Il comitato per la salvaguardia del territorio della frazione tuderte lamenta l'immobilismo delle istiuzioni: "la nostra pazienza è messa a dura prova e rischia di esondare"
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Nuovi allagamenti di strade e seminterrati nel tuderte, a causa della completa saturazione del sistema fognario non ripulito dopo l’alluvione e dunque intasato di fango e detriti. Lo denuncia il comitato per la salvaguardia del territorio di Pian di San Martino di Todi.
Il comitato esprime «profondo rammarico per l’immobilismo delle Istituzioni. A sedici giorni dall’alluvione – si legge in una nota – non sono state comunicate e tanto meno messe in atto misure concrete ed effettuati i primi interventi necessari a mettere in sicurezza ed a evitare nuovi danni alla popolazione. Il susseguirsi di sopralluoghi di tecnici ed amministratori si sono caratterizzati, ad oggi, da un sostanziale “scarica barile” su chi doveva fare cosa».

«Comprendiamo – prosegue il comitato – che la messa in sicurezza definitiva della frazione necessiti di mesi e forse anche di qualche anno – in merito al fatto che dovrà essere effettuata a seguito di una progettazione adeguata ed organica degli interventi che dovranno essere realizzati – ma alcune cose possono e devono essere fatte nell’arco di pochi giorni. In particolare rimangono immutate rispetto all’alluvione, e quindi critiche, le condizioni di fossi, fogne ed argini».
Dal comitato si sottolinea che la precipitazione di mercoledì 28 novembre ha causato nuovi allagamenti, «vista la completa saturazione del sistema fognario non ripulito dopo l’alluvione e dunque intasato di fango e detriti. Questo oltre a causare un nuovo allagamento, seppur lieve, del piano terra di alcune abitazioni ha messo in allerta ed apprensione parte della cittadinanza che è rimasta sveglia tutta la notte visto il perdurare delle precipitazioni, la presenza di argini rotti e l’alto livello del fiume Tevere».

I cittadini di Pian di San Martino ritengono «surreale che da parte delle Istituzioni competenti non sia stato fatto nessun intervento dal giorno dell’alluvione visto anche che le segnalazioni degli interventi di prima emergenza sono tutte emerse nell’incontro tenuto il 20 novembre con i rappresentanti dell’Amministrazione comunale e della Regione Umbria. Al di là degli stanziamenti, veri, presunti e certamente auspicabili di Governo, Regione e Comune riteniamo che le Istituzioni competenti dispongano uomini e mezzi propri per poter fare alcune prime concrete azioni per riportare alla normalità la vita della frazione. È ora essenziale che alla scia di consiglieri, assessori e tecnici, si aggiungano operai, con ruspe e pale. La grande pazienza degli abitanti di Pian di San Martino, messa a dura prova dall’acqua del Tevere e dall’immobilismo delle Istituzioni – conclude il comitato – rischia veramente di esondare».

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