Torna dal 28 dicembre al 6 gennaio il grande festival “Spello Splendens” ideato dal Centro Studi Europeo di musica medievale “Adolfo Broegg” e curato dall’associazione musicale Micrologus, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Spello.
Sette concerti straordinari, oltre a incontri, seminari e mostre faranno vivere il Natale a Spello all’interno di un contenitore unico e originale.
Il Festival si svolgerà tra sacro e profano in suggestivi luoghi della città di Spello: l’auditorium del Centro Studi “Adolfo Broegg”, il teatro Subasio, la chiesa di Santa Maria Maggiore, la Chiesa di Sant’Andrea e lungo alcune strade e piazze di Spello.
“Spello Splendens – spiega l’assessore alla cultura Liana Tili – giunto alla sua terza edizione, è ormai un appuntamento consolidato che anima con la musica antica, medievale e tradizionale, il periodo natalizio.
E’ un festival che con il suo profilo unico e specifico costituisce un’offerta di alta qualità artistica e culturale, una rassegna che segna il tempo attuale con il suo richiamo al passato e il suo sguardo verso il futuro”.
Tutti gli eventi sono ad ingresso libero.
Questa terza edizione si apre con una premiere unica: il 28 dicembre con il concerto di inaugurazione con il Micrologus e il Coro di Spello che eseguono un programma di musica medievale del Natale arricchito dalla presenza di Pino De Vittorio e i canti tradizionali del sud Italia.
Le due serate successive sono dedicate alla musica inglese-scozzese-irlandese: tradizionale con i Birkin Tre in Piper’s Night (il 29) , storica con l’arpista inglese Leah Stuttard e gli scozzesi Gaita (il 30).
La fine settimana dell’Epifania si apre (il 4) con “Il suono del vento, organi e zampogne”, un nuovo e affascinante programma di Alessandro Maziotti.
Sabato 5 abbiamo una maratona in città che inizia con il gruppo Sonidumbra e prosegue con “Zampogne & lenticchie” e il canto della questua della “pasquarelle” con Piero Brega.
A chiudere il festival, per l’Epifania, sono I Musetta che con simpatia e maestria coinvolgeranno il pubblico con la loro particolare tradizione di canti, musiche e danza di strumenti dell’Appennino Piacentino.
La parte didattico-scientifica del Festival include dei seminari in collegamento con i concerti e le mostre e docenti di livello internazionale.
Nella sede della Pro Spello sarà inoltre possibile ammirare anche la mostra “La capra che canta” con zampogne, cornamuse, ciaramelle e flauti della tradizione popolare e colta.









