La proposta di finanziare, invece di dare contributi per ridurre alle imprese il costo dell'energia, la costruzione di "fattorie del vento" capaci di fornire energia a costi contenuti potrebbe interessare anche l'industria dell'acciaio ternana
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Agli inizi del 2011 Tamtam.it predisse un futuro di sviluppo dell’innovazione italiana puntando su due progetti, allora embrionali: la così detta fusione fredda e il KiteGen.
La realtà sembra che ci sia dando ragione: gli impianti di E-cat da 1mW sono in produzione ed anche il KiteGen è pronto.

Per quest’ultima apparecchiatura, che sfrutta il vento in quota che attraversa la pensiola e quindi anche i cieli dell’Umbria, la quale (vedi Terni) non è priva di industrie grandi consumatrici di energia, la notizia è che il KiteGen “ha superato la fase di ricerca ed ora possiede un piano industriale dettagliato che attende solo di essere implementato e che deriva da una più che esaustiva investigazione e sperimentazione.”

La conferma nella manifestazione di interesse all’acquisizione dell’Alcoa, la fabbrica di alluminio sarda attualmente sulle prime pagine dei giornali nazionali.
Con tale proposta quelli del KiteGen propongono “di alimentare gli stabilimenti di Portovesme con un 100% di energia da fonte eolica troposferica, eventualmente acquisire lo stabilimento e senza riduzioni di personale, quale miglior vetrina della tecnologia di generazione in opera ma a condizioni equivalenti a quelle prospettate dalle attuali offerte sul tavolo, convertendo parzialmente le previste sovvenzioni in conto energia in puro capitale di avviamento.”
 
Il capitale ed i tempi necessari sarebbero i seguenti:

 " 5M€ e 14 mesi per impostare, organizzare e fornire evidenze non controvertibili della concretezza della specifica soluzione tecnica.
– 50M€ e altri 12 mesi per iniziare a fornire energia da una Kitefarm troposferica da 150MW nominali, con un LEC iniziale di 80 euro/MWh. La taglia di 150 MW è la minima indispensabile, come da piano industriale, per ottimizzare i costi realizzativi.
– Ulteriori 24 mesi, dove la Farm mantiene autonomamente le attività di selezione ed il test delle migliori soluzioni principalmente aerodinamiche per raggiungere un LEC di 20 €/MWh (7 €/MWh è il limite teorico), non solo, la KiteFarm è in grado di pilotare la realizzazione di ulteriori 450 MW nominali che sono sufficienti per alimentare la produzione degli stabilimenti ALCOA di Portovesme senza intermittenza.

A questo punto gli stabilimenti ALCOA potranno produrre i circa 300 milioni del fatturato alluminio con un vantaggio competitivo mondiale, andando a risparmiare sull’energia circa 10 euro/MWh per un totale di 23M€/anno, e la collettività risparmierà sui sussidi finora concessi ad Alcoa per circa 40 euro/MWh per un totale di 92”

Secondo i proponenti “La realizzazione di fattorie del vento troposferico ad altissima densità energetica territoriale, permettono, da un qualsiasi territorio sardo di circa 1 kmq, di estrarre i 300MW necessari allo stabilimento Alcoa, con disponibilità annue di oltre 5.000 ore.
La spesa corrente energetica attuale di Alcoa calcolata a 30 euro a MWh sarebbe già sufficiente a ripagare l’investimento sui generatori in circa due anni

Alcoa è l’azienda che consuma più energia elettrica in Italia, annualmente per produrre, il fabbisogno primario italiano di 150 kt di allumino, richiede 2.300 GWh e i 15 anni passati di energia sovvenzionata sono costati alla collettività oltre € 1 miliardo.
Dai giornali leggiamo che le offerte di acquisizione sul tavolo di Glencore e Klesch richiedono ulteriori proroghe di questo regime di favore, di particolare rilievo è la nuova richiesta di 25 euro a MWh quale condizione per l’acquisizione e circa ulteriori 30 milioni per l’efficientamento dello stabilimento. "
 
 

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