Per non mettere a rischio la tenuta del comparto – ha aggiunto Masiello – auspichiamo un segnale chiaro che possa contribuire a dare una certezza operativa ai produttori.
La proposta di modifica della “Direttiva Prodotti” da parte della Commissione UE– secondo Masiello – è deleteria per il tabacco nazionale.
Le tre misure previste, pacchetto generico, esposizione e divieto di ingredienti, sono deleterie per la coltivazione nazionale e per l’intera filiera, perché colpiscono in modo irrazionale un comparto produttivo senza apportare benefici per la tutela della salute pubblica, ma anzi potrebbero contribuire ad aumentare la diffusione di prodotto illecito.”
Il nostro – ha ribadito Sidoli – è un impegno chiaro e trasparente, ne è la prova quanto stiamo facendo per il “Burley” in Campania, di cui siamo quasi l’unico acquirente.
Comunico oggi – ha sottolineato Sidoli – due decisioni importanti di Philip Morris Italia, una per il breve periodo e una a lungo termine.
La prima – ha spiegato – è conseguenza della difficile raccolta di quest’anno, specie per il “Bright”: al termine di questa campagna, abbiamo deciso di riconoscere ai nostri coltivatori, un’integrazione fissa, come contributo “una tantum”.
In una prospettiva di lungo temine invece – ha reso noto Sidoli – è nostra intenzione prolungare di un ulteriore triennio, l’accordo con il Ministero ed il collegato impegno con ONT-Coldiretti.
Philip Morris Italia – questo il messaggio finale del Presidente Sidoli – c’è, sta facendo la sua parte e continuerà a farla.”
Durante l’incontro, cui erano presenti anche i vertici di Opit, l’Organizzazione Produttori Italiani Tabacco promossa dalla Coldiretti Umbria, il presidente regionale della Coldiretti Albano Agabiti, soffermandosi sulla proposta della nuova PAC, ha dichiarato come il tema centrale rimanga quello di prevedere che anche il tabacco possa ricevere il cosiddetto “premio qualità” e che su questo saranno incentrati gli sforzi. Ci auguriamo – ha affermato Agabiti – che la PAC, possa premiare le imprese e il lavoro.
Lo ha detto il ministro per le Politiche Agricole Mario Catania il quale ha anche annunciato che alle aziende sarà mantenuto il livello di aiuto “disaccoppiato”, mentre una situazione difficile si presenta, in commissione europea, per quanto riguarda l’aiuto “accoppiato”.
Sottolineando come il negoziato in sede europea si trovi alle sue battute finali, sia per quanto riguarda le prospettive finanziarie che la nuova “Pac”, Catania ha parlato della necessità per il tabacco di una “filiera viva, che non disperda valore in sequenze irrazionali”, di un rapporto positivo fra manifatture e produttori e di un’attenzione alle specificità dei territori: “Per parte mia – ha detto il titolare del dicastero per le Politiche Agricole –, farò tutto quello che può fare un ministro dell’agricoltura”.
“Si è trattato di un convegno straordinariamente importante – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini, concludendo i lavori -, che ha messo insieme al livello più alto istituzioni, manifatture, associazioni professionali, coltivatori e studiosi del settore, per fare il punto sui problemi di un comparto rilevante per la nostra economia, la coesione sociale e l’identità territoriale.
Ciò che è emerso – ha continuato l’assessore – è l’importanza della ricerca e dell’innovazione nel miglioramento qualitativo del prodotto, nella revisione dei modelli organizzativi, nelle questioni aperte dalla ristrutturazione e dalla riconversione del settore. Un forte accento è stato posto, nei vari interventi, sui temi, oggi attualissimi anche nel settore tabacchicolo, della protezione dell’ambiente e dell’incremento della biodiversità. Oltre al suo valore economico e sociale, il tabacco è un tratto distintivo del territorio umbro e delle sue tradizioni, e come tale va salvaguardato all’insegna dell’innovazione”.











