La perduta resistenza del tetto di un capannone, lo fa crollare sotto il peso del proprietario caduto, per sei metri, al suolo
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L’eternit seguita a colpire non solo per le gravissime malattie che l’inalazione delle sue fibre d’amianto provoca, ma anche per la sua fragilità dopo anni di esposizioni alle variazioni climatiche ed intemperie.

Fenomeno quest’ultimo che rende necessario intraprendere una sistematica opera di bonifica indipendentemente dal fatto che apparentemente le lastre sono integre perché la estrema fragilità e la pochissima resistenza possono essere il sintomo di un lento ed invisibile rilascio nell’aria delle finissime fibre d’amianto.

Stavolta a cadere nella trappola è stato un 63enne di Perugia che mentre si trovava sul tetto di un capannone (ceduto in locazione a terzi) di sua proprietà per sistemare un’infiltrazione d’acqua, a causa di un cedimento strutturale, è caduto al suolo da un’altezza di circa 6mt.
Soccorso e trasportato presso il locale pronto soccorso è stato ricoverato con prognosi riservata.

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