Brina ha festeggiato cento anni. Chi è Brina? E’ Annunziata Spaccino nata al vocabolo Rosato Grosso di San Venanzo il 13 gennaio del 1913. Nonostante due rotture di femore e bacino, negli ultimi anni, cammina da sola con l’aiuto di un bastone. Come mai Brina? “Mi ci hanno chiamato da piccola perché, dicevano, ero tenera come la brina”. Ancora oggi la chiamano così. Il fisico è sempre esile, ma deve essere brina resistente a qualsiasi evento.
Ora abita a via Larga, assieme a uno dei suoi figli. Per la festa dei cento anni, in un locale tipico di Ospedaletto, si sono riuniti una cinquantina di parenti. Annunziata ha avuto due sorelle, Quintilia e Sestilia, e tre fratelli, Gino, Alcide e Agostino. Sposa Vito Galletti di Rotecastello. A far crescere famiglia arrivano Rita, Rolando, Giuliana e Marcello. Nel 1948 si spostano a Casa Rossa, in un podere del conte Pietromarchi. Poi in un casolare dove oggi c’è il Villaggio Oasi.
Brina è sempre vissuta in campagna. Scuola niente. All’epoca i figli dei contadini dovevano solo lavorare. Vito, il marito, l’ha lasciata il 30 gennaio del 1992. Quando abitava a Casa Rossa tutti i lunedì scendeva a Marsciano portando al mercato uova e polli da vendere. Anche il ritorno lo faceva a piedi. Negli ultimi anni alimentazione sempre leggera, specialmente la sera. Niente vino.
“Da giovane, però, – racconta il figlio Rolando – qualche bicchiere di vino nero lo beveva. Soprattutto quando passava qualche amico per casa. Assieme al babbo era immancabile l’invito a bere un bicchiere in cantina”.
Dai suoi quattro figli sono nati nove nipoti (Michela, Vanni, Renata, Simona, Paola, Marina, Sonia, Marica e Gessica) e dieci pronipoti (Simone, Daniele, Benedetta, Leonardo, Alessio, Filippo, Giulia, Martina, Elia e Edoardo.
A rendere la festa più solenne anche la presenza del sindaco Alfio Todini, con fascia tricolore. Contenta della festa? “Sì”, risponde Brina. Ma senza esaltarsi troppo.
- Alvaro Angeleri
- 17 Gennaio 2013










