Già nella precedente consiliatura il ponte a Pontecuti di Todi sul Tevere era stato oggetto di segnalazioni da parte di cittadini che però si limitavano alla parte superiore carrabile.
Ora è il comitato Civico Aria Nuova per Todi che è tornato sull’argomento depositando in Consiglio Comunale un’interrogazione “sullo stato indegno in cui versa il ponte in muratura che collegata la strada che discende da Todi (Strada Statale 79 bis Orvietana) con la Strada Statale 488, presso la frazione di Pontecuti.
Riteniamo –dice il Comitato – che il Sindaco dovrebbe essere già a conoscenza della situazione, poiché sicuramente l’amministrazione e gli organi/enti competenti avranno scrupolosamente monitorato lo stato delle strutture poste nel territorio comunale interessate dalla recente alluvione, che nel caso in oggetto è andata ulteriormente a gravare su una situazione già parzialmente compromessa”.
Secondo Aria Nuova “ Il rostro posto a protezione della prima pila del ponte provenendo da Todi risulta seriamente danneggiato, in quanto l’azione della corrente ha asportato diversi metri cubi di materiale, compromettendone la capacità di far defluire i materiali galleggianti (tronchi, rami …) trasportati dal fiume, incrementando di conseguenza la pressione della corrente sulla struttura portante.
Che ulteriori eventi atmosferici, anche di entità relativamente modesta, potrebbero minare la funzionalità della pila del ponte e compromettere la funzionalità dell’intera struttura, comportando un rischio per la pubblica e privata incolumità ai fini della sicurezza.”
“Segnaliamo – conclude Aria Nuova – la preoccupazione da parte di molti cittadini per quanto concerne la sicurezza del ponte e l’incolumità di chi ne fruisce, per l’importanza che esso ricopre dal un punto di vista dei collegamenti stradali e non ultimo per il suo valore storico/architettonico, in quanto l’opera fu eretta nel XVII secolo e ricostruita a seguito di un bombardamento subito durante la Seconda Guerra Mondiale (1944.
Riteniamo opportuno sottolineare che un intervento tempestivo limiterebbe, oltre ai rischi, anche il dispendio di risorse pubbliche necessario per sanare la situazione.”










