Giunta Regionale, Pd e Psi hanno deciso di andare avanti con la legge sul servizio idrico, nonostante il dissenso con Idv e Prc che ha portato all'approvazione di un emendamento non condiviso dalla maggioranza della maggioranza
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Dopo lo stop in Commissione Consiliare “Il DDL della Giunta regionale dell’Umbria sulla organizzazione del servizio idrico integrato e di gestione dei rifiuti proseguirà regolarmente il suo iter legislativo e verrà presentato all’esame del Consiglio regionale. In aula potranno certamente essere accolte proposte migliorative”.
Lo ha detto l’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti e lo hanno ribadito i capigruppo di Psi e Pd.

E tutti hanno fatto riferimento alla sentenza della Corte costituzionale, su ricorso promosso dalla Presidenza del Consiglio (Governo Berlusconi), con la quale per quanto riguarda la gestione del servizio idrico integrato è stato sottolineato che la disciplina dell’affidamento della gestione appartiene alle materie tutela della concorrenza e tutela dell’ambiente riservate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato.
Per la Corte, nella specie, anche dopo il referendum, resta in vigore quanto disposto dalla legge 191/2009, in base alla quale la legge regionale ha il compito soltanto di disporre l’attribuzione delle funzioni delle soppresse Autorità d’àmbito territoriale ottimale (AATO) e non, di conseguenza, di provvedere direttamente all’esercizio di tali funzioni affidando la gestione ad un soggetto determinato.
Per questo  “Il ddl – ha detto l’assessore – è pienamente conforme agli esiti del referendum popolare del giugno 2011 come dimostra già il primo  articolo della normativa, in cui sono indicati i principi a cui debbono uniformarsi la Regione e gli altri soggetti pubblici nell’esercizio delle funzioni in materia di servizio idrico integrato.
Qui infatti si parla esplicitamente di acqua come bene comune, essenziale e insostituibile per la vita dell’uomo, di proprietà pubblica di tutte le acque superficiali e sotterranee e appartenenza al demanio pubblico delle infrastrutture idriche di proprietà pubblica, di garanzia della disponibilità e accesso individuale e collettivo all’acqua in quanto diritto fondamentale e inviolabile della persona, di utilizzo delle risorse idriche, salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future e riduzione degli sprechi ed infine del rispetto dei criteri di equità sociale, solidarietà, efficienza ed efficacia”.

Per Rometti inoltre nel testo sono stati accolti molti degli emendamenti presentati in Commissione. Rimangono invece fuori dalla normativa gli emendamenti che la stessa Corte Costituzionale ha ritenuto illegittimi in precedenti,  analoghe disposizioni di  altre Regioni. “Il pronunciamento della suprema Corte  in merito non lascia dubbi – ha concluso Rometti.
E’ per questo che non esponiamo la nostra legge regionale alla certezza di una bocciatura”.

Per Buconi e Locchi “Il disegno di legge presentato dalla Giunta regionale sulla riforma dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti è totalmente condiviso.
Il primo articolo del testo di legge non ha avuto in Prima Commissione il voto favorevole di alcuni consiglieri di maggioranza perché emendato dal voto di una strana alleanza composta da Idv, Prc, Pdl e Fratelli d’Italia”.

Renato Locchi, capogruppo del Partito democratico, e Massimo Buconi, capogruppo del Partito socialista, riassumendo quanto avvenuto ieri durante l’esame in Commissione del testo di riordino dei servizi idrici integrati e di gestione dei rifiuti, esprimono “forte disappunto per il ripetuto atteggiamento di forze politiche di maggioranza che dissentono da provvedimenti avanzati dalla stessa Giunta di cui fanno autorevolmente parte”.
Per Locchi e Buconi “l’atto, che prevede la soppressione dei quattro Ambiti territoriali ottimali (Ato) e la costituzione di un’unica Autorità per i rifiuti e le risorse idriche (Auri), troverà sufficienti consensi in occasione del voto in Consiglio regionale. La riforma – concludono – rappresenta infatti un importante intervento di semplificazione e razionalizzazione di servizi fondamentali per la collettività quali acqua e rifiuti”.
 

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