Nei giorni dell'alluvione è stato come se sull’asta del Tevere in 24 ore si fosse rovesciata per due volte l’acqua contenuta nel Lago Trasimeno, ma nessuno era preparato nonostante le tante inascoltate Cassandre
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Dopo le bombe d’acqua cadute sull’Umbria
e che hanno determinato le alluvioni del novembre nel sud ovest della regione ( pievese- orvietano e media valle del Tevere una nuova bomba l’ha lanciata, nell’aula di palazzo Cesaroni, Gianfranco Chiacchieroni col sostegno, più cauto, di Massimo Buconi.

Il consigliere marscianese del Pd ha sottolineato che si tratta di un evento verificatosi a causa delle bombe d’acqua cadute sul lato destro del monte Peglia, che hanno poi ingrossato i fiumi….
Un fatto non inusuale: anche nello Statuto del 1432 di Perugia si diceva di fare attenzione a questi fiumi, che richiedono molta cura.
Invece sono proprio quei fiumi che non hanno organi di governo, su cui non vengono fatte opere di regimazione e sono genericamente assegnati alle Province.
Esistono problemi trentennali relativi a questi corsi d’acqua.
L’esperienza di questi 30 anni dovrebbe farci cambiare il modo di gestire queste nostre grandi risorse. In altre regioni, come la Lombardia, esistono i contratti di fiume: per evitare disastri servono un costante coinvolgimento con i cittadini (che hanno un rapporto diretto con territori e corsi d’acqua) e un governo diverso “
Da parte sua Buconi  ha sostenuto che “ È necessario il buon funzionamento dei Consorzi e dei Bacini idraulici. Ci sono aree dove nessuno esercita attività di prevenzione per l’assenza di queste strutture “.

Un’ammissione che c’è qualche cosa che non quadra nella gestione dei corsi d’acqua, con tanti enti, compreso il Consorzio Tevere Nera e l’autorità di bacino del Tevere, che svolgono funzioni eminentemente burocratiche ma nello stesso tempo, oltre che omettere interventi concreti, impediscono che altri vi provvedano.

Sarà stata pure una stagione eccezionale, quanto lo diranno i prossimi mesi ed anni.
“In Umbria, ha detto la Presidente Marini, sono caduti 307 millimetri in 72 ore nel comune di Allerona, 230 mm a Compignano nel Marscianese, 252 mm a Ponticelli di Città della Pieve. Nella parte ovest della nostra Regione, la pioggia è stata tra i 250 e i 400 millimetri concentrati in 24–48 ore.
Il volume idrico precipitato nel bacino del Tevere fino a Monte Molino è stato stimato in 900 milioni di metri cubi complessivi e sul Paglia, a Orvieto Scalo in 350 milioni di metri cubi: come se sull’asta del Tevere in 24 ore si fosse rovesciata per due volte la capacità dell’acqua contenuta nel Lago Trasimeno.
Anche i corsi d’acqua che il sistema di Protezione civile nazionale e regionale ha controllato hanno superato tutti le soglie di attenzione e di allarme (Tevere, Chiascio, Topino, Chiani, Paglia, Genna e il Nestore con i relativi affluenti). “

Cose che per il cittadino normale sono state una sorpresa, ma che non doveva esserlo per i tecnici che avessero seguito gli innumerevoli studi che fenomeni simili li prevedevano e li prevedono ancora.
Una sorpresa che la politica avrebbe dovuto mettere in conto perché ai politici si chiede di prevedere il futuro ed essere pronti a gestirlo e non mettere la testa sotto la sabbia quando viene documentato che la temperatura del Tirreno, da cui vengono le bombe, sale anno dopo anno.
A gestire il presente i cittadini sono in grado di farlo da soli, come sono in grado di capire che le toppe, per l’Umbria, di Montedoglio e Corbara, per la bassa Umbria e Lazio, non reggeranno ancora per molto e presto toccherà ancora fare la conta dei danni e rinnovare l’appello perché il Governo ci aiuti

Per la cronaca il Consiglio Regionale ha approvato un ordine del giorno con cui si chiede che la Giunta regionale metta in atto tutte le possibili azioni affinché il Governo riconosca lo stato di calamità naturale per il rimborso dei danni subiti da aziende e cittadini, oltre all’alleggerimento del peso fiscale sulle imprese e sulle famiglie colpite dagli eventi alluvionali che hanno colpito l’Umbria nel novembre scorso.
Nelle more delle decisioni governative assuma ogni iniziativa per interventi immediati di carattere finanziario e normativo e per incentivare la collaborazione con il sistema del credito umbro al fine di attivare linee di credito agevolate per il rilancio produttivo delle attività colpite dall’alluvione.
Nel documento si chiede, inoltre, che la Seconda Commissione avvii un approfondimento della problematica riguardante la prevenzione e il governo idrogeologico del territorio umbro, ma manca il necessario riferimento a quel principio di precauzione che dovrebbe guidare tutte le scelte.

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