e di ricerca della struttura universitaria di Agraria e Veterinaria.
Ci domandiamo, a questo punto, se nell’ambito dell’Ateneo perugino ci siano due correnti di pensiero tra di loro fortemente contrapposte: una che ritiene importante il comparto zootecnico, l’altra che sta lavorando per smantellare la realtà che ha segnato una storia. Dissapori che non possono essere messi a carico dei lavoratori.
La volontà di smantellare la realtà produttiva, che appare abbracciata dalla Fondazione, oltre a creare seri contraccolpi occupazionali avrà sicuramente serie ripercussioni nel territorio, ma soprattutto un forte indebolimento della filiera lattiero-casearia umbra. Questo perché dalla stalla di Casalina ogni mattina escono 50 quintali di latte per raggiungere la Grifo Latte e per divenire l’alimento fondamentale per la maggioranza delle famiglie umbre e non solo”.
All’assessore regionale i sindacati chiedono la convocazione di un tavolo di confronto al quale dovrà partecipare anche l’azienda per discutere in maniera più approfondita il futuro della storica Fondazione agraria e dare continuità al lavoro già avviato.
Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil se non avranno a breve risposte concrete in merito alla vertenza si vedranno costrette ad assumere azioni di lotta per difendere la struttura produttiva, il territorio e soprattutto il lavoro.









