Sono molte le motivazioni che hanno indotto la Governatrice dell’Umbria ad esercitare un potere eccezionale in materia di smaltimento dei rifiuti, dove la normativa europea privilegia l’utilizzo dei rifiuti per la produzione di energia rispetto alla tutela della salubrità dell’aria.
Di fronte all’assenza delle disposizioni statali di autorizzazione che hanno determinato l’entrata in vigore del divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti di elevato potere calorifico, e per scongiurare l’insorgere di una situazione di reale emergenza igienico-sanitaria, oltre che l’interruzione di un pubblico servizio, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha firmato una ordinanza con la quale si dispone che per 30 giorni dalla data della ordinanza stessa, sono ammessi in discarica i rifiuti urbani e i rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani (aventi PCI maggiore di 13.000 kJ/kg in deroga alle disposizioni di cui all’art. 6, comma 1, lettera p) del D.Lgs. n. 36/2003) e ferme restando tutte le altre disposizioni normative e autorizzative, in particolare le vigenti disposizioni sul preventivo trattamento dei rifiuti.
Con l’ordinanza si dispone altresì che al fine di ridurre il quantitativo di rifiuti destinati allo smaltimento in discarica, i Comuni e gli ATI sono tenuti ad effettuare la riorganizzazione dei servizi di raccolta differenziata secondo le modalità stabilite dal Piano Regionale vigente e dalle Linee Guida approvate con D.G.R. 1229/2009 entro i termini stabiliti dalle DD.GG.RR. 1248/2011, 1249/2011 e 1289/2012.
L’ordinanza è stata comunicata ai Comuni e agli ATI per il successivo inoltro ai gestori. Ai sensi dell’art. 191, comma 1, del D. Lgs 152/2006, è comunicata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute, al Ministro delle attività produttive, alle Province di Perugia e Terni.
Nel rendere nota l’ordinanza, la presidente della Regione ” auspica inoltre che lo stesso Governo “assuma al più presto i provvedimenti di sua competenza”.
Ma il problema non sembra essere del tutto risolto, come si evince dalla risposta del Sindaco di Perugia in qualità di presidente dell’a.t.i.2 , al Sindaco di Magione, che di seguito si riporta integralmente:
“Preliminarmente e in termini generali ritengo che le Istituzioni non debbano utilizzare la gran cassa dei media per acuire, senza alcuna produttività, il senso di disorientamento della collettività a fronte di problemi che le stesse Istituzioni sono invece chiamate a risolvere.
Allo stesso modo risulta altrettanto improduttivo lanciare accuse generalizzate senza essere a conoscenza del ruolo, delle competenze e di quanto svolto dai diversi soggetti coinvolti.
Nel merito della questione sollevata con la nota del 7 gennaio, ferme restando le valutazioni espresse sulla necessità di un tempestivo intervento da parte dei soggetti direttamente competenti, ritengo necessario puntualizzare le azioni immediatamente intraprese da questo A.t.i. per segnalare alla Regione gli effetti derivanti dalla prevedibile mancata deroga, a decorrere dal 1 gennaio 2013, alle previsioni di cui all’art. 6 del D.Lgs. n.36/2003; inoltre, in uno spirito di leale collaborazione tra enti, sono state proposte possibili soluzioni che avrebbero potuto scongiurare la situazione che oggi si è determinata.
Tale confronto con la Regione, al quale partecipa in modo fattivo anche il gestore del servizio, è continuo e, pur in assenza di un auspicato ed annunciato provvedimento governativo, si spera porti ad una rapida soluzione del problema, consentendo la possibilità di smaltimento in discarica della frazione secca dei rifiuti e, quindi, la piena ripresa dei servizi.
Per quanto riguarda invece l’accessibilità all’impianto di Borgogiglione, resa difficoltosa dalla recente decisione del Comune di Corciano, nelle more di una soluzione definitiva individuata tra le numerose proposte avanzate da questo A.t.i., occorre precisare che lo stesso A.t.i. ha provveduto:
1) a garantire comunque e nell’immediato lo smaltimento dei rifiuti presso la discarica di Pietramelina, pur nei limiti della sua residua capacità;
2) a ricercare, con esito positivo, un’ulteriore capacità di conferimento presso la discarica di Belladanza dell’A.t.i. n.1;
3) a verificare la possibilità di conferire temporaneamente i rifiuti presso impianti di discarica e di termovalorizzazione, anche fuori regione;
4) a valutare congiuntamente alla Regione l’adozione di provvedimenti, anche di natura contingibile e urgente, al fine di sospendere le restrizioni all’uso della strada del Colle del Cardinale, imposte in sede di v.i.a per l’ampliamento dell’impianto di Borgogiglione, e per l’utilizzo della strada provinciale che attraversa l’abitato di Mantignana;
5) a valutare con il gestore l’opportunità di impugnare l’ordinanza del Comune di Corciano con la quel si inibisce il transito di mezzi aventi un peso complessivo superiore a 7,5 t., lungo la strada di Mantignana.
Quanto sopra riportato rende evidente l’impegno con il quale, anche in questo caso, l’A.t.i. del Perugino, senza enfasi e certamente nel dovuto “silenzio”, ha affrontato le complesse problematiche che lo hanno coinvolto, nella convinzione che la soluzione dei problemi sia da preferire ad una sterile polemica idonea a determinare, questa sì, il clima di sfiducia tra Istituzioni e cittadini al quale si fa riferimento nella citata nota del 7 gennaio ”. “










