In un momento, abbastanza lungo per la verità, nel quale sono sotto gli occhi di tutti le ruberie dei potenti e la loro sfacciataggine.
In un momento in cui i consumi sono in caduta libera, togliere anche 10 euro a chi se ne avvale per arrivare alla fine del mese potrebbe essere la goccia che fa traboccare un vaso sin troppo pieno, se non fosse che i colpiti sono persone avanti con gli anni che le rivoluzioni, quelle passate, l’hanno vissute ma che adesso non le possono replicare, pur se idealmente le appoggerebbero.
Nell’ultima riunione tecnica con la Dirigenza dell’Inps, per definire la questione degli indebiti pensionistici riguardanti la quattordicesima liquidata nel 2009 (sono circa 4 mila i pensionati umbri coinvolti), l’Istituto ha comunicato che i 200mila pensionati interessati alla restituzione delle somme sono a livello nazionale 66mila titolari di trattamento minimo e 84mila coloro che non arrivano al minimo; 1.817 titolari di un importo pensionistico fino a 500 euro, circa 11mila con un trattamento fino a 600 euro e 40mila circa superiore a 600 euro.
Per quanto riguarda la suddivisione per fasce di importo del debito, sono circa 118 mila i pensionati con un trattamento pensionistico fino a 385 euro, mentre sono circa 60.000 quelli tra 336 e 419 euro infine, circa 23.000 quelli tra 420 e 504 euro.
La novità sta nella disponibilità espressa dall’Istituto ad accettare 24 rate per tutti i pensionati, mentre per quelli con trattamento al minimo, presentando una richiesta presso la sede territoriale Inps, potranno ottenere una rateizzazione di 36 rate.
Il sindacato FNP CISL, consapevole del fatto che si tratta in larga maggioranza di pensionati con gravi difficoltà economiche, ha preteso di approfondire l’art. 13 della legge 412/91, sottolineando che la quattordicesima erogata nel 2009, calcolata sui redditi 2008, deve rientrare nell’ambito dell’applicazione del predetto articolo e, quindi, non essere più recuperabile: conseguentemente, la Fnp Cisl ha richiesto all’Istituto di annullare le trattenute relative.
L’argomento sarà approfondito maggiormente nel prossimo incontro del 9 ottobre.
“La preoccupazione della Fnp Cisl Umbria –fa sapere il segretario generale regionale Fnp Cisl Umbria Giorgio Menghini- sta nella possibilità di richiesta di restituzione della quattordicesima anche per gli anni successivi: per il 2010 i redditi superiori a 8988,92 euro, per il 2011 9114,89 euro, per il 2012 9379,50 euro”.
La segreteria regionale della Fnp Cisl Umbria ritiene che “i pensionati non debbano pagare per quanto ottenuto senza alcuna richiesta da parte degli interessati e, quindi, per un errore commesso dall’Inps o per presunta inadempienza dell’Agenzia delle Entrate, che a dire dell’Inps, ha fornito i dati in ritardo, impedendo quindi la verifica legittima della quattordicesima.
Tutto questo risulta essere ancora più ingiusto se consideriamo i quotidiani fatti di cronaca che mettono in evidenza sprechi e privilegi che permangono nel nostro Paese. Risorse, queste, che dovrebbero appartenere ed essere spese per la collettività”.
La Fnp Cisl Umbria, che auspica la sanatoria, rimane in vigile attesa di ulteriori sviluppi e non esclude la possibilità di presentare un ricorso di massa











