Originario di Marsciano, aveva dedicato la sua vita alla lotta contro la desertificazione, ottenendo con i suoi brevetti risultati apprezzati in Sud America, in Africa e, da ultimo, in Cina
vallerani

Nelle scorse settimane è venuto a mancare Venanzio Vallerani, un marscianese tenace che ha dedicato la sua intera vita professionale alla lotta contro la desertificazione, con risultati importanti che lo hanno imposto all’attenzione internazionale, grazie anche ad alcuni suoi brevetti, tra i quali figurano gli aratri "delfino" e "treno" messi a punto in collaborazione con la ditta umbra "Nardi".

Nato a Pola nel 1924, Venanzio Vallerani aveva frequentato l’istituto agrario di Todi e si era poi laureato nel 1949 in Scienze Agrarie e Forestali presso l’Università di Perugia. Dopo un breve periodo di docenza presso la stessa scuola agraria tuderte, lasciò l’insegnamento per lavorare come zootecnico presso l’Ente Maremma.

Nel 1970-71 inizia la sua attività come consulente in un progetto pilota in Brasile per il miglioramento delle produzioni zootecniche. Con consulenze successive fatte per FAO, IFAD, ONG e cooperazione italiana e di altri Paesi inizia quella che sarà la missione della sua vita.
Nel 19888, inviato dalla Coopita come consulente in Niger nel progetto del Damergou per vedere se era possibile fermare la desertificazione avanzante, inventa il "Vallerani System", che riceverà successivamente consensi crescenti e si svilupperà con azione in grande scala in adempimento di tre convenzioni di lotta contro la fame, la povertà e l’emigrazione.
Da allora il Sistema è stato adottato con successo in 12 Paesi con la lavorazione complessiva di oltre 110 mila ettari, per arrivare al 2006 quando nell’ambito di un progetto di cooperazione viene chiamato a collaborare con il ministero delle foreste cinesi.

E’ del 2009 il volume "Un delfino rinverdisce i deserti", dove raccontò la sua straordinaria esperienza in giro per il mondo, con attestazioni prestigiose per il suo lavoro.
Uno dei suoi ultimi desideri, dopo una breve battaglia vissuta con il coraggio e lo spirito che lo hanno accompagnato sempre, è stato che, invece dei fiori, venisse sostenuto il progetto di riforestazione in Burkina Faso (Africa) dell’Associazione Deserto Verde (www.desertoverde.ch).
Di lui hanno scritto "Hai lasciato solchi visibili nel terreno e molte tracce nei nostri cuori".

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