Presidio di operai e sindacati davanti all'assessorato allo sviluppo economico della Regione
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La crisi del Gruppo Sangemini si materializza davanti al palazzo della Regione, dove operai e sindacati hanno indetto uno sciopero con presidio di quattro ore davanti all’assessorato allo sviluppo economico. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, assieme ai 131 lavoratori, hanno denunciato atteggiamenti unilaterali da parte dell’azienda.
"Con questo presidio – si legge in una nota –  i lavoratori chiedono chiarezza sulla questione dei marchi, che appartengono al territorio, alla sua storia e ne determinano l’importanza. Il Gruppo Sangemini, in questo momento di crisi, sta portando avanti una politica di depauperamento dei marchi storici, che dovrebbero essere invece il vero valore aggiunto dell’azienda".
Fai, Flai e Uila intendono ribadire che al tavolo si dovranno affrontare con urgenza problematiche ormai impellenti, che si dovrà parlare di investimenti, di sviluppo dei marchi storici, di garanzie occupazionali e di un rapporto nuovo con il territorio e le istituzioni che lo rappresentano.
I lavoratori sostengono con forza la necessità di un piano di rilancio e valorizzazione dei siti umbri in un’ottica di sviluppo che tenga insieme occupazione e qualità delle acque.
Il sindacato tiene a rimarcare che anche il Gruppo Sangemini, in virtù del fatto che tutte le aziende che imbottigliano acqua sono vincolate dalle concessioni regionali, deve attenersi alle stesse. In questa ottica, è fondamentale un continuo e approfondito confronto con tutti i soggetti.  
Inoltre Fai, Flai e Uila intendono tenere alta l’attenzione sul problema della cassa integrazione dei lavoratori della Sangemini Fruit. "A questi lavoratori – viene sottolineato –  non possiamo continuare a negare un futuro di stabilità occupazionale, dopo tutti gli investimenti fatti anche con finanziamenti pubblici".
Dopo l’incontro con la Regione, le organizzazioni sindacali si riuniranno nei prossimi giorni in assemblea per condividere con i lavoratori quanto emerso dall’incontro di oggi.

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