Sergio Marini, è stato richiamato dagli agricoltori della Coldiretti alla guida della confederazione come Presidente.
Oltre agli auguri del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania soddisfazione per la conferma dell’umbro Sergio Marini è stata espressa dall’assessorato regionale alle politiche agricole dell’Umbria.
La Presidente della Regione ha così scritto al riconfermato presidente dell’organizzazione nazionale “Nel rivolgerti gli auguri di buon proseguimento del tuo lavoro in questa importante funzione che hai sin qui svolto con non comune impegno, passione e grande competenza, ha scritto la Presidente, mi auguro che continuerai ad operare affinché l’agricoltura italiana, e quella umbra, possano trovare l’attenzione e la considerazione che questo settore merita, anche nell’interesse delle centinaia di migliaia di persone che vi operano”.
Nel suo discorso dopo l’elezione all’unanimità e a scrutinio segreto ha affermato tra l’altro Marini "Siamo di fronte ad una accresciuta attenzione per il settore primario che parte da una società civile che crede e sostiene il nuovo modello agricolo portato avanti dalla Coldiretti che contribuisce in misura determinante alla crescita sostenibile del Paese.
La gente ha ben presente l’importanza dell’agricoltura e la politica ne sta prendendo atto riconsiderandone il ruolo e le potenzialità.
Il nostro progetto – ha proseguito Marini – mette al centro l’impresa legata al territorio che fa della qualità e della creatività il suo punto di forza per competere sui mercati, ma anche una lotta spietata ai “furbetti” dell’agroalimentare che fanno affari con il falso Made in Italy.
Il modello di sviluppo che vogliamo per la nostra agricoltura trae quindi nutrimento dai nuovi punti di forza del Paese. Nel fare un bilancio degli ultimi quattro anni – ha detto il Presidente dell’Organizzazione – possiamo affermare che ne esce una Coldiretti rafforzata sul piano organizzativo e sul piano della rappresentanza ed emerge soprattutto il dato interessante del ritorno dei giovani in agricoltura e della speranza che essi hanno di avere un futuro nel settore.
Dieci anni fa agricoltura significava soltanto problemi sociali, problemi ambientali, costo per il Paese. Oggi – ha puntualizzato – quelli che erano problemi sono diventati delle opportunità. L’agricoltura si è inventata un nuovo modello di sviluppo basato sulla piccola e media impresa, sul prodotto fortemente legato al territorio, distinguibile in quanto riunisce in sé tutti i punti di forza del Paese come il paesaggio, l’innovazione e la creatività e li aggiunge come valore aggiunto a prodotti e servizi.
C’è un problema di reddito di cui conosciamo le cause che sono legate alla crisi economica e al calo dei consumi che speriamo, anche se siamo poco fiduciosi, possa iniziare a superarsi alla fine di quest’anno, al furto di valore nella filiera e al furto di identità dei nostri prodotti.
E’ per tale motivo – ha sostenuto Marini – che abbiamo avviato da tempo il progetto di filiera agricola italiana con risultati soddisfacenti, basato sui due marchi di “Campagna amica” e “Filiera agricola italiana”, che ha come obiettivo di accorciare la filiera e di valorizzare e promuovere nel nostro Paese e nel mondo l’Italia vera, e abbiamo avviato una grande battaglia contro le contraffazioni e le sofisticazioni, puntando sulle garanzie che possono essere date da una corretta etichettatura del prodotto.









