Il ricordo di Confindustria Perugia di uno degli alfieri dello sviluppo regionale e "re della cioccolata" scomparso all'età di 89 anni
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Se l’immagine di Perugia come città del cioccolato creativa a laboriosa è conosciuta in tutto il mondo è soprattutto merito della straordinaria storia della famiglia Buitoni che, nel 1907, ha contribuito a fondare la “Società italiana per la fabbricazione dei confetti”, una piccola bottega del centro storico, in via Alessi, primo nucleo di quella che sarebbe stata la grande Perugina.
Confindustria Perugia ricorda così la figura di Bruno Buitoni che nel 1944 partecipò, insieme ad altri 30 imprenditori, alla ricostruzione dell’Associazione degli Industriali della provincia di Perugia che era stata sciolta negli anni del Fascismo. Può apparire singolare che nessuno dei Buitoni sia stato Presidente di Confindustria Perugia. Il motivo di ciò è da ricercare nella scelta della famiglia, ed in particolare dei suoi membri che hanno avuto responsabilità nella guida del Gruppo, di lavorare per l’Associazione e con l’Associazione, senza però ricoprirne la massima carica nella convinzione che una compagine di piccole e medie imprese dovesse essere rappresentato da un imprenditore espressione di quel mondo. Pensavano che la guida affidata al titolare di una multinazionale, allora una delle pochissime e forse la sola, potesse determinare un insufficiente senso di identificazione da parte della base associativa.
Per tali motivi, che anteponevano l’interesse associativo a quello personale, i Buitoni hanno sempre declinato i numerosi inviti ad assumere la presidenza di Confindustria Perugia.
“Bruno Buitoni – ricorda Ernesto Cesaretti, presidente di Confindustria Perugia – esprimeva una visione associativa autentica, in cui l’aggregazione era non solo la condizione per rendere più forte la capacità di rappresentanza di Confindustria, ma anche il presupposto per esercitare una mutualità industriale segnata dalla disponibilità delle grandi aziende a mettere a disposizione delle piccole le loro competenze e le loro visioni industriali”.
Ed è in questo sentimento di forte legame con il territorio, dalla consapevolezza dell’importanza della Perugina per tutto il tessuto economico-sociale umbro, che matura la scelta nel 1985, di cedere l’azienda al gruppo industriale guidato da Carlo De Benedetti. “Per ogni imprenditore – aggiunge Cesaretti – rappresenta un grande dolore dover rinunciare a un pezzo della propria storia personale e familiare. Bruno Buitoni in un momento di grave difficoltà ha avuto il coraggio, per assicurare la continuità e il bene della Perugina, di creare, dimostrando straordinaria dedizione, un capitolo nuovo nella storia e nell’avvenire di questa azienda. Noi imprenditori che abbiamo guardato al nome di Buitoni come un esempio prestigioso da imitare e seguire, siamo grati a Bruno Buitoni perché è merito suo se oggi non un’azienda qualsiasi ma l’azienda di Perugia, è una vitalissima impresa, parte del più grande gruppo mondiale dell’industria alimentare come Nestlè che ha dimostrato di saper valorizzare l’eccezionale eredità di prodotti e di cultura industriale costruiti in un secolo di storia”.

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