L’Umbria è una tra le zone a più elevato rischio sismico e idrogeologico in Italia.
Tutti i comuni umbri, 92 in totale, sono stati classificati nel 2003 dal Ministero dell’ambiente e
dall’Upi (Unione Province Italiane) a rischio idrogeologico per frane e/o alluvioni.
Lo ha ricordato proprio in questi giorni la Federazione dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dell’Umbria che raccomanda di prevenire, attraverso una corretta e attenta manutenzione e salvaguardia del territorio, i danni arrecati da eventi non prevedibili, ma sempre più frequenti in tutta Italia.
Per adesso in Regione si stanno preoccupando delle possibili frane che potrebbero interessare i luoghi in cui si sono sviluppati gli incendi della scorsa estate, ma tra un po’, quando in Provincia si smetterà di parlare dei grandi sistemi di comunicazione, sarà il caso di andare a vedere quel che succede sulle strade provinciali dopo il gelo dell’inverno e la successiva prolungata siccità.
Per il momento le arterie provinciali sono tutte un susseguirsi di buche ed avvallamenti, ma la cosa più pericolosa in prospettiva è che ci sono fessurazioni profonde del manto stradale, causate dal ritiro dello strato di fondazione in argilla, che attendono solo una bella piovuta e magari a tempo debito un’altra gelata per diventare dei veri crateri e canyon.
Così se ne "andrà a campi" non solo il manto d’asfalto ma probabilmente anche la sottostante massicciata.
In tema di conseguenze dopo gli incendi su proposta dell’assessore Stefano Vinti, la Giunta regionale ha deliberato l’istituzione di un gruppo di lavoro aperto ai tecnici degli Enti competenti per territorio, che avrà il compito di analizzare e valutare gli effetti degli incendi boschivi sulla suscettibilità da frana nelle zone colpite dagli incendi ed in particolare quelli che nel luglio scorso sono stati registrati in prossimità della strada statale n.3 “Flaminia” e alla Strada provinciale n.418 “Spoleto-Acquasparta”.
Per dare corso all’iniziativa, gli Enti territorialmente coinvolti hanno indicato il nominativo di un proprio dipendente esperto in campo geologico-geotecnico che parteciperà al gruppo di lavoro insieme al CNR ed ai Servizi Foreste ed Economia Montana, Protezione Civile e Geologico e Sismico della Regione.
Del gruppo di lavoro fanno parte tecnici indicati dall’Anas, dalla Provincia di Terni, dai Comuni di Spoleto e Terni e dalle Comunità Montane Valnerina e Monti Martani, Serano e Subasio.
“Il gruppo di lavoro, ha sottolineato Vinti, sarà messo immediatamente al lavoro visto che i principali effetti di destabilizzazione conseguenti agli incendi si potranno manifestare in condizioni di piovosità, e pertanto è opportuno avviare le attività prima della stagione autunnale-invernale.
Le attività di studio e ricerca svolte dal gruppo di lavoro dovranno concretizzarsi, prioritariamente e a breve termine, nella valutazione delle condizioni di rischio per la viabilità principale e secondaria e nella definizione delle linee di intervento necessarie per garantire maggiore sicurezza alle infrastrutture viarie.
Tra l’altro, ha concluso l’assessore, nell’eventualità del verificarsi di stati di allerta meteorologica è opportuno che il gruppo di lavoro metta a disposizione degli Enti preposti alla gestione delle due strade le conoscenze acquisite, fornendo indicazioni tecniche utili per l’individuazione delle necessarie misure di salvaguardia”.









